di Francesca Raguso
Agile e dotato di buona tecnica, Manuel Mancini è un ex centrocampista, classe 1983. Le sue virtù le ha fatte diventare il suo lavoro, iniziando a giocare nelle giovanili della Lazio dal 2001 fino al 2003.
Hai passato tre stagioni a Taranto. Come ti sei trovato e che ricordi hai?
“Sono state tre stagioni belle, sotto ogni punto di vista, sia come squadra, come compagni, come società e ho trovato più di qualche amico a Taranto.”
Nella prima stagione in riva allo Ionio, sei stato anche tu artefice della promozione del Taranto dalla C2 alla C1. Cosa hai provato?
“È stata un’annata un po’ particolare. Mi ricordo che abbiamo avuto un leggero calo nel corso del campionato, poi ci riprendemmo e facemmo i play-off. È stata una stagione sofferta, ma proprio per questo allo stesso tempo è stata bella.”
Sempre a Taranto hai affrontato anche la finale play-off per la promozione in serie B. Quanto rammarico c’è per quella partita? Si poteva fare qualcosa di più?
“Sicuramente si poteva fare qualcosa di più. Il rammarico è tantissimo, ancora oggi pensarci mi rende nervoso. Col tempo sono diventato meno istintivo, mentre all’epoca ero più testa calda. La stagione dopo mi sono calmato, a Taranto, perché sono diventato anche credente. Comunque se oggi penso a quel momento lì, non è di certo bello.”
In una delle stagioni in cui sei stato a Taranto, nella partita contro il Giugliano segnasti tu il gol della vittoria. Puoi raccontarcelo?
“Per me era facile giocare con tutti quei calciatori forti che avevamo. Ricordo che in quella partita mi passò la palla Andrea De Florio, sfruttammo uno schema nel quale io partivo da dietro senza palla e mi inserivo mentre lui doveva mettere la palla sopra la linea difensiva, così mi trovai nell’uno contro uno col portiere e ho piazzato il pallone. È stata una delle tante vittorie, quell’anno ne abbiamo fatte parecchie.”
Sabato si affronteranno Taranto e Giugliano. Puoi farci un commento su questa partita?
“Spero che la partita finisca in favore del Taranto. Purtroppo non lo sto seguendo tanto, quindi non conosco bene la squadra ma il mio affetto rimane per i colori rossoblu e gli faccio un grande in bocca al lupo sperando che possano portare a casa la vittoria.”
Al giorno d’oggi sei rimasto in contatto con qualche tuo vecchio compagno di squadra degli anni in cui sei stato a Taranto?
“Si. Ogni tanto mi sento con Ciccio Potenza, con il quale è capitato di andare in vacanza insieme. Poi ho sentito Colombini, Davide Dionigi, Tesser e Zaccanti, Caccavale. Nelle ultime stagioni da sportivo ho visto anche Ivano Pastore nel nuovo ruolo di direttore sportivo.”
Per la tua carriera futura che prospettive ci sono?
“Ho conseguito il patentino da allenatore Uefa D e vorrei prendermi anche l’Uefa C, in modo da poter avere più strade. Per ora faccio una vita molto semplice, completamente distaccata dal mondo del calcio, mi dedico alla famiglia e frequento la chiesa la domenica. Una vita semplicissima e senza calcio. Per adesso.”













