In questi giorni, molto preoccupanti per l’escalation prevista sul picco di contagiati per la pandemia da Coronavirus, le cronache sportive, calcistiche, ovviamente scarse, si occupano anche di ipotizzare quali scenari da proporre all’opinione pubblica, nel momento in cui, per continuare la stagione sportiva attuale.
Premesso che in questo contesto le prerogative sono altre e certamente più importanti, affrontare questo argomento, all’apparenza irrilevante, vorrebbe significare essere ritornati ad una normalità ed una quotidianità, stravolti da circa un mese. Tutto ovviamente si fonda sul termine della sospensione di tutte le attività sportive, al momento fino al 3 aprile, per la reale ripresa.
Considerando che pur volendo essere molto ottimisti, tralasciando domenica 5 aprile, quella precedente la Santa Pasqua, ed il turno infrasettimanale (il 9 aprile, che avrebbe visto i rossoblu impegnati allo Iacovone con il Fasano), il campionato di serie D potrebbe riprendere domenica 19, in quanto da quel fine settimana si avrebbero le dieci domeniche necessarie per completare la stagione regolare immediatamente disputare i turni play off e play out.
Il nocciolo del ragionamento rimane quello dell’ipotesi, anche questa più che concreta, che questa situazione di stallo sfori il mese di aprile e possa cessare, o almeno rallentare, a maggio.
A questo punto, se si partisse con la ripresa il 3 maggio, chiaramente fino la 30 giugno avremmo solo nove domeniche ed allora nella rimodulazione del calendario dovranno essere previsti non meno di un turno infrasettimanale perché, per coloro che dovrebbero affrontare play off e play out, difficilmente si potrebbe stabilire una finale in un giorno lavorativo, sia pure in notturna e, per la serie D, su un campo sprovvisto di impianto di illuminazione.
Chiaramente se la ripresa fosse ipotizzabile oltre il 3 maggio, a quel punto la compressione delle dieci giornate sarebbe uno stress per tutti i club costretti allora ad un tour de force tanto per gli impegni che per gli spostamenti ed ovviamente lo stravolgimento del lavoro infrasettimanale. Il sondaggio postato dalla testata Giornalerossoblu.it, tra i lettori ha determinato il risultato che sarebbe auspicabile la chiusura del campionato, ovvero la cristallizzazione, delle posizioni maturate con, attualmente, la promozione del Bitonto e la retrocessione dell’Agropoli, Francavilla e, per classifica avulsa, del Nardò.
Questa posizione, in pratica sarebbe la più logica, in quanto l’alternativa, se non dovesse riprendere il campionato, sarebbe l’annullamento della stagione sportiva e la non attribuzione dei titoli sportivi (leggasi promozioni e retrocessione), ovviamente con l’innesco di molti contenziosi, soprattutto da parte dei club in testa ai vari gironi e per le retrocessioni di club (come il caso di Nardò) che a parità di punteggio avrebbero, classifiche avulse a parte, necessità di spareggi.
Disquisizioni ovviamente che, attualmente, lasciano il tempo a tanti forum, la cosa importante adesso è salvaguardare la salute di tutti noi e l’aspetto agonistico calcistico passa in secondo piano perché le emergenze sono altre.
La speranza rimane quella di poter narrare, nel bene e nel male, le vicende del calcio, per la nostra dimensione quello di serie D, che comunque rappresenteranno il segnale di una ritrovata normalità e quotidianità di cui tutti hanno bisogno.













