di Mimmo Ligorio
Abbiamo ascoltato per GiornaleRossoblù.it l’ex centrocampista del Taranto Carlo Vicedomini il quale ha commentato ed espresso il suo parere sulla situazione che sta coinvolgendo i rossoblu in questo momento.
Vicedomini, lei sta vivendo una bella stagione tra le fila del Barletta.
Si. La squadra milita nel campionato di Promozione girone A e siamo primi in classifica a nove punti di distanza dall seconda. Mi sento ancora bene fisicamente e mentalmente ed essendo per me anche un lavoro mi alleno costantemente giorno per giorno dando il mio contributo al calcio ma soprattutto a questa squadra che cercherò di guidarla fino alla vittoria del campionato. L’Audace Barletta è una società serie ed ambiziosa, composta da brava gente che ha voglia di fare calcio ma soprattutto forte economicamente, l’obiettivo è raggiungere la Serie D nel giro di tre anni, credo che ci siano tutti presupposti per riuscirci.
Faceva parte di quel team allenato da Dionigi che vinse il campionato sulla carta ma che viveva in una situazione come quella attuale ma con scenari e classifica diversa, cosa sente di dire ai ragazzi in merito all’esperienza maturata in quel periodo?
E’ scontato dirlo ma non è una situazione semplice. In quegli anni ho vissuto una situazione nel quale c’era il seguito dell’anno prima, quasi tutti decidemmo di non andare via a Gennaio cercando di inseguire quel sogno chiamato serie B ma poi sappiamo tutti come è andata a finire. Mi sento di dire ai ragazzi che restano fino alla chiusura del mercato di cercare sempre e comunque di dare il massimo per la squadra ma soprattutto per loro stessi in quanto giocano un campionato professionistico di Serie C, hanno la possibilità di mettersi in mostra e non si dimentichino che giocano per il Taranto, indossano una maglia pesante, con un passato glorioso in una piazza importante che merita rispetto. Capisco che la situazione non sia delle migliori ma devono concentrarsi sul campo con la speranza che qualcuno faccia ingresso in società e sistemi quanto prima le cose.
Taranto ulteriormente penalizzato e sempre più fanalino di coda a -6 in classifica, a questo punto la retrocessione è inevitabile.
Purtroppo credo che ormai la retrocessione sia cosa fatta, l’importante è costruire già da ora le basi per poter partire con un progetto serio qualsiasi sia la categoria, ricordiamoci che ci sono piazze che dalle ceneri sono rinate. Taranto merita tanto ed ha bisogno di persone che facciano calcio in maniera adeguato alla categoria. Per esperienza dico che la maggior parte degli investitori parlano di progetti ma nel calcio non contano solo i soldi, bisogna rispettare ogni singolo componente dello staff e giocatori. Penso che Taranto su questo aspetto sia maledetta, ci sono passato anche io nel 2012, quando come lo scorso anno sta per raggiungere un sogno, successivamente accade sempre qualcosa di negativo.
Quindi quando il presidente del Trapani Antonini disse che squadre come il Taranto falsano il campionato aveva ragione?
Sotto certi aspetti può essere vero, il Taranto non è la squadra di inizio stagione, adesso sembra essere tutto più semplice per gli avversari essendo una squadra formata da molti ragazzi. La Lega purtroppo sotto questi aspetti continua a commettere degli errori, con tutto il rispetto per Taranto e per la sua gloriosa storia ma non si doveva accettare l’iscrizione al campionato, purtroppo quando giocavo in Serie C anche io ho dovuto affrontare squadre fantasma.
Anche il Taranto quindi lo possiamo definire una squadra fantasma, sono andati via quasi tutti tra staff e giocatori, come può il tifoso essere ancora attaccato alla squadra?
E’ una situazione difficile ma di certo la maglia non si tocca, per ogni tifoso è sacra ed i tarantini la ameranno sempre, posso capire un certo distacco da parte di molti in quanto la squadra non gioca piu le sue partite casalinghe allo Iacovone, ma ciò che distrugge la passione della gente e la tende a far allontanare è quando si presentano determinate persone con un progetto che invece risulta essere subito fallimentare, tutto questo è grave! Ovviamente diventa una catena e si accusa il giocatore di non essere attaccato alla maglia perchè va via, ma ricordiamoci che ogni giocatore è un uomo con una famiglia e delle spese da pagare e se non sono pagati è giusto che vadano altrove. Sarei rimasto 10 anni a Taranto ma dopo l’anno in Serie D per varie dinamiche sono dovuto andare via cosi come quando ero a Barletta e Lecce, non è sempre colpa del calciatore. Credo sia difficile accendere la scintilla tra tifoso e squadra in queste condizioni, non ti ispira né fiducia né entusiasmo, piuttosto preferirei ricominciare da qualsiasi categoria ma con persone che vogliono bene a Taranto e che vogliono fare calcio sul serio credendo nella piazza, avessi i miliardi sarei il primo che investirei nel Taranto.
Dalla prossima partita contro la Casertana fino al termine del campionato crede che il Taranto riuscirà almeno a compiere una retrocessione dignitosa?
Credo che i ragazzi daranno il massimo impegnandosi in campo ma andrà a finire che saranno le squadre avversarie a rispettare il Taranto, tutto questo sembra un paradosso ma spero che chi giocherá contro il Taranto non se ne approfitti.














