“Sabato scorso a Taranto è stato ucciso un uomo, Bakary Sako, un altro lavoratore morto sul lavoro. Era un membro di questa comunità, lavorava, pagava le tasse, rispettava la legge. Ma questa volta non c’è una responsabilità ascrivibile al suo posto di lavoro o al suo datore di lavoro: la responsabilità è collettiva, rispetto a un territorio che diventa sempre più fragile e insicuro”.
È quanto dichiara il segretario generale della CGIL di Taranto, Giovanni D’Arcangelo, intervenendo dopo il tragico agguato costato la vita a Bakary Sako.
Secondo il sindacalista, quanto accaduto rappresenta il segnale evidente di un disagio sociale sempre più diffuso e sottovalutato.
“Si continua a sottostimare un fattore molto più rischioso dell’emigrazione, ovvero il disagio sociale, l’abbandono delle periferie, la fragilità di un tessuto urbano che ormai scricchiola sotto i colpi inferti dalla crisi, dalla disoccupazione e dalla povertà. Anche in questo caso non servono soltanto cordoglio e solidarietà, ma azioni concrete”.
D’Arcangelo collega l’episodio a un contesto più ampio di tensione sociale che, secondo la CGIL, si manifesta quotidianamente attraverso episodi di violenza e degrado.
“L’agguato in cui è morto Bakary Sako è la parte emersa di un disagio più profondo – aggiunge – di un fenomeno crescente di disagio giovanile e sociale che abbiamo documentato con il continuo assalto agli autobus del trasporto pubblico, con le aggressioni al personale sanitario, con le violenze ai danni degli operatori del 118. Anche i Piani Sociali di Zona devono essere affrontati come strumenti necessari e concreti di prevenzione e intervento”.
Infine, il segretario generale della CGIL territoriale richiama l’attenzione sul tema del lavoro bracciantile, settore nel quale operava la vittima.
“Come CGIL conosciamo bene il tema del lavoro agricolo e bracciantile, lo stesso che Bakary Sako svolgeva con grande rigore e dignità. Per questo chiediamo agli organi istituzionali di aprire finalmente, insieme a tutte le parti rappresentative del territorio, una vertenza Taranto ampia, strutturata e coordinata”.














