Fernando Tissone, perno intoccabile del centrocampo rossoblu, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la trasmissione “Football Club”, organizzata dalla redazione di GiornaleRossoBlu.it. L’argentino ha raccontato la sua esperienza in rossoblu, dal momento in cui è arrivato fino al raggiungimento del sogno.
LA CONSEGNA DEL TROFEO – Alzare il trofeo è stato bellissimo, soprattutto perché noi, come gruppo, volevamo fortemente raggiungere questo obiettivo. È stato molto difficile, ma siamo contenti di essere riusciti a vincere un campionato in una piazza così importante come Taranto. Abbiamo regalato un sogno a tutti i nostri tifosi, il tutto, in una stagione complicata dalla pandemia.
IL GRUPPO – La forza di questa squadra è stata certamente il gruppo. Anche se io sono arrivato a stagione in corso, sono stato accolto benissimo, si sono messi tutti a mia disposizione affinché io potessi esprimermi al meglio. Avevo capito che questo gruppo, avrebbe fatto strada.
IL PIANTO A LAVELLO – A Lavello è stato un pianto liberatorio. Ho sempre giocato a calcio, sono riuscito a fare della mia passione un lavoro. Da un anno e mezzo purtroppo, anche a causa del COVID, sono stato lontano dai campi. Domenica, al fischio finale, ho avuto la mia rivincita. Credevano tutti che fossi finito, invece ho dimostrato di poter essere ancora importante.
LA SFIDA DI TARANTO – Quando ho sentito Montervino, non ho dubitato minimamente. Mi ha chiesto di venire a giocare per aiutare la squadra a risalire, a conquistare la promozione. Mi ha fatto sentire importante.
SPERANZE DURANTE LA STAGIONE – Ho sempre creduto in questo gruppo, ma nella partita di Fasano ho capito che ce l’avremmo potuta fare realmente. Dopo il loro pareggio, senza che fosse passato neanche un minuto, siamo riusciti a trovare immediatamente il gol del vantaggio. Li, ho capito tutto. Per vincere, delle volte, non è sufficiente il talento, sono importanti anche gli episodi. Al contrario, non ho mai avuto paura di non farcela.
Flavio Graps














