La vittoria del Taranto porta buon umore. Anche una prestazione opaca, ma comunque vincente, inietta nel popolo rossoblu una dose consistente di serenità, che consente di guardare al futuro prossimo con maggiore fiducia. Camminare per strada ed essere fermati da tifosi sorridenti, che chiedono notizie e pareri sulla vittoria contro il Brindisi, era ormai cosa insolita per i fattori che ben conosciamo.
Il Taranto probabilmente non ha disputato una partita eccellente, ma ha vinto e sinceramente era questo ciò che contava. In un contesto di Serie D, dopo circa un mese di sosta e con tante problematiche al seguito, per la maggiore legate alla pandemia, attendersi delle prestazioni differenti in campo da ambo le squadre, era pressoché utopistico.
Vedere due squadre correre per novanta minuti e costruire sette/otto palle gol a testa, non è qualcosa di pensabile in un match dove andavano gestite le poche energie in possesso attualmente e senza quel ritmo partita necessario per vedere una sorta di calcio spettacolo che in molti si sarebbero aspettati. In questo momento storico, il Taranto doveva essere intelligente. Gestire il gioco senza subire più del dovuto e colpire con cinismo nel momento in cui doveva giungere l’occasione giusta.
Ed è stato così. Paradossalmente il Taranto doveva giocare una gara opposta rispetto alla prestazione interna contro il Sorrento, dove fu generoso, ma privo di cinismo. Meglio non sbilanciarsi troppo se le forze sono poche e fare male senza incassare. E nonostante ciò in un paio di circostanze il Brindisi il colpaccio lo ha anche sfiorato. Aspetti su cui è necessario lavorare con oculatezza.
La lacuna del Taranto è evidente ed è in attacco. Il mercato che inizierà a dicembre, potrebbe essere prolungato di un mese, ma non c’è comunicazione ufficiale. La società ha deciso di non puntare sugli svincolati. Scelta saggia, perché inserire un calciatore che non ha mai toccato un pallone ad oggi, in un contesto dove ci sono già altri elementi che devono prendere confidenza col ritmo partita, sarebbe una mossa azzardata.
L’importante è che ad inizio mercato si porti in organico un elemento che possa garantire al Taranto di fare quel salto di qualità che in questo momento palpabilmente non può fare. Perché se anche Laterza è riuscito a donare alla squadra una identità importante, ha necessità di una punta esperta che sappia concretizzare il gioco, ma che a sua volta abbia la capacità di innescare gli esterni ed il trequartista alle sue spalle.
Ci sono nel frattempo conferme e sorprese. Marsili piace, Caldore è una certezza, Diaby una piacevole novità. Il vero asso nella manica del Taranto, sarà Leo Guaita, l’uomo che potrà garantire al team rossoblu di creare intraprendenza e imprevedibilità. Guaita con il Brindisi ha fatto benissimo e se tornerà quello di Potenza, farà divertire e non poco i tifosi ionici.
In un periodo di sofferenza per via della pandemia, sarebbe necessario creare un clima più disteso attorno alla squadra. Invece c’è chi nel tentativo di criticare compie veri e propri scivoloni, che innescano polemiche rientrabili con un po’ di saggezza, buon senso e diplomazia. A volte, in particolare sui social, si crea un clima rissoso, che anche da un punto di vista morale diventa davvero di basso livello. Non va bene e non fa bene al Taranto.
Casarano decisiva? No assolutamente. Può succedere di tutto, soprattutto perché la squadra di Feola viene da una brutta sconfitta, ma una vittoria o comunque un risultato positivo, potrebbe mostrarci la vera identità della creatura che Laterza sta forgiando.
Maurizio Mazzarella













