La pioggia battente, già iniziata nel momento dell’ingresso dei sostenitori tarantini, non ha impedito di manifestare il tifo ribollente della Nord che ha contagiato l’intero Iacovone, alle ore 17.32, nel momento di entrata sul campo della formazione rossoblù.
Il tecnico ionico, di necessità fata virtù, è stato costretto a mescolare le classiche “carte”, almeno negli interpreti anche per un assetto tecnico dovuto allo schieramento dei rosa nero palermitani, giunti a Taranto con la voglia di fare sfracelli e portare a casa tre fondamentali punti.
Dicevamo dell’incitamento, molto caloroso, incessante, coinvolgente per tutti gli altri settori dello Iacovone che ha, sicuramente, stupito i dieci supporters ospiti, presenti nella Sud, letteralmente annichiliti di trovarsi, con un tempo inclemente, di fronte a 5000 cuori palpitanti.
Ospiti che, fin dalle prime battute, hanno palesato chiare difficoltà, in tutti i settori del campo, particolarmente in quello difensivo, che nulla poteva davanti allo strapotere del trio Versienti, Saraniti e Giovinco, bravo, quest’ultimo, a saltare gli avversari (numerosi nella sua marcatura) quasi fossero birilli. All’11° minuto, con l’ennesima palla spedita in angolo dalla balbettante difesa ospite, capitan Marsili, dal corner, crossava una palla, in area, dove un motivatissimo Saraniti, da classica aquila, volava verso la sfera ed incocciandola la spediva in porta, violentemente, sia pure con una leggera deviazione del difensore Lancini, atleta che nel corso della gara segnerà le sorti per la sua squadra.
Il boato dello Iacovone, talmente assordante e sentito, probabilmente, in tutto il quartiere Salinella ed Italia – Montegranaro, galvanizzava sia Saraniti (tra i migliori della serata), nella sua irrefrenabile corsa verso la panchina ionica con un abbraccio collettivo di tutti i componenti della stessa e dei compagni di squadra, a voler suggellare quell’amore, sbocciato per i cuori rossoblù mai, come in quel momento emozionante, intensamente palpitanti.
La timida reazione del Palermo, dovuta sostanzialmente ad un scatto d’orgoglio di fronte ad un prevedibile atteggiamento tattico dei rossoblù, con annessa carica intrinseca motivazionale, non sortiva alcun effetto particolare ed il portiere Chiorra, nel restante periodo di gioco, mostrava sicurezza e giusta sincronia con il reparto difensivo (variato con l’ingresso di Riccardi, già dal 1° minuto, al posto di Tomassini). Intanto il centrocampo, abbastanza tecnico, di qualità ed agile, composto da Marsili ed ai suoi lati, il rientrato Labriola (al posto dell’infortunato Longo) e lo scientifico Bellocq (ragionatore ed ispiratore, d’ausilio al nostro capitano), era una bestia nera per l’assetto arretrato rosa nero. Giovinco, era freccia e costretto a divincolarsi da una marcatura stretta e spesso raddoppiata, ma questo non gli impediva di saltare gli avversari che in più occasioni triplicavano la “francobollatura”, creando una specie di gabbia (in quattro), ma il talentuoso esterno riusciva ad evitare questo ostacolo.
Giovinco, tre minuti dopo la rete di Saraniti, dava una idea delle sue capacità balistiche nel gioco inattivo con una punizione micidiale che coglieva la traversa e avrebbe potuto mettere il sigillo (virtuale) sull’incontro. Fino alla conclusione della prima frazione, quindi, più Taranto che Palermo, apparso in uno stato confusionale che vedeva coinvolti tutti i reparti.
Nel secondo tempo, il Taranto riprendeva da dove aveva concluso e la pressione è stata massima. Sotto la Nord la formazione di Laterza si è galvanizzata sempre di più e, infatti, quando la palla, all’11°, su cross da angolo battuto da Marsili, veniva colpita da Zullo, un arrembante Benassai anticipava Soleri ed infilava Pelagotti, impotente nell’occasione. Quindi la rete di Almici, propiziata da una scivolata di Ferrara, ed il tiro verso la porta che Chiorra, purtroppo non è riusciva a deviare, tanto che l’1 a 2, per i rosanero, era confezionato.
Il patos agonistico tra gli ospiti condizionava gli interventi per fermare il reparto di centrocampo ed in questa ottica l’espulsione di Lancini (doppio giallo), in un certo senso, decideva il match, con gli ionici che approfittavano degli ampi spazi, poi una serie di sostituzioni di Laterza, sempre attento e tempestivo nella lettura del match, portava, al 90°, un dirompente Diaby, dopo un’azione travolgente, ad essere finalizzatore con una bordata micidiale che si infilava, in rete, dalla parte alta, sotto la traversa.
Apoteosi della squadra ed afflato con la Nord , ebbra di gioia, ma tutto lo stadio gaudente, palpitante e colmo di soddisfazione (con qualche lacrima di emozione a rigare i volti), sinonimo di sofferenza della squadra, sotto un tempo inclemente, ma anche da parte degli spettatori che avevano accettato, con la pioggia battente, il sacrificio di inzuppandosi come pulcini ma questo non impediva, a termine gara, alla formazione di Laterza di ringraziare la Nord per il sostegno ed il tripudio era espresso tra bandiere, flash, sciarpe esibite e sventolate, nel segno di festa per una serata da ricordare e, sicuramente, raccontare ai nipotini.
Adesso, abbandonata la trance post gara, dopo un paio di giorni riposo, occhio, soprattutto testa, alla dura e difficile trasferta di Pagani, per affrontare una squadra in cui militano due ex rossoblù, come Fernando Tissone ed Antonio Zito, più datata la sua permanenza in riva allo Ionio, comunque indimenticabile uomo delle ultime stagioni in C1, prima della discesa nell’inferno della D.
Il ringraziamento al pubblico da parte di Laterza, nella conferenza post gara, certifica, se mai ce ne fosse ancora bisogno, come la tifoseria ionica rappresenti il classico motore aggiunto per la formazione tarantina, abile a dare la spinta propulsiva per poter affrontare qualsiasi avversario in questo equilibrato e complicato campionato di serie C, edizione 2021 – 22.
Fabrizio Di Leo














