RASSEGNA STAMPA DEL 23 MAGGIO 2023 – TARANTO BUONASERA
di Alessandra Carpino
Colpo ad effetto annunciato. Il contratto pluriennale, il vincolo operativo stipulato fra il Taranto ed Ezio Capuano rappresenta una sorta di unicum per i criteri e la filosofia della società rossoblu, sicuramente un’azione rara soprattutto in una categoria come la Lega Pro. Una scelta atipica, quasi rivoluzionaria, quella adottata dal presidente Massimo Giove: il patto con validità per le prossime tre stagioni agonistiche diventa necessariamente emblema di progetto a medio-lungo termine, quindi di accettazione del dogma della continuità operativa che dovrà essere garantita dallo stratega salernitano, persino di un rischio calcolato del quale sarebbe interessante conoscere parametri strutturali e genesi economiche. Di certo, una decisione simile confuta tutte quelle indiscrezioni che si erano inanellate dall’epilogo del campionato regolare avvenuto un mese fa, con la salvezza blindata a due giornate dal termine ed una partecipazione ai play off sfumata proprio in occasione dell’estrema esibizione contro il Messina, coincisa con un pareggio a reti inviolate influente sull’esclusione della compagine ionica a causa della cosiddetta classifica avulsa. Nelle settimane antecedenti, i sussurri alludevano ad una sorta di repulisti nell’area dirigenziale, propedeutica ad offrire una ventata di innovazione attraverso l’arruolamento della figura di un “plenipotenziario” dell’intero comparto tecnico e sportivo, un profilo adatto ad assumere gli incarichi di amministratore delegato del club stesso (era circolato con insistenza il nome di Maurizio Pellegrino, reduce da un anno sabbatico dopo aver sondato proprio l’ambiente ionico ed i suoi impianti un anno fa), il quale avrebbe potuto lavorare in sinergia anche con un altro allenatore (indiscrezioni piuttosto concrete suggerivano il ritorno in panchina di Giuseppe Laterza, artefice della promozione dalla serie D e debuttante sui palcoscenici del professionismo nello scorso torneo, congelato dall’esonero incassato a Monopoli). Aldilà delle valutazioni circa un’idea tattica riluttante dell’estetica e votata al pragmatismo, un metodo ribadito esplicitamente dallo stesso Capuano, le prospettive hanno subito la metamorfosi decisiva dopo la vittoriosa partita col Pescara suggellata nel turno antecedente la Pasqua: i dialoghi ed i confronti fra il trainer ed il massimo esponente rossoblu si sono intensificati e sono stati puntuali, tanto da stimolare l’ammissione di una proposta di prolungamento del contratto due mesi prima della chiosa del campionato. Reciterà un ruolo eterogeneo, Ezio Capuano: selezionerà i tasselli per correggere e rimpinguare il mosaico di un organico che la società non ha intenzione di stravolgere, ergo agirà come un “general manager” aziendale, confidando nelle disponibilità del tesoretto per la sessione di mercato inaugurale in estate. Non è da escludere la necessità di ingaggiare, nel rispetto delle normative federali, un direttore sportivo qualificato, magari giovane anagraficamente ed animato da aspirazioni in una piazza complicata quanto affascinante come quella ionica, il quale possa coadiuvare l’allenatore nell’individuare gli atleti funzionali al programma tattico e di accomodarsi al tavolo delle trattative. “Il presidente Giove mi ha chiesto di fare il responsabile dell’area tecnica, di assumermi un impegno ad ampio raggio: credo di avere la capacità e soprattutto l’esperienza e la conoscenza dei giocatori- ha dichiarato Ezio Capuano ai microfoni dell’emittente esclusivista Antenna Sud, immediatamente dopo l’intesa sancita lo scorso giovedì 18 maggio- Le responsabilità saranno ancora più notevoli, riguarderanno non solo il campo ma anche la costruzione della squadra”. Un’occasione originale nella carriera del condottiero campano, finora protagonista di autentiche ed ininterrotte peregrinazioni fra le varie realtà calcistiche: “Ho mantenuto sempre la parola: c’era un accordo col presidente al quale va il mio ringraziamento illimitato: avviare un progetto così lungo, in Lega Pro, non accade tutti i giorni. Vuol dire che ci siamo conosciuti, che sono stati apprezzati l’uomo ed i sacrifici, a prescindere dal valore tecnico- ha commentato il riconfermato stratega- Sono stato convinto, volevo Taranto, l’ho detto quando sono arrivato: dopo ventuno anni, sono stato privato della mia prima avventura alla guida della formazione rossoblu e non lo meritavo”. “Sicuramente accolgo notevoli responsabilità nell’accettare un incarico così importante, ma penso di avere la capacità e l’esperienza, ad una certa età, per provarci in una piazza fra le più importanti del Sud Italia. Accresce in me l’entusiasmo, aumenta la consapevolezza di un confronto quotidiano per garantire credibilità all’ambiente: sono orgoglioso di questo progetto a lungo termine, che mi coinvolgerà dal settore giovanile alla Prima Squadra. Sono emozionato per gli attestati di stima che ricevo dalla tifoseria: prometto massimo impegno e grande professionalità, con la missione precisa di lavorare giorno e notte per costruire una squadra “simpatica”, che possa regalare soddisfazioni, che possa lottare in ogni partita, che possa farsi rispettare su tutti campi in cui si esibirà”. Ammaliato dal pubblico che ha risposto al suo appello accomodandosi sugli spalti in occasione della sfida decisiva in chiave play off col Messina: “Il calcio è emozione, il nostro mestiere è diverso: ho chiesto ai tifosi di sostenere la squadra che era andata oltre le più rosee aspettative, così la presenza di cinquemila persone ha rappresentato l’apoteosi- ha confidato Capuano- La gente che applaudiva, le lacrime dei giocatori per una vittoria che avremmo strameritato ma che non è arrivata: in quel momento ho pensato che non avrei mai potuto abbandonare Taranto. Dissi a me stesso che avrei dovuto continuare, ho smesso di pensare che avrei potuto allenare altrove”. E di proposte, nel periodo transitorio, se ne sono registrate: “Ci sono state due, tre società che mi hanno cercato, una in maniera particolare e con grande caparbietà (Avellino, ndr), ma la mia scelta era Taranto- ha ammesso- Sono fiero ed emozionato di poter intraprendere questa nuova avventura: il popolo rossoblu merita soddisfazioni. Taranto deve accendersi, per tanti anni è stata nell’anonimato e non deve più accadere. Il pubblico è fondamentale: dobbiamo riportarlo allo stadio attraverso il lavoro, senza chiacchiere inutili”. Prime tracce di pianificazione, tra equilibrio ed ambizione: “Si apre un ciclo: ho pareggiato quella sconfitta interiore di ventuno anni fa, ripartiamo da un simbolico 0-0- ha commentato l’allenatore- Non voglio illudere nessuno: probabilmente fra un paio di stagioni sarà accettata la riforma dei campionati e noi vogliamo farci trovare pronti. Disponiamo già di uno zoccolo duro, che abbiamo costruito in questi mesi di mia guida tecnica”. “L’impegno prioritario è quello di migliorare il posto acquisito nel recente campionato, dopo aver agganciato una zona play off compromessa dalla classifica avulsa- ha dichiarato-Sono un uomo di coraggio, e coraggio significa convivenza con la paura senza farsi attanagliare dalla stessa. In base al progetto stilato, cercheremo di perfezionare il cammino agonistico, quindi di allestire l’organico con giovani importantissimi, un giusto mix con giocatori di esperienza, pian piano scalare quante più posizioni. Ed andare più lontano possibile nel prossimo triennio”.













