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Serie C/C, con un colpo di Simeri il Taranto stende la corazzata Avellino

Foto Franco Capriglione

Serie C/C, con un colpo di Simeri il Taranto stende la corazzata Avellino

Ennesimo capolavoro tattico di Eziolino Capuano che consente al team ionico di consolidare la propria posizione di classifica

di Fabrizio Di Leo

A 90 minuti dal termine della stagione regolare 2023 – 24, clima incandescente e tensione nervosa massima nel girone C, sia in zona play off che in zona play out, in attesa dei verdetti conclusivi che saranno emessi alle ore 20.15 di sabato 27 aprile. Nella zona nobile, il 37° turno, ha accesso la lotta per il 2° e 3° posto. La sconfitta dell’Avellino, nel big match di Taranto, per mano di Simeri, e la larga, schiacciante, vittoria del Benevento sul Latina, hanno appaiato le due campane per il rush finale, come anche il pareggio della Casertana (a Giugliano) e la vittoria del Taranto (sulla corazzata Avellino), hanno riacceso la corsa per la 4^ e 5^ posizione. Il Brindisi ha spese le speranze del Picerno di arrivare oltre la 6^ posizione, mentre il Crotone, vittoria sul Monopoli, bracca il Giugliano (7° in classifica), mentre il Cerignola, corsaro nel derby di Foggia si è portato ad una lunghezza dal Latina. Il Foggia , sconfitto nel derby dauno ofantino, ed il Sorrento, vittorioso sul derelitto Catania, sono staccati di due punti dalla decima posizione, ma, per la matematica, ancora in corsa. Con il Messina salvo, grazie al pareggio casalingo rimediato con il Potenza, l’area play out si è allargata e vede 6 squadre coinvolte. Detto delle gare del Potenza e Catania, sviluppatesi in maniera diversa tra loro, la Turris falliva il match point casalingo con uno 0 a 0, insipido, trovato con il Monterosi Tuscia, quasi con un piede e mezzo in serie D; il Monopoli, caduto a Crotone, in grossa difficoltà che non riusciva allo Scida a raccogliere punti utili ad evitare la lotteria play; la Virtus Francavilla che , al cospetto della capolista, non riusciva a mantenere il vantaggio iniziale, dovendosi accontentare di un pareggio che potrebbe essere letale, visto che la sua sorte dipenderà, tanto, dai risultati delle sue competitors ed infine, come già detto, situazione molto disperata per il Monterosi che, nonostante l’ottimo punto raccolto a Torre del Greco, vede ormai ridursi ad un lumicino la possibilità di evitare la retrocessione diretta in serie D, evento che dipenderà molto dall’ultimo match casalingo che disputerà contro il Foggia.

VIRTUS FRANCAVILLA – JUVE STABIA: botta e risposta tra la Virtus Francavilla e la capolista Juve Stabia (in Serie B dallo scorso 8 aprile), la squadra di Guido Pagliuca faceva registrare il terzo pareggio consecutivo. Fasi di studio in avvio di partita, per la prima conclusione verso la porta non bisognava attendere molto: al 12’ Artistico conduceva e con il sinistro chiamava in causa Esposito. Passavano pochi secondi ed Izzillo serviva Neglia in piena area, ancora l’estremo difensore gialloblù rispondeva presente. Le vespe, che affrontavano questo finale di campionato in assoluta tranquillità, proponevano il solito gioco e arrivavano al tiro con Piovanello (19’) e con Leone (24’). I biancazzurri aspettavano e ripartivano, al 30’ Artistico ci provava da fuori ed Esposito bloccava. Sul capovolgimento di fronte Baldi impattava su cross di Mosti e la traversa diceva no. Terminava così il primo tempo. La ripresa si apriva con un’incornata di Artistico che finiva di poco fuori, poi toccava a Di Marco spedire a lato. Al 51’ suggerimento di D’Amore per Piscopo che svettava ma non inquadrava. Attorno all’ora di gioco Neglia si presentava davanti ad Esposito, ma falliva con il mancino. Al 72’ Gasbarro raccoglieva un traversone di Ingrosso e portava in vantaggio la Virtus Francavilla con un colpo di testa. Immediata la replica della Juve Stabia che agganciava il pari con il destro di Guarracino. Nell’ultimo quarto d’ora chance per Laaribi al 77’, Piscopo (78’) e Mosti (80’) non indirizzavano verso la porta. Le ultime occasioni erano di Artistico e Dutu, alla Nuovarredo Arena terminava 1-1.

TARANTO – AVELLINO: battuta d’arresto allo stadio Iacovone per l’Avellino, il Taranto di Ezio Capuano si prendeva la vittoria con un gol di Simeri nel secondo tempo. La squadra di Michele Pazienza frenava la sua corsa dopo tre vittorie consecutive e vedeva l’aggancio del Benevento in classifica: i biancoverdi, che dovevano rimandare l’appuntamento con la matematica, restavano al secondo posto in virtù degli scontri diretti a favore. I lupi si schieravano con la solita difesa a protezione della porta di Ghidotti: Cancellotti, Cionek e Frascatore erano i tre interpreti nel pacchetto arretrato. Llano vinceva il ballottaggio con Ricciardi sulla corsia destra, Liotti quello con Tito sulla sinistra. A centrocampo rientrava D’Ausilio dopo la squalifica, Armellino e De Cristofaro completavano la mediana. In attacco con Patierno c’era Gori, soltanto panchina per Sgarbi.Tensione e duelli in avvio di partita sul terreno di gioco dello “Iacovone”. La prima potenziale opportunità era per gli ospiti con un lancio di Patierno per De Cristofaro: l’ex Picerno entrava in area e cercava il suggerimento per Liotti, Valietti chiudeva. Le due squadre si studiavano e lottavano con alta intensità su ogni pallone che circolava nella zona centrale del campo. Nei primi venti minuti non si registravano occasioni importanti, l’Avellino faceva buona guardia sulle iniziative del Taranto e provava a capovolgere la manovra. Al 22′ i rossoblù sfioravano il vantaggio: Kanoute sfuggiva alla marcatura di D’Ausilio, puntava Frascatore e metteva al centro un rasoterra, De Marchi mancava il tap-in a due passi dalla porta. Pochi secondi dopo l’ex era protagonista di testa sugli sviluppi di una punizione, la girata terminava a lato. Alla mezz’ora altro guizzo della compagine ionica, l’iniziativa era di Calvano da fuori area ma la rasoiata non preoccupava Ghidotti. Qualche rischio per il team irpino sulla sua trequarti, Bifulco e Kanoute tentavano più volte di impensierire la batteria difensiva. Al 42′ Ghidotti usciva dai pali per allontanare una minaccia, Ferrara raccoglieva la palla e calciava: la traiettoria finiva lontano dal bersaglio. Al 44′ Bifulco seminava il panico a sinistra: l’ala di Ottaviano scappava a Cionek, entrava in area e scaricava dove D’Ausilio interveniva prima di tutti, salvando i suoi. Sulla ribattuta Miceli si coordinava dalla distanza, il portiere bloccava. Dopo un minuto di recupero si chiudeva il primo tempo: meglio il Taranto nel complesso, l’Avellino non riusciva ad incidere in attacco. La ripresa si apriva senza cambi, gli allenatori confermavano i ventidue calciatori della frazione iniziale. Al 50′ Liotti e D’Ausilio fraseggiavano a sinistra, il numero 7 scodellava verso l’area ma senza trovare i compagni. Due minuti più tardi i biancoverdi si riportavano in zona d’attacco con un mancino largo di Liotti. Al 55′ chance ghiotta per i lupi. De Cristofaro dialogava con Llano che pescava Gori, bravo a servire Patierno: il bomber, disturbato da un difensore, mancava la deviazione vincente. Al 59′ Miceli staccava sugli sviluppi di un corner e impattava di testa, Ghidotti disinnescava e l’arbitro Cavaliere di Paola fermava il gioco per fallo su Cionek. Poi Valietti imbucava per Calvano che mancava l’aggancio in ottima posizione. Al 62′ Pazienza cambiava qualcosa: staffetta tra Llano e Ricciardi sulla corsia destra, Sgarbi faceva rifiatare Gori. Al 68′ squillo di De Cristofaro da lontano, mira da rivedere per il centrocampista. Il Taranto replicava con Ladinetti che vinceva un contrasto con Cionek tra le proteste degli ospiti per un presunto tocco di mano e concludeva con il destro, Ghidotti non interveniva e ripartiva con un rinvio. Al 71′ Ricciardi recuperava il pallone su Ferrara ma sbagliava il passaggio verso Sgarbi, facendo sfumare una grande occasione per l’Avellino. La gara si sbloccava al 74′ con Simeri. L’attaccante gira di testa un traversone di Orlando, Cancellotti deviava con un braccio in piena area e il direttore di gara faceva continuare perché il pallone tornava nella disponibilità del classe ’93 che batteva Ghidotti in acrobazia. Al 77′ altri due cambi per Pazienza che si affidava a Rocca e Tito per il finale. I rossoblù gestivano e giocavano con il cronometro, il tecnico di San Severo mandvaa in campo anche Marconi al posto di De Cristofaro. All’88’ destro a giro di Zonta, l’estremo difensore irpino parava. Al 90′ Patierno anticipava Luciani su cross di Ricciardi e di testa faceva tremare Vannucchi, nel recupero Cionek prendeva il tempo a tutti e mandava alto. Il match terminava senza altri sussulti, decideva Simeri.

BENEVENTO – LATINA: severo 4-0 del Benevento al Latina, protagonista di un valido primo tempo al Vigorito, per poi arrendersi nel finale. Più nerazzurri in mezz’ora: colpo di testa di Paganini, respinto da Paleari al 3’; conclusione di Lanini allontanata al 6’ sulla linea da Marino, che al quarto d’ora girava oltre la traversa la punizione di D’Orazio, mentre al 26’ Paleari chiudeva sul diagonale di Del Sole. Match che si sbloccava al 31’ sulla magia a giro di Lanini su calcio di punizione, che lasciava impietrito Guadagno. Prima del riposo ancora Marino tentava l’incursione in area senza trovare la porta, che nella ripresa il Latina cercava ancora vanamente con D’Orazio al 70’, destro alto. Poi era solo Benevento: 2-0 in contropiede sull’asse Masciangelo – Bolsius al 76′; il 3-0 era di Ferrante che all’81’ anticipava De Santis sul calcio d’angolo di Ciano, il quale cercava con insistenza il gol personale, trovato al 92′ su rigore rimediato con mestiere su pressione di Vona e calciato di precisione.

AZ PICERNO – BRINDISI: il Brindisi era chiamato all’ultima trasferta della stagione. Biancazzurri di scena allo stadio Curcio per affrontare il Picerno per l’ultimo impegno esterno per la formazione guidata da Nicola Losacco, già retrocessa in Serie D. Il match di andata, giocato lo scorso 17 dicembre 2023, terminò 1-1. Picerno ,occupante il 6º posto, ma nelle ultime cinque partite erano arrivate ben quattro sconfitte. Serviva una vittoria per fare punti e morale. Nella Leonessa tornava Ceccarelli e poi Murano ed Esposito in attacco con Maiorino trequartista. Era il Picerno a prendere l’iniziativa. La prima occasione per i rossoblù era di Esposito che calciava dal limite, ma Saio respingeva. Al 24’ il Picerno andava vicino al vantaggio con Murano: Liberato da Novella calciava di prima intenzione, ma Saio respingeva. Insiste il Picerno e al 42’ ci provava Ceccarelli con un forte tiro che sfiorava la traversa. Poi Murano al 44’ di testa su assist di Novella sfiorava di poco il palo della porta brindisina. Finiva a reti bianche con un Picerno che non voleva perdere l’occasione di portare a casa i tre punti. Seconda frazione con il Picerno che costruiva ma non riusciva a sbloccarla, Al 54’ ci provava ancora Esposito il capitano del Picerno calciava alto. Longo metteva in campo Petito, Santarcangelo e Pagliai al posto di Novella, Maiorino e Ceccarelli. All’83’ calcio di rigore a favore del Picerno per fallo di mano. Dal dischetto Murano che però colpiva la traversa. Ancora il Picerno con Petito ma alla fine i lucani dovevano accontentarsi di un pareggio che serviva a poco. La sfortuna non aveva permesso di andare oltre.

GIUGLIANO – CASERTANA: il Giugliano riprendeva la Casertana nel derby giocato allo stadio De Cristofaro. La squadra di Valerio Bertotto andava sotto nel punteggio, ma riusciva a pareggiare con un gol di Ciuferri: i gialloblù tornavano a muovere la classifica dopo due sconfitte di fila. La cronaca si apriva con i padroni di casa che cercavano di innescare Salvemini, gli ospiti rispondevano con un traversone allontanato da Oyewale. All’8’ proteste dei padroni di casa per un presunto contatto irregolare su Ciuferri, l’arbitro lasciava correre. Passavano cinque minuti e i rossoblù sbloccavano il risultato con un colpo di testa di Curcio su cross di Calapai, al termine di una bella azione. La reazione dei tigrotti portava la firma di Cargnelutti al 19’ con una giocata che si spegneva sul fondo. La partita era vivace, i gialloblù andavano a caccia del pareggio ma Celiento interveniva in maniera provvidenziale su Salvemini al 38’. Il primo tempo si chiudeva con un destro impreciso di Romano (41’), con un colpo di testa largo di Celiento (43’) e con un contropiede sprecato da Tavernelli (45’). In avvio di seconda frazione destro a giro fuori misura da parte di Curcio; nell’altra metà campo cross basso di Ciuferri, Salvemini calciava in corsa dall’interno dell’area ma alzava oltre la traversa. Al 61’ Ciuferri controllava un filtrante in area e batteva Venturi per il pareggio. Il fantasista di mister Bertotto sfiorava anche il raddoppio due minuti dopo in contropiede. La replica dei falchetti non si faceva attendere con Tavernelli che sfilava alla marcatura dei difensori e concludeva sul fondo. Al 71’ squillo del neo entrato Balde, cinque giri di lancette più tardi Celiento murava la botta di Salvemini. All’82’ rasoterra di Proietti dai venti metri, la palla sfiorava il palo. Nel finale ancora il numero 32 gialloblù aveva la chance per regalare la vittoria ai suoi ma sprecava da ottima mattonella. Il risultato al “De Cristofaro” non cambiava più: 1-1 al triplice fischio.

CROTONE – MONOPOLI: il Crotone per guadagnarsi matematicamente un posto nella griglia play-off, il Monopoli per evitare di giocare gli spareggi salvezza. Si presentava così la sfida allo Scida valevole per la penultima giornata del Girone C di Serie C. Lamberto Zauli e Roberto Taurino avevano modo di “stimolare” i propri giocatori che, per ultimi, potevano giocare in questo impianto che ha visto la serie A e che a fine campionato vedrà la tribuna smontata per far posto ad un impianto sportivo ma, soprattutto, museale. I pitagorici, che venivano dal punto di platino ottenuto sul campo della capolista Juve Stabia dopo il pesante passo falso interno con il Brindisi retrocesso in Serie D, erano a caccia di un successo diventato fondamentale in ottica play-off, perché mancava da sei giornate (a Messina l’ultima e unica vittoria degli oltre tre mesi assieme a quella contro il Catania del 7 gennaio scorso proprio allo Scida). I biancoverdi pugliesi erano invece, paradossalmente, in grande salute, nonostante la sconfitta nel derby pugliese sul campo del Taranto che metteva fine a una striscia di otto risultati utili di fila (16 i punti conquistati), e potevano sperare in una salvezza diretta che sembrava piuttosto complicata fino a qualche settimana fa.

FOGGIA – AUDACE CERIGNOLA: il Derby di Capitanata si rivelava molto amaro per il Foggia, che cedeva tra le mura amiche del Pino Zaccheria all’Audace Cerignola in una sfida che poteva rivelarsi davvero cruciale nell’ottica qualificazione ai playoff: il risultato finale era 1-2. In classifica l’Audace si issava con 50 punti al 10° posto, sorpassando proprio i rossoneri, che erano 11° a 48. La prima frazione vedeva i rossoneri subire l’iniziativa dell’Audace Cerignola, che infatti passava in vantaggio già all’8′ con l’ex Sainz-Maza, bravo a trafiggere di testa Perina dopo un inserimento condotto per vie centrali. In generale gli uomini di Raffaele giocavano meglio e più volte andavano vicini al raddoppio, ma in qualche occasione si facevano sentire anche quelli di Cudini nel tentativo di ristabilire la parità. L’equilibrio alla fine arrivava quasi all’imbrunire dei primi 45′, grazie al tap-in di Antonacci che capitalizzava una sgroppata di Salines sulla destra ed il successivo cross. Si andava al riposo sull’1-1 allo Zac. Il leitmotiv del secondo tempo era l’equilibrio, con le due squadre che però non si risparmiavano e giocavano a viso aperto, mettendola anche sul piano fisico. Negli ultimi venti minuti gli ospiti, probabilmente nel momento migliore del Foggia, colpivano in contropiede con l’altro ex D’Andrea e portavano a casa tre punti pesantissimi in ottica playoff.

SORRENTO – CATANIA: soltanto il finale di gara e un super Cianci rendevano meno spietato l’esito della partita contro il Sorrento. I rossazzurri uscivano comunque con le ossa rotte dalla sfida, che era anche un importante gettone per archiviare la pratica salvezza. Squadra assente per larghi tratti del match, soltanto nell’ultima parte del secondo tempo i giochi si riaprivano, troppo poco per meritare un risultato positivo. Confermato il rendimento pessimo degli etnei in trasferta. Il Sorrento si schierava con il 4-3-3. Del Sorbo tra i pali; l’ex Blondett e Loreto sugli esterni nel pacchetto arretrato con Di Somma e Fusco al centro; in mediana spazio al terzetto formato da Cuccurullo, De Francesco e Vitale; tridente offensivo Kolaj-Ravasio-Riccardi. I rossazzurri rispondevano con il 3-5-2. Albertoni a difesa della porta (risentimento durante la rifinitura per Furlan) accompagnato dal terzetto difensivo Monaco-Kontek-Celli; Castellini e Cicerelli erano gli esterni a centrocampo, in mezzo operavano Zammarini, Quaini e Welbeck; tandem offensivo composto da Marsura e Di Carmine. Tante ancora le indisponibilità, soprattutto in mezzo al campo, per mister Zeoli. Primo tempo soporifero, con gli attaccanti degli ospiti poco brillanti e propositivi in zona tiro. Lunghe fasi di studio tra le due squadre, buon palleggio – in particolare dei padroni di casa – e tentativi di ripartenza poco incisivi: mancavano le occasioni da rete. Soltanto al 23′ il primo squillo del match con Ravasio alla conclusione da lontano che non centrava lo specchio della porta avversaria. Al 36′ Riccardi dal limite tirava in porta, ottima la risposta di Albertoni a chiudere lo specchio. Tre minuti più tardi si faceva vedere in avanti anche il Catania con Marsura che provava a mandare il pallone verso la rete, sbagliando invece la mira. Poco altro da segnalare, era una partita di attesa e di fraseggio in mezzo al campo. Ad inizio ripresa Zeoli decideva di provare a cambiare qualcosa, anche tatticamente, richiamando in panchina Quaini per far fare il suo ingresso in campo a Cianci. Gli etnei giocavano il secondo tempo schierati con un 4-3-1-2, Marsura operava adesso da rifinitore sulla trequarti. Al 49′, però, era il Sorrento a passare in vantaggio con Loreto che si trovava nel posto giusto al momento giusto, nel cuore dell’area sull’assist per vie esterne di Kolaj: 1-0 e Catania in quel momento a rincorrere. Per questa ragione Zeoli decideva di giocare anche la carta Chiricò al 53′, fuori un evanescente Cicerelli. Gli etnei, come spesso accadeva soprattutto in trasferta, erano completamente incapaci di rendersi pericolosi e di giocare con carattere e grinta, confermando il trend di un girone di ritorno devastante nei numeri prodotti lontano dalle mura amiche, con neanche una vittoria in saccoccia e una sfilza interminabile di insuccessi. Al 68′ Maiuri sceglieva di sostituire Riccardi con La Monica, un minuto più tardi Ravasio pericolosissimo, non prendeva la porta ma metteva i brividi ad Albertoni. Poco dopo Zeoli sperimentava un altro cambio super offensivo, out Monaco per Chiarella. Al 71′ clamoroso al Viviani di Potenza: Cuccurullo sfruttava un’altra dormita generale della difesa e faceva 2-0, ancora assist di Kolaj. Nella circostanza espulso (doppia ammonizione) il tecnico del Sorrento, per un’eccessiva esultanza. Continuava da una parte e dall’altra la girandola delle sostituzioni. Finale di gara che non vedeva da parte del Catania un tentativo serio di rimonta del risultato. Notte fonda per i catanesi all’84’, quando Ravasio nel cuore dell’area faceva ciò che voleva, scaricando in rete – dopo una deviazione di Albertoni – il tiro del 3-0. Due minuti più tardi il gol della bandiera dei rossazzurri: segnava Cianci, servito da Chiarella. Lo stesso copione si ripeteva al 90′ e la squadra di Zeoli riusciva a riaprire la contesa grazie al colpo di testa preciso e imparabile che fissava il risultato sul 3-2. Incredibile finale ad alto tasso di intensità. Assegnati cinque minuti di extratime. Al 94′ rosso diretto per Marsura, espulso per un brutto fallo commesso ai danni di un avversario. Non c’erano altri sussulti, la sfida finiva 3-2.

ACR MESSINA – POTENZA: il Messina pareggiava (2-2) contro il Potenza nell’ultima partita casalinga della regular season. Un risultato che valeva la salvezza matematica con una giornata d’anticipo. Inizio favorevole ai lucani, che sbloccavano il punteggio all’8’: sugli sviluppi di un angolo, mischia risolta da Maddaloni da posizione ravvicinata. Poco dopo, terminava a lato una girata aerea di Burgio. I giallorossi provavano a reagire, ma erano gli ospiti a rendersi ancora pericolosi con il tentativo di Caturano, deviato sul fondo dall’attento Fumagalli. Nel finale di tempo, Salvo poteva colpire, ma calciava male di piatto. Azione inficiata, però, dal fuorigioco del giovane esterno dei peloritani. Durante l’intervallo, mister Giacomo Modica decideva di operare due cambi: Rosafio e Giunta prendevano il posto dei deludenti Ragusa e Plescia. Il Messina pareggiava subito con l’inzuccata di Emmausso, che realizzava il suo decimo gol stagionale, servito nell’area piccola dal traversone del neo entrato Rosafio. Al 23′ finiva alta la girata al volo di Zunno. Trascorrevano quattro minuti e Salvo operava il sorpasso, insaccando la sfera di prima intenzione sul calibrato cross dalla sinistra di Giunta. Gli ospiti riequilibravano, però, la situazione (35′) grazie al gol di Steffè, che, imbeccato da Caturano, incrociava di testa alle spalle di Fumagalli. Prodigioso intervento poi di Alastra sulla conclusione di Rosafio e, nel recupero, Jacopo Fumagalli debuttava tra i professionisti, giocando alcuni minuti assieme al padre Ermanno.

TURRIS – MONTEROSI TUSCIA: la Turris non andava oltre lo 0-0 con il Monterosi e sprecava il match point salvezza. La squadra di Leonardo Menichini doveva rimandare il discorso all’ultima giornata, con la sfida sul campo del retrocesso Brindisi. Si giocava subito su un’alta intensità e con tanti duelli in mezzo al campo, le due formazioni pensavano a non lasciare spazi. Per la prima potenziale chance bisognava attendere il 17’ con un tiro di Fantacci respinto da Scaccabarozzi. Due minuti dopo, nell’altra metà campo, Pugliese faceva scattare Jallow che si involava verso la porta ma trovava l’opposizione in uscita di Forte. Al 24’ Rossi sorprendeva Panelli e calciava, Marcone respingeva. Al 32’ altra fiammata degli ospiti con Gori dal limite, la traiettoria si perdeva alta sopra la traversa. Poco altro nel finale di primo tempo, le due compagini rientravano negli spogliatoi con il risultato bloccato. In avvio di seconda frazione Mbende staccava sugli sviluppi di un angolo e di testa colpiva la traversa. Al 67’ Gori lasciava i suoi in dieci dopo un intervento in ritardo su Casarini che costava il secondo giallo. Al 79’ Nicolao tentava la botta al volo su suggerimento di Scaccabarozzi, Forte ripartiva con un rinvio. Non accadeva nulla di emozionante nelle battute conclusive, Giannone ci provava al 90’ con una punizione che faceva sfumare qualsiasi opportunità di vittoria.

Tags: Serie C
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