Trent’anni di storia, quattro fighter italiani e una sfida che promette spettacolo. Oktagon celebra il proprio importante anniversario riportando sul ring una delle formule che hanno contribuito a rendere celebre lo storico evento italiano dedicato agli sport da combattimento: un torneo a eliminazione diretta nel quale non sono ammessi passi falsi.
L’appuntamento è fissato per sabato 5 dicembre 2026 al PalaPellicone di Ostia, dove andrà in scena un quadrangolare K-1 rules nella categoria -60 kg.
Quattro atleti, due incontri nella stessa serata e un solo vincitore. Ma la posta in palio non si limiterà alla vittoria del torneo. Il fighter capace di imporsi avrà infatti l’opportunità di conquistare un importante pass verso il circuito giapponese di vertice degli sport da combattimento, con la possibilità di misurarsi successivamente con alcuni dei migliori interpreti internazionali della disciplina.
Una prospettiva che rende ancora più prestigiosa una competizione già particolarmente interessante per qualità e caratteristiche dei protagonisti.
Cambiaghi, il giovane favorito
Tra i nomi più attesi c’è quello di Oscar “Battle Beast” Cambiaghi, appena 19 anni e portacolori della Lottatori Milano.
Nonostante la giovane età, Cambiaghi può vantare numeri importanti nella categoria: 15 vittorie, sette delle quali ottenute prima del limite, e tre sconfitte.
Il suo percorso recente racconta di un atleta abituato a confrontarsi con avversari di livello internazionale. Lo scorso marzo, in occasione dell’ultima edizione di The Arena UF, ha superato nettamente l’ungherese Zombie Nemeth a Campione d’Italia.
A luglio, invece, sul ring di Evolution Fight, a Rosolini, in provincia di Siracusa, è arrivato il successo contro il campione europeo WKU Xristos Zoumpoulis.
Un momento particolarmente intenso per Cambiaghi, che prima di arrivare a Roma avrà un altro appuntamento importante. Il prossimo 19 settembre, infatti, sarà impegnato al Centro Pavesi di Milano nel format “Pure Ascension”, dove affronterà Luca Carlini per il titolo di categoria in un match di muay thai.
Un calendario fitto che testimonia la volontà del giovane fighter milanese di continuare a crescere attraverso confronti sempre più impegnativi.
Stroppa, talento e imprevedibilità
A rappresentare la Fight House Pesaro sarà invece Adam “Mr. Fantastic” Stroppa.
Il 26enne arriva al torneo con un record di 12 vittorie, otto delle quali prima del limite, e quattro sconfitte.
Il suo biglietto da visita è quello di un fighter spettacolare, creativo e soprattutto difficile da leggere. Qualità che, in un torneo a eliminazione diretta, possono diventare determinanti.
Stroppa arriva a Oktagon forte di un successo particolarmente significativo ottenuto lo scorso 21 giugno a “Pure Dominion”, quando ha affrontato il tedesco Dennis “Lucky Luke” Haddad, riuscendo a imporsi per KO/TKO.
Un avversario di grande esperienza internazionale: Haddad vanta infatti 58 vittorie e 19 sconfitte, con 19 successi ottenuti per KO.
Il successo conquistato contro un avversario di questo calibro rappresenta un’importante iniezione di fiducia in vista dell’appuntamento di Ostia.
Scuro arriva da campione del mondo
Tra i quattro partecipanti figura anche Daniele Scuro, 26 anni, atleta dello SportsLab di Barletta.
Il fighter pugliese arriverà a Roma con un titolo mondiale sulle spalle: Scuro è infatti campione del mondo ISKA -59 kg.
Il suo record parla di 17 vittorie, una delle quali prima del limite, due pareggi e due sconfitte. Un ruolino al quale si aggiunge un palmarès particolarmente significativo, nel quale figurano anche il titolo europeo ISKA, il mondiale WKU e il titolo italiano di categoria.
Scuro combatte abitualmente a -59 kg, ma l’esperienza maturata nel corso della carriera e la consuetudine con appuntamenti di alto livello lo rendono uno degli uomini da tenere maggiormente sotto osservazione nel quadrangolare.
La differenza di un chilogrammo rispetto alla sua categoria abituale non sembra dunque rappresentare un ostacolo sufficiente per ridimensionare le sue ambizioni.
Piacentino, la possibile sorpresa
A completare il quartetto sarà Salvatore “The Rooster” Piacentino, 24enne di Erice e rappresentante dell’Athena Trapani.
Il fighter siciliano arriva a Oktagon dopo aver conquistato il titolo italiano ai campionati nazionali, risultato che gli ha permesso di guadagnarsi un posto in un torneo dal livello particolarmente elevato.
Il suo record parla di otto vittorie e due sconfitte.
Dopo il successo ottenuto a livello nazionale, Piacentino ha avuto modo di confermarsi anche a Evolution Fight di Rosolini, dove ha affrontato il campione maltese.
Sulla carta può essere considerato il meno esperto dei quattro protagonisti, almeno in termini di esperienza complessiva rispetto agli avversari che troverà sul ring. Ma proprio questo potrebbe trasformarsi in un elemento di imprevedibilità.
Senza il peso delle aspettative che accompagnano alcuni dei favoriti, “The Rooster” potrebbe diventare la sorpresa del torneo.
Quattro percorsi, un solo obiettivo
Il fascino del quadrangolare risiede proprio nell’equilibrio tra percorsi differenti.
C’è la freschezza di Cambiaghi, la spettacolarità di Stroppa, l’esperienza internazionale e il palmarès di Scuro e la voglia di sorprendere di Piacentino.
Tutti partiranno con lo stesso obiettivo, ma soltanto uno potrà arrivare fino in fondo.
La formula non concede margini di errore: due match nella stessa serata, con la necessità di gestire non soltanto la tecnica e la condizione fisica, ma anche energie, recupero e pressione.
Il Giappone come traguardo
Ed è proprio la prospettiva internazionale a rendere ancora più interessante l’appuntamento.
La vittoria di Oktagon 30 Years non rappresenterà soltanto un successo prestigioso da aggiungere al proprio curriculum. Il vincitore potrà infatti conquistare una concreta opportunità di accesso al circuito giapponese di vertice, tradizionalmente considerato uno dei riferimenti mondiali per gli sport da combattimento.
Per i quattro fighter, dunque, il 5 dicembre potrebbe rappresentare molto più di una semplice serata di combattimenti.
A Ostia ci sarà in palio un trofeo, ma soprattutto la possibilità di spalancare una porta verso il grande palcoscenico internazionale.
Quattro fighter. Due combattimenti. Un solo vincitore. E, sullo sfondo, il Giappone.














