La 3^ giornata di campionato, incentrata sul big match Taranto – Palermo, ha nuovamente espresso dei risultati che hanno confermato, innanzi tutto, la costanza del Monopoli che, insistendo nella sua striscia di continuità, abbozza la prima fuga stagionale.
Alle spalle degli adriatici, una coppia inedita ovvero la neo promossa Taranto, capace di annichilire un Palermo, da tutti indicato come un protagonista nella lotta alla vittoria finale e il Bari di Mignani, in difficoltà, nella fase realizzativa, a Picerno, ma capace, grazie a Simeri, di espugnare il Curcio e di rilanciarsi in classifica.
Le imprese della giornata sono state la vittoria della Virtus Francavilla, ad Andria, maturata nel 2° minuto di recupero, grazie ad uno svarione difensivo dei federiciani e la vittoria esterna della Juve Stabia, a Vibo Valentia, contro la locale Vibonese, ampia nel punteggio.
Le altre due big, pronosticate per la lotta alla conquista della serie B, Catanzaro ed Avellino, hanno avuto evidenti difficoltà nel superare avversarie impegnate nella lotta alla salvezza e quindi alla permanenza in serie.
Calabresi confusionari nella gara contro il Potenza che in maniera ordinata, attenta e soprattutto concentrata, hanno dovuto affrontare un incontro in salita e, addirittura, i lucani, quando sono passati in vantaggio, hanno di fatto gelato la tifoseria locale. presente al Ceravolo. Un dubbio rigore, concesso dal sig. Di Marco di Ciampino, con la realizzazione da parte di Cianci, a quattro minuti dal 90°, ha permesso ai giallorossi di evitare l’onta della sconfitta interna, ma non ha potuto impedire il dilatarsi del gap rispetto alle formazioni posizione nelle parti alte della classifica.
L’Avellino di Braglia, al cospetto di un giovane Latina, voglioso di ben figurare, non è riuscito a fermare i pontini o meglio a superarli, nonostante siano evidenti il divario tecnico, qualitativo e d’esperienza rispetto ai laziali. Il vantaggio maturato nei primi minuti con Dossena, è stato riequilibrato a nove minuti dal termine della prima frazione, da Carletti e nel corso della ripresa, nonostante la grande intensità irpina, il punteggio è rimasto ancorato a quello di parità. Stesso discorso fatto per il Catanzaro, al termine della gara, è valido per gli irpini in quanto il distacco dalla vetta è aumentato, grazie una serie di equivoci tecnici e difficoltà che impediscono ai lupi irpini di poter, almeno al momento, competere con il Bari, la migliore delle big, è non a caso piazzato alle spalle della capolista Monopoli e, a braccetto, con il Taranto.
Il Taranto è stata la vera sorpresa della giornata. Partito per un match che nascondeva delle insidie e complessità evidenti, visto il diverso tasso tecnico e qualitativo, un po’ meno per l’esperienza, ha interpretato la gara con quella giusta intensità, accortezza, ordine, soprattutto con la compattezza che lo ho contraddistinto dall’inizio dell’annata, ma caratteristica presente già nella passata stagione. Il calcio d’angolo battuto da Marsili e l’incornata, violenta da incocciare nel difensore Lancini, tale da perforare la porta difesa da Pelagotti, sbloccava Saraniti e la sua esultanza (non condivisa sportivamente dai suoi concittadini, dava adito a commenti beceri, offensivi, minacciosi, tendenti alla violenza, a cui il buon Andrea, giustamente, non ha dato assolutamente peso) verso la panchina ionica, sanciva l’incoronazione a bomber, rapace, capace di fare reparto da solo e, assistito da Giovinco, elemento utile a completare una coppia micidiale e, come nella serata di sabato scorso, decisiva nella vittoria finale, quasi non sperata, non tanto per il successo, ma per le proporzioni dello stesso. La traversa di Giovinco, la rete di rapina di Benassai, il goal dirompente di Diaby, sigillo del trionfo sui rosanero, sia pure in inferiorità numerica, hanno portato tre punti di platino che serviranno a raggiungere, quanto prima, la quota salvezza, obbiettivo primario stagionale. Palermo, big finora inespresso, da rivedere, ma come per le altre sue competitors già in ritardo rispetto al Bari e soprattutto, al momento, alla capolista Monopoli.
I bianco verdi adriatici, alla prima del doppio turno casalingo, hanno avuto difficoltà iniziali nei confronti di uno spregiudicato Acr Messina, capace di passare subito in vantaggio con Adorante dopo diciassette minuti di gara, poi immediato pareggio di Starita (al 4° goal stagionale), quindi una rincorsa continua alla rete del successo, come minimo, giunta nella ripresa, con Grandolfo, bravo a scardinare la ermetica difesa siciliana. Tre punti, validi per rimanere in vetta a punteggio pieno, mentre i peloritani, che dopo aver accarezzato l’idea della vittoria (sull’1 a 0, anche una rete annullata per dubbia posizione di fuori gioco che sarebbe valsa al raddoppio e probabilmente ad un altro film del match), subivano uno stop amaro, ma anche previsto, su un campo per le siciliane (il Catania alla prima di campionato era stato demolito con un secco 0 a 3), rilevatosi molto ostico.
Il Bari, giunto a Potenza, sul neutro del Viviani, era neutralizzato dall’attenta difesa picernese, quale reparto di una formazione scarsamente prolifica (infatti la formazione di Palo è ancora…al palo, scusandoci per la ripetizione, nel numero di marcature, in considerazione che il bomber principe Diego Albadoro ha subito la delicata operazione al crociato e non potrà rientrare prima di 5/6 mesi), quindi nel momento in cui Simeri ha trovato lo spiraglio giusto per battere il portiere lucano, i “padroni di casa” non sono riusciti a rientrare pur avendo a disposizione 23 minuti + recupero, per cui questa anemia potrà essere colmata con l’inclusione nella lista presentata dei 24 + 1, probabilmente di un nuovo tassello offensivo, se non si volesse attendere il recupero dello sfortunato bomber, ma al momento la criticità non offre speranze in un miglioramento della posizione in classifica.
Il Foggia di Zeman intanto, proprio nella serata di sabato steccava clamorosamente contro una Turris (già vista alla Iacovone) con un secco 0 a 2, manifestazione di evanescenza della formazione dauna, ma che, al cospetto dei corallini, nulla potevano e soprattutto di fronte hanno incontrato la furia ed anche l’opportunismo di Tascone, sul finire del primo tempo, e di Santaniello, astuto a sfruttare un’incertezza clamorosa della difesa rossonera. Il dissenso manifestato a fine gara dal popolo rossonero era la cartina al torna sole di una insoddisfazione maturata dopo la roboante vittoria ottenuta, nel turno casalingo precedente contro il Potenza.
L’Andria, come detto, dopo un primo tempo in cui avrebbe potuto passare in vantaggio, ampiamente meritato, nella ripresa ha lasciato campo agli ospiti di Taurino e, ironia della sorte, dopo aver resistito oltre 90 minuti, proprio nel secondo minuto di recupero, con una disattenzione difensiva subiva il goal da parte di Tulissi, marcatura ferale che consegnava agli ospiti tre punti importanti per scalare qualche posizione in classifica e, ai padroni di casa, la seconda sconfitta consecutiva (tre reti subite e nessun goal realizzato) che relegava i federiciani all’ultimo posto in coabitazione con il Monterosi e la Vibonese.
A Pagani, una partita non bella stilisticamente e nel gioco, grazie alla bravura del portiere Baiocco, abile a neutralizzare il penalty fallito dai catanesi, e nonostante la superiorità numerica (espulso Sirri, autore del fallo da ultimo uomo, per il penalty) della formazione etnea, il gioiellino Diop, con una girata spettacolare e precisa, infilava la rete che poi sarebbe stata quella dei tre punti importanti conquistati dai campani.
Vibonese – Juve Stabia, poteva essere considerato quasi un crocevia per la formazione delle “vespe” guidata da Novellino e la trasferta calabrese giungeva ad hoc per testare eventuali progressi in merito alla stagione, attesa come importante. Le difficoltà iniziali dovute alle ridotte dimensioni del Razza di Vibo ed all’impatto con la formazione locale decisa ad arpionare i primi tre punti, allo scadere della prima frazione, dopo un tempo equilibrato, aveva una iniziale svolta, con la rete ospite realizzata da Berardocco. Il vantaggio maturato, alla vigilia dell’intervallo non spegneva le velleità di raggiungere il pareggio e nella ripresa il leit motiv era proprio questo. Gli stabiesi ovviamente, forti del vantaggio, erano protesi alla ricerca della raddoppio, che giungeva dopo sei minuti con Bentivegna e questa marcatura poteva essere letale, invece a venticinque minuti da termine + recupero, il calabrese Basso accorciando il punteggio, riapriva il match. Gli ospiti, molti esperti e furbi, non si facevano irretire dai padroni di casa e mantenendo il raziocinio dei primi momenti post goal subito, manteneva il vantaggio che veniva sigillato proprio al 90°, grazie all’ultimo arrivato, Felice Evacuo che chiudeva il discorso e l’incontro.
La domenica si completava con uno scontro diretto per la salvezza, probabilmente diretta, tra il Campobasso che si recava sul neutro di Viterbo per affrontare il Monterosi Tuscia. Gara subito in grandissima difficoltà per i padroni di casa che in quindici minuti, con le reti di Rossetti (al 3° ed 8° minuto) e Bontà (al 14° minuto), portavano i molisani sul 3 a 0 e sembrava che il match fosse ampiamente chiuso. I viterbesi non la pensavano in questa maniera ed allora testa bassa e ricerca del goal per accorciare. La svolta arrivava alla fine del primo tempo con un calcio di rigore che Costantino, realizzandolo, galvanizzava la sua squadra. Nella ripresa, i molisani con molta attenzione limitavano i padroni di casa alla ricerca disperata di una rete che potesse riaprire la contesa, ma quella agognata marcatura giungeva, molto tardivamente al terzo minuto di recupero, quando, con molta amarezza, Polito portava il Monterosi sul 2 a 3, ma un punteggio inutile che, in pratica, aggravava la posizione dei laziali, ora costretti ad esprimere il massimo per non essere attardati, pesantemente, in coda alla classifica.
Fabrizio Di Leo














