di Francesca Raguso
Stefano D’Agostino, attaccante classe ‘92, ha terminato questa stagione in serie D nella Paganese. A distanza di qualche anno, da quando ha indossato la casacca rossoblu, lo abbiamo ascoltato.
Stefano, dopo una buonissima stagione, sei pronto a una nuova avventura. Hai già scelto la nuova squadra?
“Non ancora. Fortunatamente, dopo aver fatto una bella stagione e aver fatto 15 gol e 20 assist, ho ricevuto diverse chiamate, anche dalla Lega pro e da piazze che con la serie D non c’entrano niente. Poi c’è stato un po’ di rallentamento per i ripescaggi e quindi in settimana dovrò decidere, anche perché è arrivato il momento, non si può più aspettare. Sarà una decisione bella ma difficile perchè ci sono tante situazioni e vedremo cosa succederà.”
Priorità alla categoria o al progetto?
“Per mio modo di essere, a me interessa il progetto, la piazza, il giocare e vincere. Di giocare in Lega Pro, come detto anche altre volte, non è mai interessato. Guardo altri aspetti, come quando sono venuto a Taranto che la squadra non era da serie D. Ho avuto la fortuna di essere stato chiamato da tante piazze valide e valuterò se anche in Lega Pro ci saranno dei programmi ambiziosi.”
Fai parte di una serie di calciatori “dotati tecnicamente” che non trovano spazio “almeno” in Lega Pro. Come te lo spieghi?
“Intanto per scelta, perché c’è un discorso un po’ ampio da fare. La Lega Pro è un campionato, l’avete visto anche voi a Taranto, dove si gioca tanto con il minutaggio dei giovani e comunque gli stipendi sono più bassi di una serie D e si lavora molto con i prestiti. Non è una situazione che prediligo. Personalmente voglio giocare per progetti ambiziosi, dove si cerca sempre di fare il massimo. Anche se serie D. Perciò ci sono tanti che preferiscono giocare in serie D per questioni di prestigio ma anche economiche.”
Vestire la maglia del Taranto in serie C era un tuo desiderio. C’è stata la possibilità di un ritorno?
“Il mio sogno era vincere il campionato con il Taranto e poi trovarmi in serie B con il Taranto. Tutti i discorsi che ho fatto prima, per il Taranto non sarebbero validi, sarebbero stati spazzati via dall’amore che nutro ancora per quella maglia e per quello che si era creato. Non c’è stata mai l’opportunità di ritornare in Lega Pro, anche perché credo che oggi la società del Taranto abbia una politica differente e prediliga di più il far quadrare i conti e il fare dei campionati tranquilli per far quadrare tutto.”
Come è il tuo rapporto con il Presidente Giove? Vi siete più sentiti?
“Ci siamo mandati qualche messaggio dopo che c’era stato quell’addio un po’ brusco. Dopo non ci siamo più visti. Sono venuto qualche volta a vedere delle partite del Taranto perché c’erano dei miei ex compagni. Qualche messaggio, del tutto tranquillo, ce lo siamo scambiato, c’era comunque affetto e una stima incondizionata prima di quel episodio, e quei sentimenti di certo non vengono spazzati via. Poi con il tempo passa tutto, non ci sono problemi. Non si porta rancore.”
Tornando un po’ indietro. Hai passato due stagioni e mezzo in riva allo Ionio. Che ricordi hai?
“Anche qui ci vorrebbero 20 minuti d’intervista solo per questo. A Taranto ho il mio cuore, ho la mia famiglia che è stata, non da Dio, di più. Ho avuto la fortuna di diventare uno dei Top marcatori di sempre in poco tempo, ho vestito la fascia da capitano. Ci sarebbero mille cose da raccontare. Delle emozioni che ho provato, le emozioni che mi ha fatto provare la gente, la città in generale, la curva, tutte emozioni che credo che pochi abbiano avuto la fortuna di provare. Quando penso al Taranto, che seguo anche dal di fuori, mi viene solo un ricordo fantastico perché è un posto che sento un po’ come la mia seconda casa. Il percorso a Taranto è stato incredibile, abbiamo fatto delle annate incredibili e una praticamente l’avevamo vinta ma c’era stato quel fattaccio del Picerno e del Bitonto, che poi anni dopo si è venuto a sapere cosa fosse successo. A parte quello, peró, ho fatto 70 partite e 40 gol e si era creato un legame incredibile tra me e la gente.”
Tu eri e sei ancora molto apprezzato dalla tifoseria ionica. In che rapporti sei rimasto?
“Girando per l’Italia i rapporti sono comunque quelli via social, via messaggio, anche io appena posso dimostro che seguo sempre il Taranto. Mi arrivano tanti messaggi di stima, richieste di ritornare. Ogni volta che leggo questi messaggi, dopo anni, è un’emozione bellissima e sicuramente sarebbe una cosa molto bella. Quando vivi delle emozioni così forti, il rapporto negli anni rimane sempre come se fosse quello del primo giorno.”
Adesso per te che prospettive future ci sono?
“Ci sono belle prospettive, sarà una scelta molto importante perché sono nel mio pieno, sto benissimo e mi sento, a livello psicofisico, in una forma fantastica. Vengo da una stagione importantissima e quando succede così sei sulla strada giusta per continuare a questi livelli. Questa sará per me una settimana molto importante.”
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