RASSEGNA STAMPA DEL 15 NOVEMBRE 2022 – TARANTO BUONA SERA – ALESSANDRA CARPINO
Idee riorganizzate, prestazione ordinata e concreta, vittoria marchiata a fuoco fra le mura amiche contro una diretta concorrente alla salvaguardia della categoria. Il Taranto non tradisce le aspettative contro la Viterbese e mitiga l’amarezza e le polemiche a corredo delle due battute d’arresto consecutive incassate contro Giugliano e Picerno. Sfrutta il “fattore campo” e ritrova fiducia e sinergia oltre le emergenze in uno “Iacovone” che meriterebbe di essere frequentato maggiormente dai sostenitori ionici: “La squadra ha dimostrato sagacia tattica, è stata pragmatica all’occorrenza, anche bella nella distribuzione del gioco, applicata con un’abnegazione illimitata- è l’illustrazione offerta dall’allenatore Ezio Capuano al termine del successo di misura per 2-1 contro la compagine laziale guidata dall’ex difensore rossoblu Giacomo Filippi (ieri esonerato dall’incarico, ndr)- Mi dispiace non condividere le emozioni di una partita di calcio, il cui esito può condizionare, nel bene e nel male, l’umore dell’appassionato per l’intera settimana, con il popolo tarantino. Sono rammaricato, perché credo che questa squadra si identifichi con quanto un tifoso possa chiedere”. Un Taranto realista e pratico, che preserva la sua posizione nella porzione di classifica tranquilla ed impara a mutuare l’obbligo di sperimentazione nei reparti e la precarietà numerica di effettivi in organico in forza ed abilità per conquistare punti preziosi, abbandonando ogni aspirazione estetica e prediligendo l’essenziale. Il vantaggio è il prodotto di un paradigma sul quale il gruppo sta insistendo nel corso delle esercitazioni quotidiane: la collaborazione fra Labriola, autore del calcio di punizione dalla trequarti che si trasforma in un cross preciso per la perentoria incornata di Antonini, il quale accoglie la sfera ubicato sul versante mancino dell’area e la deposita nell’angolino opposto, incrementa i segnali positivi ereditati dalle recenti esibizioni. “Il nostro primo gol è il risultato di uno schema provato, del lavoro sui dettagli: cercare il calcio piazzato, confezionato benissimo come in questa circostanza, diventa un’arma in più necessaria per capitalizzare o sbloccare le partite in un percorso agonistico arduo. Sono soddisfatto”. Matias Lui Antonini, centrale difensivo d’origine brasiliana, avanza spesso con eleganza ed intuizione nelle occasioni “da fermo”: ha replicato la marcatura analoga regalata contro il Potenza, dispensando sicurezza non solo nella fase di non possesso e nella coerenza della retroguardia stessa, ma confidando nella sua struttura longilinea e nella sua agilità, peculiarità sintomatiche per un protagonista di categoria il cui ingaggio in estate è stato avallato al precedente staff tecnico. Dopo la rete del momentaneo pareggio siglata a Picerno, sta emergendo il talento di Valerio Labriola, soprattutto in una linea nevralgica sottoposta costantemente alle metamorfosi: “Labriola è un elemento importante, l’ho inventato io centrale davanti alla difesa- racconta Capuano- Gli urlo sempre perché credo che, per arrivare ad alti livelli, deve migliorare nelle scelte. A volte scopre troppo la palla, altre volte forza invece di giocare con meno tocchi, ma è fondamentale nella fase di chiusura. E’ la conferma della sua crescita esponenziale”. Complici le defezioni per infortunio di Antonio Romano, De Maria, Brandi e del lungodegente Provenzano, il trainer ionico ha modellato un centrocampo identico a quello schierato contro il Picerno, puntando ancora su Formiconi esterno destro e dirottando Mastromonaco interno: “Formiconi è stato ingaggiato per la sua esperienza e per la sua versatilità: non rompeva la linea sul quinto, quando la Viterbese cercava di aggredirci sulla catena di destra”. E decisive sono state le sostituzioni, tutte indovinate nella ripresa, incastonate fra l’avvicendamento degli attaccanti, il pareggio della Viterbese e l’azzardo di incastri nell’asse mediana, laddove l’inserimento di Abou Diaby ha letteralmente “spaccato la partita”, come si dice in gergo e come era già accaduto contro la Fidelis Andria, nel periodo in cui il Taranto era stato costretto ad arretrare il proprio baricentro. In sequenza: “Ho modificato il reparto offensivo perché gli interpreti titolari non stavano più incidendo ed avevo bisogno di forze fresche- spiega mister Capuano- Tommasini era reduce da un lungo periodo di inattività, Guida non riusciva più a legare, era molto stanco, non cercava la profondità, la sua fisicità minuta non l’aiutava: ho optato per La Monica ed Infantino, unici a disposizione, per variare le caratteristiche”. “Sono stato molto lucido nelle opzioni dopo il pari incassato- è la precisazione del tecnico- Avrei cambiato solo Mazza con Diaby, ma ho rischiato l’inserimento di “Chapi” Romano al posto di Formiconi, allargando Mastromonaco. Dalla panchina ho avuto la sensazione che avremmo potuto prendere gol, perché eravamo stretti sulla catena di destra: nel dettaglio, la diagonale di chiusura sulla nostra destra difensiva era compressa, così Andreis ha intercettato l’assist di Rodio, è stato agevolato dalla “palla sporca” presa ed ha realizzato un gran sigillo”. Emblematica della funzionalità delle letture tattiche è la creazione del sigillo del definitivo 2-1: Chapi Romano promotore della verticalizzazione e della visione in apertura verso Mastromonaco che, dal binario di pertinenza, pennella il cross per l’accorrente Diaby, il quale scaraventa in porta un fendente energico col destro. “Diaby ha sofferto tanto, ha avuto ricadute dopo la gara con l’Andria e siamo stati bravi a centellinarlo- ha commentato Capuano- Per tutta la settimana gli ho ripetuto che sarebbe entrato in campo a venti, trenta minuti dalla fine: gli ho predetto che avrebbe segnato. E’ accaduto, per questo motivo ha raggiunto la panchina per abbracciarmi”. Tributi anche per Loliva, candidato alla sostituzione del portiere over Vannucchi, squalificato dal giudice sportivo per due turni dopo l’epilogo rovente di Picerno: “Ero sereno, so come Andrea si allena, praticamente non giocava da due anni, ha assolto ad un compito delicato nel modo migliore: un plauso anche al suo preparatore Marinacci”.














