di Maurizio Corvino
Con un investimento di oltre 60 milioni di euro, il nuovo stadio comunale di Taranto è tornato a brillare di luce propria, diventando un simbolo di modernità e ambizione sportiva. Le vecchie gradinate hanno lasciato spazio a tribune moderne, il terreno di gioco appare impeccabile e l’estetica generale è ormai quella di un impianto degno di palcoscenici prestigiosi. Un’opera imponente e un fiore all’occhiello per la comunità tarantina.
Tuttavia, proprio mentre tutto intorno risplende di nuovo, c’è un simbolo della storia cittadina che sembra essere stato dimenticato. Una situazione segnalata anche da diversi tifosi e che riguarda la statua di Erasmo Iacovone, icona intramontabile del calcio tarantino, il calciatore che ha scritto pagine indelebili della storia sportiva cittadina e che dà il nome allo stesso stadio.
La statua si erge oggi solitaria, avvolta da un’apparente trascuratezza. Mentre l’impianto è stato completamente rinnovato, il monumento dedicato a Iacovone appare sporco e segnato dal tempo e dagli agenti atmosferici. Un contrasto evidente con la magnificenza del nuovo stadio e che, purtroppo, sembra riflettere una scarsa attenzione verso la storia e i simboli di una tifoseria.
È indubbio che un investimento di tale portata abbia rappresentato un rinnovamento profondo dell’intero complesso sportivo. Ma la dignità di un luogo non si misura soltanto in metri cubi di cemento, in impianti tecnologici o nel numero dei nuovi seggiolini.
La dignità risiede anche nella cura e nel rispetto della propria storia, dei propri simboli e delle figure che hanno contribuito a costruire l’identità di una città.
Erasmo Iacovone non è soltanto un nome inciso su un albo d’oro. Non è semplicemente il nome dello stadio. È un pezzo di cuore di Taranto, un simbolo di passione, dedizione e orgoglio sportivo.
Lasciare la sua statua in uno stato di trascuratezza significa, inevitabilmente, mancare di rispetto non solo alla sua memoria, ma anche a tutti coloro che lo hanno ammirato e che ancora oggi portano nel cuore il ricordo di quel grande campione.
Per questo chiediamo che venga restituita dignità e decoro alla statua di Iacovone. Non si tratta di un’impresa titanica e neppure di un intervento economicamente gravoso. Basterebbe una pulizia accurata, un piccolo restauro e una maggiore attenzione per restituire al monumento l’aspetto che merita.
Lo stadio è rinato. Ora, insieme alla modernità, non dimentichiamo la storia.
Ridiamo dignità alla statua di Erasmo Iacovone.














