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Serie C/C, Cianci replica ad Albadoro. Taranto e Picerno a quota quattro punti

Foto Taranto FC 1927 - Walter Nobile

Serie C/C, Cianci replica ad Albadoro. Taranto e Picerno a quota quattro punti

Crisi Avellino, seconda sconfitta consecutiva. Rivelazione Turris a sei punti con la Juve Stabia ed il Latina. Virtus Francavilla a quota zero punti

di Fabrizio Di Leo

La 2^ giornata, turno “spezzatino” (disputatosi tra sabato e lunedì), ha visto molte conferme i e negative. Turris, Juve Stabia e Latina, bissando il “cin cin” dell’esordio stagionale, ha bissato l’appuntamento con la vittoria ed hanno lanciato un primo segnale al campionato. I pontini di Di Donato, nel loro modo sornione hanno impostato una gara in cui hanno ben contenuto un Potenza che badava, principalmente a non perdere al Francioni, campo notoriamente ostico per le formazioni viaggianti, e i nerazzurri locali andavano in vantaggio dopo poco la mezzora con Del Sole. Raggiunti sul pareggio con Di Grazia, prima dell’intervallo, nella ripresa, il gioco scivolava via senza grandissimi sussulti, con l’intento dei laziali di trovare una rete che, quando sembrava non dovesse arrivare, a quattro minuti dalla fine, Fabrizi trovava e consegnava tre punti utili a rimanere i vetta alla classifica in coabitazione con Juve Stabia e Turris. La Turris di Caneo, gara le rilevazioni di queste prime due giornate di campionato, compiva l’impresa, allo Scida, nella serata di domenica, schiantando i calabresi del Crotone, già nel primo tempo sotto per 0 a 2, con l’evergreen Maniero sugli scudi. Nella ripresa i corallini, nonostante la rete che dimezzava lo svantaggio, un minuto dopo il fischio di ripresa delle ostilità, subito tamponata con la rete al 2°, di Maniero, controllavano la formazione pitagorica, brava a trovare con un colpo di coda la seconda rete, a meno di dieci minuti dalla fine match, ma lo sforzo compiuto lo pagava con una sconfitta bruciante e che lasciava qualche interrogativo per l’immediato futuro. A Castellammare di Stabia, si disputava il match clou della giornata, tra le “vespe” e l’Avellino, a caccia di goal e punti. La gara vedeva i padroni ben messi in campo, con l’Avellino, a tratti volenteroso per cercare di segnare e trovare i primi punti stagionali, ma l’imprecisione, la bravura della linea difensiva dei locali, non permetteva di sbloccare il risultato che, i gialloblu locali facevano loro, ad un quarto d’ora dal termine, con una zampata di Bellich, gettando nello sconforto la formazione di Rastelli, incapace di recuperare il risultato che mette seriamente a rischio la permanenza del tecnico sulla panchina bianco verde. Il Taranto, nel catino del Curcio di Picerno, disputava una gara dai due volti. Nella prima frazione, i affanno nel primo quarto d’ora, tanto da subire il goal di Albadoro per una sbavatura nel meccanismo della linea difensiva. Nella ripresa, capuano, nella rivisitazione del modulo, con i classici cambi giusti, impostava una gara in cui i rossoblù dimostravano le reali potenzialità del gruppo e, a dieci minuti dalla conclusione, una palla inattiva (da calcio di punizione) era deviata in rete da “pennellone” Cianci, bravo ad anticipare l’avversario e realizzare l’importante marcatura che consente ai rossoblù di tornare a casa con un preziosissimo punto. A Benevento, una non trascendentale formazione sannita aveva ala meglio sulla Virtus Francavilla, in difficoltà evidente, in fase offensiva, nonostante l’innesto dell’ex rossoblù Giovinco. E’ bastata una rete di Ferrante, a dieci minuti dall’intervallo, per chiudere il match, per l’incapacità degli imperiali di essere pericolosi sotto porta. Il Foggia, nel match a porte chiuse contro il Giugliano, ha faticato per superare i coriacei partenopei, tanto da dover aspettare quasi un’ora perché Tonin trovasse il varco giusto per superare il portiere napoletano. La gara scivolando via, mostrava ancora le difficoltà di assemblaggio del Foggia, sempre a caccia di rinforzi, almeno dal mercato degli svincolati e dal recupero di qualche pedina, per assestare la struttura di squadra. Monopoli Monterosi Tuscia e Sorrento Audace Cerignola, bare terminate cin egual punteggio, sono stati match giocato in maniera frenetica. Il Monopoli, addirittura, contro i laziali, era bravo ad andare in doppio vantaggio nei primi venticinque minuti di contesa, quasi certo di poter controllare il risultato, poi, inspiegabilmente, in quattro minuti (dal 28 °al 32°) il giocatore più rappresentativo dei laziali, bomber Costantino, realizzando una doppietta consentiva il recupero del risultato che veniva mantenuto fino al fischio finale. Allo stadio Italia di Sorrento, i ragazzi di Maiuri giocavano come il gatto come il topo con il Cerignola, in quanto dopo essere passati in vantaggio per ben due volte veniva repentinamente raggiunti e il pareggio finale accontentava tutti, anche se i dauni (al secondo pareggio con una formazione di seconda/terza fascia) rimangono degli incompiuti nel restyling della rosa attuale.

CROTONE – TURRIS: una notte magica per la Turris. Dopo la vittoria al debutto contro il Benevento, la squadra di Bruno Caneo si ripete anche in trasferta: battuto a domicilio il Crotone di Lamberto Zauli. Una doppietta di Maniero e un altro lampo di Cum regalavano i tre punti alla formazione di Torre del Greco, a punteggio pieno in classifica. La gara dello stadio Scida si apriva subito con un tentativo di Vitale dal limite, Pagno – in campo al posto di Fasolino – si faceva trovare pronto. Replicavano i Corallini con una punizione di Giannone, la traiettoria scavalcava la barriera ma si spegneva di poco fuori. Al 14’ grandissima occasione per Tumminello che approfittava della sponda di D’Ursi e si involava, Pagno gli sbarrava la strada. Sulla ribattuta, Tribuzzi non concretizzava e falliva al tap-in. Il 19 non sbagliava qualche secondo più tardi, il direttore di gara annullava la rete per posizione irregolare. I rossoblù alzavano ulteriormente il ritmo e costruivano una nuova occasione, questa volta il palo fermava Tribuzzi, pescato ancora oltre la linea dei difensori. Nel momento migliore dei padroni di casa, gli ospiti colpivano in contropiede. Franco recuperava il possesso e faceva partire l’azione, la sfera arrivava dalle parti di Cum che entrava in area e batteva Dini con una conclusione vincente. Secondo gol consecutivo per l’esterno ex Matera che si confermava acquisto top dell’estate. La reazione degli Squali non si faceva attendere, ci pensava Tumminello a calciare verso lo specchio. Al 30’ la Turris raddoppiava: sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Franco, Maniero svettava e insaccava. Nel finale di frazione due opportunità per i ragazzi di Zauli, Felippe e Tumminello non trovavano il bersaglio: l’undici di Caneo rientrava negli spogliatoi con il doppio vantaggio in tasca. In avvio di ripresa accadeva di tutto. Pronti via e il Crotone accorciava subito le distanze con Tumminello che riceveva in area e fulminava Pagno al 46’. La Turris faceva ripartire la manovra e, al 47’, trovava il tris ancora con bomber Maniero – terzo gol in due partite – su traversone al bacio di Contessa. I pitagorici non ci stavano e tentavano un nuovo affondo, questa volta con D’Ursi che alzava troppo la mira dal limite dell’area. Al 54’ Pagno non era perfetto nell’intervento su un cross dalla corsia mancina, Tumminello non capitalizzava e i Corallini si salvavano. Rossoblù che andavano in forcing nella parte centrale del secondo tempo, il portiere di Caneo rispondeva con i piedi alla consueta giocata di D’Ursi. Al 65’ missile di Leo dalla distanza, la sfera finiva sulla parte esterna della rete. Trascorrevano tre minuti e il solito D’Ursi – su una respinta corta di Miceli – creava un altro pensiero alla retroguardia campana, Pagno era prodigioso. Il Crotone rientrava in partita all’81’, Giron confezionava e Vuthaj in zampata regalava un finale scoppiettante. Tanta tensione negli ultimi minuti con Vuthaj che si divorava il pareggio, la Turris resisteva e al triplice fischio si assicurava un successo importantissimo allo Scida.

JUVE STABIA – AVELLINO: Rastelli confermava dieci undicesimi della formazione titolare che aveva affrontato il Latina. L’unico cambiamento era l’inserimento di Sannipoli dall’inizio, al posto di D’Angelo. Primo squillo biancoverde al 4′: Dall’Oglio effettuava un cross preciso dalla fascia destra, Patierno – completamente libero nell’area di rigore – colpiva di testa verso il secondo palo. La sua conclusione veniva respinta in angolo da parte di Thiam. All’8′, la partita era momentaneamente sospesa: sembra che una persona in tribuna centrale avesse avuto un improvviso malore. Il gioco riprendeva dopo pochi minuti. I padroni di casa si facevano vedere al 12′: Cancellotti si faceva sorprendere da un lancio lungo dalla retroguardia diretto a Erradi. Quest’ultimo controllava la palla e serviva immediatamente Candellone per il tiro, l’attaccante calciava troppo largo, mandando il pallone fuori bersaglio. Gialloblu pericolosi al 32′, sugli sviluppi di un corner, Ghidotti riusciva a sbrogliare la situazione nell’area piccola. Tuttavia, il pallone finiva ai piedi di Baldi, che calciava con il sinistro, ma il tiro finiva fuori bersaglio, complice una deviazione da parte di un difensore biancoverde. Al 42′, Tito metteva in mezzo un cross dalla fascia sinistra, Marconi si avventava di testa, ma non riusciva a dirigere il pallone verso la porta, e nel contempo lamentava un colpo al viso. Per l’arbitro, però, era tutto regolare. Il risultato non cambiava fino al duplice fischio dell’arbitro. In questa prima frazione di gioco, l’Avellino aveva avuto difficoltà soprattutto a centrocampo, con i padroni di casa che esercitavano una forte pressione. Purtroppo, Palmiero era stato certamente il peggiore dei suoi, commettendo numerosi errori nei passaggi, persino in situazioni apparentemente semplici. 0-0 al termine del primo tempo. Problema fisico per Lores Varela che, al 55′, usciva dal campo zoppicando e lamentando un problema muscolare al polpaccio sinistro. Al suo posto entrava D’Amico. Non cambiava nulla dal punto di vista tattico. Avellino veniva colto di sorpresa al 59′, quando Mignanelli effettuava un cross dalla linea di fondo. Candellone cercava il colpo di testa, ma il suo tentativo era impreciso nonostante fosse posizionato a soli due metri da Ghidotti. Un fortunato rimpallo favorisce Romeo al 70′, il quale si trovava in posizione favorevole davanti a Ghidotti. Il portiere dimostrava grande freddezza rimanendo in piedi e respingendo il tiro centrale del centrocampista stabiese. La sua prontezza di riflessi era decisiva per evitare il vantaggio dei padroni di casa. La Juve Stabia si portava in vantaggio al 76′ con un gol certamente evitabile: Mignanelli calciava una punizione che veniva deviata in area di rigore. Bellich era il più reattivo tra tutti, riuscendo a superare Palmiero e a battere Ghidotti, portando avanti la sua squadra. Al 78′, Buglio prendeva la palla centralmente e tira in porta. Ghidotti era abile a deviare il tiro sulla traversa. In questa fase, la squadra di Rastelli sembrava essere in difficoltà e confusa. La Juve Stabia reggeva fino al triplice fischio finale. Avellino da film horror. Difesa colabrodo, centrocampo in balia dell’avversario e incapace di creare qualsiasi cosa e attacco sterile. Non poteva iniziare peggio la stagione per la squadra di Rastelli, con 0 punti in due partite. Al “Menti”, la Juve Stabia s’imponeva 1-0 grazie al gol di Bellich.

LATINA – POTENZA: il Latina non falliva la riconferma dopo la vittoria ad Avellino, al Francioni finiva 2-1 in una partita molto combattuta. Latina che schierava in campo lo stesso 11 di Avellino, risultato vittorioso. Cardinali in porta, in difesa Marino, Rocchi, Cortinovis, a centrocampo Ercolano, benevento Riccardi, Cittadino, Di Livio, Del Sole in attacco Fella e Mastoianni. Rispondeva il Potenza con Gasparini, Sbraga, Verrengia, Gyamfi, Hadziosmanovic, Laaribi, Saporiti, Prezioso, Volpe, Di Grazia, Caturano. Salvava Cardinali su una spizzata di Caturano al 9′. Inserimento di Mastroianni che cercava di servire Fella ma la difesa del Potenza spediva in angolo. Brutto intervento di Verrengia su Fella che rimediava il giallo. Provava dalla distanza Di Livio ma spediva il pallone in curva. Al 28’ Fella veniva servito in corsa da Di Livio e calciava di poco al lato un rigore in movimento. Bel tiro di Riccardi al 32′ che dal limite sfiorava il palo alla sinistra di Gasparini. Vantaggio del Latina al 33′ Del Sole spiazzava il portiere del Potenza con un gran tiro da fuori, 1-0 per il Latina. Pareggio del Potenza al 43’ Sbraga serviva Di Grazia che a tu per tu con Cardinali insaccava a rete. Cortinovis entrava male su Hadziosmanovic e beccava il giallo, su punizione Cardinali salvava sotto la traversa. Svarione del portiere Riccardi rubava palla ma Sbraga salvava. Al 52’ entrava Di Rienzo, esordio per Paganini, uscivano Cortinovis e Nando Del Sole autore del gol del vantaggio. Nel Potenza usciva Di Grazia autore del gol del pareggio ed entrava Luca Gagliano. Al 65’ usciva Mastroianni ed entrava Fabrizi. Ingresso in campo dell’ex nerazzurro Schiattarella al posto di Capuano al 69’. Ammonito Rocchi che fermava irregolarmente una promettente azione dei lucani al minuto 70. Uscivano Cittadino e Fella, dentro Biagi e Jallow. Provava Riccardi da fuori ma tiro che finiva defilato. Altro doppio cambio per il Potenza fuori Prezioso e Volpe dentro Porcino e Steffè. Raddoppiava il Latina che si portava di nuovo in vantaggio, fendente di Paganini con Fabrizi che spizzava di testa e siglava il 2-1 all’83’. 5 minuti di recupero e si chiudeva il match con la seconda vittoria del Latina in campionato.

AZ PICERNO – TARANTO: Taranto con il 3-4-3 sugli esterni Mastromonaco e Ferrara, con Calvano e Zonta in mezzo al campo, in attacco con Kanoute Cianci e Bifulco. Picerno con il solito 4-3-2-1 Gilli e Garcia mediani centrali, Esposito e De Ciancio sulle corsie esterne, Albadoro come mezzapunta e Murano il centrale di attacco. Pronti, via. Batteva il Picerno con Murano che realizzava il primo affondo dei lucani. Palla a Esposito che tirava e mandava la palla fuori dalla porta di Vannucchi. Tre minuti dopo ancora il Picerno con Murano che con un colpo di testa su un cross di Graziani impensieriva la difesa jonica. Al 9’ altra occasione per il Picerno con il difensore di fascia destra Pagliai che agganciava un pallone proveniente dalla sinistra da Guerra, il tiro violento finiva di poco alla dalla porta del portiere Vannucchi. Picerno effervescente e combattivo, Taranto che gestiva all’interno della propria metà campo cercando la giusta ripartenza con lanci lunghi verso Cianci e Bifulco. Al 14’ Picerno in vantaggio: azione dalla sinistra di Guerra che metteva la palla sulla testa di Guerra, tocco per Albadoro che da pochi passi insaccava in rete. Primo goal di stagione per il napoletano Albadoro cresciuto nel Giuliano e trentesima realizzazione in carriera. Taranto che non riusciva a reagire e concretizzare le poche palle che riusciva a concedersi. Al 35’ ci provava Cianci su un cross dalla destra di Ferrara ma il tiro dell’ex Catanzaro si spegneva sul fondo. Al 45’ il Taranto mancava il pareggio con Loris Zonta che in area fa una telefonata al portiere lucano Summa. Dopo due minuti di recupero si andava negli spogliatoi con il meritato vantaggio della Leonessa. Seconda frazione di gioco con il Taranto più arrembante alla ricerca del pareggio. Capuano mandava subito in campo al posto di Bifulco, Luigi Samele cercando con Mastromonaco e Ferrara di dare vitalità alle punte centrali. Al 62’ il Taranto metteva in campo Panico al posto di Ferrara. Rispondeva il Picerno togliendo Albadoro e inserendo De Cristofaro e Ceccarelli al posto di Esposito. Pochi minuti dopo il Picerno chiedeva un calcio di rigore per un tocco di braccio in area del Taranto di Mastromonaco. Rigore sacrosanto Taranto che cerca di scardinare la retroguardia di casa ma erano bravi gli uomini di Longo a chiudere tutti i varchi. Ma al 77’ il Taranto riusciva a trovare il pareggio: su punizione di Zonta, l’attaccante rossoblù Cianci staccava di testa in area e batteva Summa. Il Picerno non si disuniva e cercava la vittoria finale. L’occasione era di Diop che all’82’ sprecava letteralmente una palla ravvicinata che avrebbe consentito di portare a casa i tre punti. L’amarezza più grande il rigore per fallo di mani di Mastromonaco in area di rigore. Alla fine dopo 6 minuti di recupero si andava negli spogliatoi con un pareggio che andava stretto al Picerno.
BENEVENTO – VIRTUS FRANCAVILLA: Andreoletti optava per il 3-5-2 e schiera Talia in regia. Accanto al classe 2003 c’erano Karic e Pinato, con El Kaouakibi e Pinato esterni. In difesa e quindi davanti a Paleari, il trio composto da Berra, Capellini e Pastina, con l’undici giallorosso completato dalla coppia Ferrante e Marotta in attacco. Si schieravano a specchio i pugliesi e nell’undici di Villa, con Forte tra i pali, trio difensivo composto da Accardi, Gavazzi, Monteagudo in difesa e folto centrocampo formato da Carella, Izzillo, Fornito, Di Marco e Nicoli. In avanti la coppia Polidori – Artistico. Il Benevento provava subito a sfruttare una ripartenza e al 2′ la discesa di Pastina era murata in angolo dalla retroguardia pugliese. All’11’ occasionissima per la Strega: cross dalla sinistra di Benedetti e l’aggancio di Marotta era debole, con Forte che bloccava sulla linea la sfera. Al 12′ rispondevano gli ospiti che si facevano vedere dagli sviluppi di un corner e nei secondi successivi guadagnavano altri due angoli, con la Strega che riusciva ad allontanare la sfera senza non poche difficoltà. Al 22′ ripartenza del Benevento, con Ferrante che avanzava palla al piede e il suo tentativo di servire al centro Karic era respinto in angolo da Accardi. Al 36′ il Benevento la sbloccava: angolo dalla sinistra di Benedetti e il colpo di testa di Ferrante non dava scampo a Forte. Al 39′ la Strega andava subito vicino al raddoppio, con la conclusione di Talia, dagli sviluppi di un corner, che finiva sul fondo. Al 45′ punizione calciata da Benedetti e il colpo di testa di Ferrante si spegneva sul fondo. Nella ripresa, al 13′, bellissimo gesto tecnico di Marotta che raccoglieva la sfera dalla destra e con una rovesciata provava a sorprendere Forte. La sfera finiva sul fondo. Al 21′ “El Diablo” lasciava il posto a Bolsius e si prendeva gli applausi dei presenti. Al 25′ occasionissima per la Virtus, con Di Marco che raccoglieva un cross dalla sinistra di Nicoli e concludeva in porta, ma Paleari con un pregevole intervento evitava l’1-1. I pugliesi, in questa frazione di gioco, alzavano il baricentro alla ricerca del pari e il Benevento da parte sua abbassava fin troppo il proprio raggio d’azione. Al 39′ ripartenza della Strega e la conclusione di Ferrante dalla distanza era respinta da Forte. Un minuto più tardi Benevento nuovamente pericoloso, con Bolsius che riceveva la sfera da Karic e serviva il pallone al centro dove Simonetti arrivava tardi nell’aggancio e la Virtus si rifugiava in angolo. Al 44′ la Strega restava in dieci, con Capellini che rimediava goffamente il secondo giallo della serata e costringe il Benevento a chiudere il match in inferiorità numerica. Minuti finali di pura sofferenza al “Vigorito” e al triplice fischio, dopo ben cinque minuti di recupero, il pubblico sannita tirava un sospiro di sollievo e tornava a gioire per una vittoria.

FOGGIA – GIUGLIANO: una vittoria di misura per ripartire. L’ha decisa Tonin, oggetto misterioso lo scorso anno, rilanciato in questa stagione – forse – anche per la logica del minutaggio al quale il club rossonero sembra voler mostrare una maggiore attenzione. Per il resto, servirà tempo. La squadra resta ancora evidentemente un cantiere aperto, con molti punti di domanda e poche certezze. In conferenza stampa, Schenetti e Cudini avevano previsto un canovaccio affine a quello di Taranto. Previsione azzeccata. Il primo Foggia versione casalinga di Cudini non si discostava da quello di una settimana fa. Era identico l’atteggiamento, il tentativo di fare la partita. Purtroppo non cambiava neppure l’inefficacia offensiva. Tra le novità c’era il riabilitato Nobile in porta, ma anche Embalo a far compagnia a Tonin, nuovamente preferito a Peralta, evidentemente per assecondare l’esigenza di fare minutaggio. Ma questo finiva per inficiare sulla qualità negli ultimi quindici metri. Il 4-3-1-2 del Foggia si poggiava quasi esclusivamente sul versante mancino, dove spesso Tonin cercava spazi per aggredire la profondità, senza però impensierire l’attento Menna. Al centro, malgrado una forma fisica non proprio alla Cristiano Ronaldo, Scognamiglio dirigeva con autorevolezza una retroguardia che i rossoneri non riuscivano mai a bucare in velocità. Anche perché Embalo sembrava lontano da una condizione atletica eccellente, senza contare che il gioco spalle alla porta forse non rientrava tra le sue qualità principali. Alla fine, l’unico serio pericolo che i satanelli costruivano era sugli sviluppi di un corner, quando una capocciata di Marzupio costringeva Baldi al paratone in tuffo. Il resto era la fiera del ‘vorrei, ma non posso’, tra rifiniture imprecise, combinazioni malriuscite e tiracci indegni di essere annotati sul taccuino. Dall’altra parte l’impressione era che a mister Di Napoli lo 0-0 più di tanto non dispiacesse. Il Giugliano si affacciava di rado, giusto quelle volte in cui la mediana rossonera perdeva le misure e i quinti e le mezzali annusavano la possibilità di aggredire gli spazi creatisi. Ma erano situazioni che si creavano di rado e alla fine il duo Nocciolini-Sorrentino non facevano paura. Il primo, tra l’altro, doveva anche abbandonare il campo al 34’ per un guaio fisico (dentro Bernardotto). L’avvio di match autorizzava le preoccupazioni. Il sussulto del Giugliano procurava più di un affanno alla retroguardia rossonera. Nobile era croce e delizia, prima compiendo un miracolo su Bernardotto, poi bucando l’uscita sul successivo corner, venendo graziato dalla girata di Sorrentino. Il Foggia sembrava sbandare, ma bastava una verticalizzazione con i giri giusti per cambiare la storia del match. Schenetti era bravo a trovare il campo aperto dove Tonin poteva lanciarsi in velocità, Scognamiglio doveva soccombere. L’attaccante rossonero era poi bravo a superare Baldi con un elegante tocco d’esterno. Il Foggia segnava nel miglior momento del Giugliano. Capita spesso nel calcio. A quel punto, la gestione del match era più serena, malgrado la squadra di Cudini non trovasse il modo per chiuderla. Di Napoli provava a raddrizzarla con Salvemini e Oviszach, senza trovare gli auspicati riscontri. Cudini replicava richiamando prima Marino, poi un Embalo in crescendo (ma stremato) e Schenetti. Con Vacca trequartista e Di Noia a far legna in mezzo, il Foggia poteva controllare e stazionare nella trequarti avversaria. Il secondo gol non arriva, ma bastava quello di Tonin per cancellare lo zero in classifica.

SORRENTO – AUDACE CERIGNOLA: l’Audace Cerignola provava ad approcciare il match in maniera più convinta. Al 1′, infatti, Gonnelli si faceva vedere di testa, ma la palla si perdeva larga sul fondo. Poco dopo ci provava il Sorrento, l’incornata di Badje tuttavia risultava imprecisa. Con il trascorrere dei minuti il Sorrento provava a guadagnare metri, ma era la compagine pugliese a rendersi pericolosa. Al 13′ D’Ausilio andava alla conclusione centrale, Marcone faceva sua la sfera senza problemi. Due minuti più tardi Tascone imbeccava D’Andrea che, da buona posizione, trafiggeva l’estremo difensore locale. La rete, però, veniva invalidata per la posizione di fuorigioco del classe 1998. Dopo una fase barcollante, il Sorrento torna a pungere e al 16′ passava in vantaggio: sugli sviluppi di calcio d’angolo, Blondett di testa superava Krapikas. L’Audace Cerignola tentava la reazione, ma al 25′ era la squadra rossonera a sfiorare il 2-0: Petito andava via sull’out di sinistra e metteva al centro un cross che Badje non riusciva a indirizzare nello specchio della porta. Poco dopo la mezz’ora De Francesco pescava sul secondo palo Martignago, il quale cercava di servire un compagno meglio appostato in area di rigore ma senza riuscirci. Al 36′ Badje atterrava Russo in area di rigore, l’arbitro non aveva dubbi e assegnava calcio di rigore. Dal dischetto Malcore era freddo e spiazzava Marcone. I costieri creavano l’ultima occasione dei primi quarantacinque minuti con Martignago, il cui tiro si spegneva di poco a lato. La ripresa iniziava con il Sorrento che occupava stabilmente la metà campo avversaria. Al 50′ Vitale scoccava un destro dalla distanza, la palla però lambiva l’incrocio dei pali. Due giri di lancetta più tardi e i costieri tornavano avanti con La Monica: il numero 4, servito da Todisco, lasciava partire un destro non irresistibile che Krapikas non riusciva a controllare. Al 55′ Petito metteva Badje a tu per tu con il portiere pugliese, ma il gambiano al momento della battuta perdeva l’attimo e si lasciava ipnotizzare. Sprecata una buona chance, all’ora di gioco il Sorrento subiva il nuovo pareggio: Tentardini scambiava con D’Ausilio e dal limite dell’area trafiggeva Marcone. Al 65′, da posizione defilata, D’Ausilio ci provava con un diagonale al volo che non trovava la porta. Al 70′ il direttore di gara lasciava proseguire, tra le proteste dei tifosi locali, per una sbracciata di Ligi su La Monica. Nel finale i ragazzi di Maiuri sfioravano il 3-2 con un mancino a giro di Bonavolontà che accarezzava il palo alla destra di Krapikas. L’ultima chance era dell’Audace Cerignola, tuttavia la conclusione di Sosa finiva tra le braccia di Marcone. Primo punto stagionale per il Sorrento, autore di una buona prestazione.

MONOPOLI – MONTEROSI TUSCIA: la formazione di Tomei, all’esordio assoluto in campionato (alla prima giornata non ha giocato in casa della ripescata Casertana), al cospetto del pubblico amico era decisa a fare sua l’intera posta ed in effetti, dopo alcuni minuti di studio, imprimeva al match un ritmo elevato tanto che al 14° Borello, a conclusione di un’azione tambureggiante in area laziale, trovava la stoccata vincente e dopo undici minuti, sulle ali dell’entusiasmo, i bianco verdi, raddoppiavano con Starita, astuto ad anticipare i difensori viterbesi e piazzare il goal del 2 a 0. Probabilmente, nei pochi minuti successivi, ancora ebbri di gioia per il doppio vantaggio e l’orgoglio degli ospiti consentiva a Costantino prima di dimezzare lo svantaggio e poi pareggiare il risultato, per andare all’intervallo, sul risultato di parità Nella ripresa se il Monopoli tentava, invano di passare in vantaggio, gli ospiti controllavano, in quanto il punto poteva andare bene, ma nel restante segmento finale di gara, la stanchezza e l’idea di evitare inutili sforzi contro producenti e pericolosi per incorrere in una sconfitta, faceva tirare i remi in barca ai laziali e al termine del match, malcontento de l pubblico locale per una vittoria assaporata, ma sfumata in quell’incredibile finale di primo tempo e due punti evaporati che avrebbero fatto comodo ad una classifica, al momento, misera.

Tags: Serie C
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