PRIMO TEMPO
Gara sostanzialmente corretta nella prima frazione di gioco. Il Sig. Caldera è sempre molto vicino all’azione, a volte anche troppo ostruendo le linee di passaggio e ciò si nota soprattutto nelle due occasioni in cui intercetta il pallone con i piedi, dovendo sospendere il gioco e ripartire.
Corretta l’ammonizione su Enrici che interrompe, platealmente, una ripartenza avversaria. Bene la scelta di lasciar proseguire sulla parata in due tempi da parte di Vannucchi al 40’, nell’occasione timide le proteste di Malcore che reclama il gol ma arbitro e l’assistente restano fermi nella loro decisione, non sbagliando, la palla non supera la linea di porta.
SECONDO TEMPO
La gara aumenta di intensità cosi come l’agonismo tra le due formazioni. L’arbitro non perde mai il controllo e la gestisce bene anche nella distribuzione dei cartellini. Pronti via, il Cerignola reclama un calcio di rigore al 46’ per atterramento nei pressi del lato corto dell’area di rigore rossoblù, l’assistente di Caldera è a due passi e conferma la giusta decisione dell’arbitro comasco di sorvolare.
Al 65’ ottima chiamata per Caldera che non si lascia ingannare dalla caduta in area di Capomaggio e lo ammonisce, giustamente, per simulazione. Contestualmente espelle un componente della panchina ofantina per eccessive proteste.
Gli episodi più discussi accadono nel finale, all’85’ Orlando, sbilanciato da un difensore, cade in area, vibranti le proteste del Taranto che chiede la massima punizione. Tuttavia, non sembra esserci un contatto con le gambe tra l’attaccante rossoblù e il difensore del Cerignola, probabilmente una vigorosa spallata per le quali, gli arbitri, in area sorvolano. Il dubbio rimane e le immagini non sono delle migliori per chiarire il fatto. Al 93’ sono invece gli ospiti che reclamano un calcio di rigore per un atterramento di Russo ma anche in questo caso la scelta di Caldera di lasciar proseguire sembra corretta.
Una direzione sicuramente positiva, dunque, per l’esperto fischietto lombardo che è apparso sempre molto concentrato, deciso e fermo nelle decisioni. Ha lasciato giocare le due squadre senza spezzettare il gioco e non si è fatto ingannare negli episodi in area di rigore, il dubbio che rimane su Orlando non macchia assolutamente la prestazione non essendo un errore chiarissimo (e probabilmente nemmeno un errore). Buona la gestione dei cartellini e la prevenzione sulle mischie nei calci piazzati con richiami costanti ai calciatori in campo. Ottima anche la gestione del vantaggio, come in occasione della ripartenza del Cerignola all’88’, inizialmente non interrotta e costata l’ammonizione ad Heinz un minuto più tardi.














