E’ il Taranto l’underdog. Pronto a sovvertire i pronostici, consapevole del senso del possesso della forza, permeato dalla giusta combinazione di entusiasmo e razionalità. Non sbaglia un colpo in casa, doma il Catania grandi firme grazie all’intuito di un Michael De Marchi in netta crescita ed impreziosisce il suo viaggio nella zona nobile della classifica. Strategie studiate, metodo indovinato, alternanze mai frutto dell’improvvisazione: Ezio Capuano collauda la sua squadra rossoblu per affrontare la versatilità tattica di una compagine etnea, quella allenata da Cristiano Lucarelli, che stenta a decollare nonostante le tante soluzioni intrise di qualità e di esperienza registrate nella sessione invernale del mercato. Il tecnico ionico viviseziona ogni scelta per ogni lettura, si affida al più mnemonico assetto 3-4-3 e rimodula il tridente privo dello squalificato capocannoniere Kanoute con Fabbro e Bifulco ubicati sulla trequarti e responsabilizzati per prevalere nella superiorità numerica e nel saltare l’uomo: il primo si esprime con maggiore dimestichezza, propiziando gli inserimenti ed i dialoghi palla a terra, mentre al compito non adempie adeguatamente il secondo fantasista, più volte controllato, ostacolato e depotenziato nelle iniziative. E’ insignito nuovamente della titolarità come punta centrale De Marchi, il quale conferma le peculiarità di attacco alla profondità profetizzate da mister Capuano alla vigilia, meritando la virtuale staffetta con Simeri grazie ad una prestazione da incorniciare, fra abnegazione agonistica, presidio degli spazi, verticalizzazione razionale, pressione e fiuto al momento giusto. Ad emergere è un’asse mediana completa, pragmatica, impeccabile nell’equilibrare le fasi di costruzione e di interdizione: aumenta l’intesa fra i due protagonisti Calvano e Matera, intraprendenti e lucidi anche nelle transizioni col baricentro basso, quando il Catania prova ad avanzare per recuperare lo svantaggio, non sfoderando però una produzione offensiva convincente. Propedeutiche al duello sulle catene rispettivamente destra e sinistra sono le opzioni di Valietti e Ferrara: certificati i clienti scomodi nel 4-2-3-1 disegnato da Lucarelli, ovvero Chiricò e Cicerelli supportati dal promettente Castellini e da Celli sulla linea di retroguardia; dal canto suo, la difesa ionica ritrova Luciani dopo il turno di stop per diffida smaltito a Crotone, ed è integrata dal coriaceo Miceli al centro, da Enrici che supera il ballottaggio con Riggio sul polo mancino e dall’immancabile capitan Vannucchi a custodia dei pali. La formazione ionica suggella il vantaggio all’11’: l’esecuzione dalla bandierina destra innesca una mischia in area, Calvano intercetta ed addomestica la sfera trasformandola in preda per De Marchi, astuto e preciso nel ribadire in rete con un tap-in. “Sono felice per il gol- ha commentato l’attaccante al suo primo sigillo in rossoblu- Una palla vagante in area, mi è andata bene nel calciarla con decisione e buttarla dentro. In entrambi i tempi sono state distribuite occasioni che avremmo potuto concretizzare: è importante l’aspetto mentale per effettuare scelte migliori nelle situazioni sotto porta”. Tridente inedito ed originalità nei sincronismi: “Abbiamo disputato una gran partita. Io cerco di offrire le mie caratteristiche all’idea tattica dell’allenatore- ha spiegato la punta veronese- Sono contento dei valori che stano emergendo in queste partite: con gli interpreti offensivi c’è stata sintonia, ho osservato i subentrati che hanno mantenuto alta la squadra e coloro che sono rimasti fuori hanno regalato sostegno costantemente. E’ lo spirito giusto per conquistare simili risultati. La mia condizione fisica sta aumentando: sono felice anche per questo”. Estasiato per la marcatura realizzata sotto la Curva Nord: “Era ora! Un’esplosione di gioia- ha dichiarato Michael De Marchi- Mister Capuano ha rappresentato una forte spinta per il mio approdo a Taranto: il successo sul Catania vale tanto, ma dobbiamo tenere sempre i piedi per terra, è la mentalità che ci sta contraddistinguendo e non dobbiamo perderla”. “Il mio obiettivo è rispettare il gioco e cercare di aiutare la squadra con coerenza- ha confermato De Marchi- E cercare di dare continuità alle prestazioni: un aspetto basico per costruire sopra le azioni ed i gol. Sonio arrivato qui da un mese e penso di aver riconosciuto che la forza di questa squadra consista nella consapevolezza della propria umiltà”.














