In seguito al servizio trasmesso durante la puntata di “90° Minuto” andata in onda lunedì 15 aprile su RAI 2, l’ex presidente del Calcio Foggia 1920, Nicola Canonico, ha diffuso un comunicato ufficiale per replicare con fermezza alle ricostruzioni che lo riguardano, definite «vomitevolmente distorte, omissive e lesive» della sua persona.
Canonico, nel suo intervento, contesta la narrazione televisiva secondo cui avrebbe “chiuso i rubinetti” e “abbandonato la squadra” senza considerare il contesto, omettendo fatti gravissimi come gli atti intimidatori subiti da lui, dalla sua famiglia e dallo staff societario. «Io e mio figlio siamo persone offese in un’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari» spiega, ricordando l’episodio dell’ordigno esplosivo collocato sotto l’auto di suo figlio e una lunga serie di attacchi subiti da calciatori e dirigenti.
L’ex presidente si scaglia anche contro le dichiarazioni rese nel servizio dal commentatore Antonio Di Gennaro, definite «gravemente diffamatorie e infondate», e precisa: «Non ho mai lasciato una società con debiti federali, né alcun club sotto la mia gestione ha subito penalizzazioni. Ho sempre garantito correttezza e trasparenza».
Canonico ha poi puntato il dito contro l’uso improprio del termine “contestazioni” per descrivere ciò che definisce come «un attacco personale, continuo, violento e disumano», sottolineando episodi come cori offensivi, insulti, minacce e l’esposizione di una testa di maiale con il suo volto in Curva Nord.
Alla luce di quanto accaduto, Canonico conclude annunciando iniziative formali:
Richiede alla redazione di 90° Minuto la lettura integrale del suo comunicato nella prossima puntata, in base al diritto di replica.
Chiede una rettifica ufficiale delle dichiarazioni false trasmesse.
Si riserva azioni legali a tutela della sua reputazione.
«La verità non si nasconde, non si insabbia: si racconta», chiude Canonico.













