Alla fine arriva la sconfitta, il Taranto perde per 1 a 0 a Messina, dopo una prestazione opaca. In campo con il 3-4-3 con De Marchi punta centrale, Valietti sulla destra e Fiorani al fianco di Calvano, nel primo tempo, il Taranto, è alla ricerca di un’identità e nuovi automatismi, visto i neoacquisti subito in campo. De Marchi nel primo tempo, effettua una prova sufficiente, si muove molto in area e si dimostra in grado di aggredire la palla in uscita, arrivando al tiro al minuto trenta, con la conclusione che termina fuori. Valietti, è un buon stantuffo sulla destra, appena l’ex Inter entrerà nei meccanismi di Capuano, comporrà con Kanoutè una buona catena sulla destra. Miceli non fa rimpiangere troppo Antonini. Urge però un’ intervento a centrocampo, numericamente si è pochi e Fiorani oggi si è dimostrato impalpabile. Nel primo tempo, infatti, è mancato proprio l’utilizzo di un centrocampista d’ordine, in grado di giocare palla a terra, senza ricorre alla solita palla lunga su De Marchi, con il lancio dei difensori. Ad inizio secondo tempo, De Marchi ha la palla del vantaggio, che spreca facendosi ipnotizzare da Fumagalli. Dopo il gol sbagliato, Zangla e Capuano decidono di intervenire con i cambi per cercare di essere più incisivi ma si perdono gli automatismi che si stavano creando. Kanoutè schierato come prima punta esce dal gioco vista la mancanza di filtranti per sfruttare la velocità e il continuo voler giocare per cercare la fisicità della prima punta. Intorno al 55° minuto, Plescia protegge palla su una mischia in area, con la difesa che non riesce a spazzare. La sfera arriva sui piedi di Zunno che insacca. Dopo il gol subito, il Taranto cerca subito nuovamente il pareggio, con Capuano che toglie Valietti, costringendo Bifulco a fare il ruolo di esterno a tutta fascia, inserendo Fabbro. Il ruolo non è consono al numero 14 che, costretto a rincorrere l’ esterno siciliano, effettua il fallo che lo costringe all’espulsione, costringendo i suoi a giocare in 10. A questo punto il Messina cerca di fare melina mentre il Taranto inserisce Samele al posto di Kanoutè. Se De Marchi, svolgeva tanto movimento in area, Fabbro e Samele sono entrati in campo in maniera molle, senza la voglia di aggredire palla. Il canovaccio offensivo del Taranto diventa quello di dare la palla ad Orlando e sperare in una magia dai suoi piedi. Magia che il numero 96 effettua liberando Zonta che affida la palla del pareggio a Fabbro ma il numero 99 sbaglia clamorosamente. Il Taranto torna a casa senza punti. La sconfitta dovrà fare riflettere sull’acquisto di un centrocampista e di un attaccante in grado di alternarsi a De Marchi. Il Taranto del primo tempo, nonostante l’inserimento dei nuovi acquisti, si è dimostrato all’altezza dei precedenti, mentre nel secondo tempo, ha regnato la confusione, che ha portato gli jonici alla sconfitta.















