di Domenico Ciquera
Il vicepresidente del Taranto, Vincenzo Sapia, è intervenuto nella conferenza stampa odierna, durante la quale è stato presentato il nuovo direttore generale del Taranto, Fabrizio Lucchesi.
Introduzione: “Lucchesi, da ieri, assume la qualifica e l’impegno di direttore generale del Taranto Calcio. Voi sicuramente conoscete gli ultimi eventi dell’ultima settimana: il Taranto Calcio sta vivendo un momento particolare che noi cercheremo, anche attraverso la professionalità del direttore Lucchesi, di tramutare in una nuova possibilità. Questa possibilità deve trasformarsi in continuità, stabilità e soprattutto credibilità dei nostri colori. Il presidente Massimo Giove ha rassegnato le sue dimissioni dalla carica di presidente. Resta alla famiglia Giove la proprietà del Taranto Calcio e quindi dell’azienda, ma la società continua con un management composto dal sottoscritto, che resta nella sua carica di vicepresidente. Tuttavia, era necessario avere soprattutto una guida professionale, una guida tecnica, una guida preparata, specialmente nella risoluzione di emergenze come quella che stiamo vivendo. Pertanto, questa società ha ritenuto che una figura adatta, che potesse dare una mano ai nostri colori, alla nostra squadra e anche alla nostra città, che ama il calcio, potesse essere quella del direttore Fabrizio Lucchesi. Sono sicuro che riuscirà a fare bene e riuscirà a traghettare la società verso una continuità e al mantenimento della struttura societaria.”
Stadio: “Noi siamo disposti, in questo momento, a ogni soluzione. A noi ciò che interessa è dare continuità e disputare questo campionato. Fino al 29 settembre c’è la possibilità di giocare a Taranto, anche se è chiaro che giocheremo a porte chiuse per ovvi motivi. Forse riusciremo a fare una partita con l’Altamura con il pubblico; dopo il 29 settembre vediamo cosa succede. Noi speriamo che ci possa essere una prosecuzione, di poter continuare a giocare allo Iacovone o altrove. Se i lavori inizieranno il primo ottobre, come è stato detto, questo non dipende da noi, ma da chi gestisce questa situazione. Noi siamo fruitori passivi; in questo momento possiamo solamente dare la nostra disponibilità. Se dovesse essere disponibile lo stadio di Massafra, noi saremmo disponibili. È chiaro che l’ok va dato dalla Lega, perché a Massafra fino a questo momento credo che non siano nemmeno iniziati i lavori o, comunque, se inizieranno, occorrerà adeguare la struttura per quei 5-6 metri dove si potrebbe giocare in deroga. Noi lo chiederemo, chi di competenza chiederà e chi di competenza dirà sì o no. Però, mi risulta, e posso anche essere smentito, che per fare questo aumento di 5 metri occorrono delle autorizzazioni diverse, perché c’è anche un problema di viabilità. È un problema serio di ristrutturazione per adeguare lo stadio e far sì che una squadra di Lega Pro possa disputare il campionato in quella struttura. Se sarà possibile, io me lo auguro. Noi saremo pronti e disponibili a valutare ogni situazione possibile e adeguata, per permettere alla squadra di disputare il campionato e renderlo sostenibile, anche per un eventuale acquirente. Quindi non possiamo permetterci di non disputare il campionato in un modo o nell’altro, perché la disponibilità ad aprire le porte della società a un eventuale acquirente c’è, ma la squadra deve essere operativa. Noi siamo disposti. Certo è, e questa è una mia affermazione personale, che dello stadio di Massafra o di altra struttura ne stiamo parlando da forse un anno, ma certo la ristrutturazione dello stadio di Massafra non dipende dall’assenso del Taranto per giocarci o no. Chi lo ha proposto dovrebbe farlo, non possiamo farlo noi. Dello stadio di Massafra ne sentiamo parlare da tanto tempo.”
Commissione vigilanza e spettacolo: “Nell’ultimo incontro che abbiamo fatto alla Camera di Commercio, abbiamo creato un tavolo alla presenza del ministro Abodi, del commissario Ferrarese, del vicesindaco e dell’amministratore delegato di Sport e Salute. Finimmo quel tavolo e quella convocazione tecnica con questa risoluzione: voi avete raccolto le interviste del ministro, del commissario Ferrarese, del vicesindaco e anche la mia, in cui vi ho riferito quello che era stato detto. Il ministro ci aveva detto: ‘State tranquilli, giocherete allo Iacovone anche durante i lavori’. Stessa cosa disse il commissario, aggiungendo che lui aveva un piano B in tasca, che era Massafra. Ma ancora oggi il piano B è in tasca; nel momento in cui sarà attuato, noi siamo disponibili. Non dipende da noi se ristrutturate o meno lo stadio di Massafra: fatelo e noi ci siamo. In quella sede fu detto che avremmo giocato durante i lavori. Fu detto dal ministro, dal commissario e avallato, non in maniera chiara, perché effettivamente devo ammettere che non dipende dal Comune di Taranto, forse dipendeva qualche anno fa. Nell’immediato passato, quel giorno fu detto che noi potevamo giocare. Alle mie rimostranze, permisi di dire: ‘Scusate, abbiamo appurato se gli organi competenti, cioè i Vigili del Fuoco, lo SPESAL, la Commissione Vigilanza e Spettacolo, sono d’accordo? Perché far giocare una squadra e far venire del pubblico in presenza di un cantiere comporta dei rischi.’ Non ci fu risposta, tanto che successivamente è stato riunito il tavolo della Commissione Vigilanza e Spettacolo, e sono stati posti dei quesiti ai quali sembrerebbe ci sia stata risposta, però non è stato convocato il secondo tavolo. Quindi non sappiamo se si può giocare in presenza di pubblico. Oggi abbiamo ricevuto la notizia, con l’ennesima PEC con la quale chiedevamo al Comune di firmare la convenzione per la stagione 24/25, che ci ha ufficialmente risposto: ‘Avrete lo stadio fino al 29 settembre, perché il primo ottobre inizieranno i lavori’. Alla domanda se possiamo giocare durante i lavori, il commissario ci ha risposto con una sola frase: ‘Non dipende da me’. Quindi ci siamo trovati in una situazione problematica, perché a fronte di quanto detto alla Camera di Commercio dal ministro, dal commissario e dall’amministratore delegato di Sport e Salute, che ci disse – e me lo ricordo bene – ‘Abbiamo aumentato il budget perché abbiamo fatto un progetto esecutivo migliore per permettervi di giocare e allenarvi’. Ce ne siamo andati sapendo che al 99% avremmo giocato, quindi avevamo fatto una progettualità di squadra e di futuro tenendo conto di questo. Non avremmo avuto il sold out, ma avremmo avuto una presenza di pubblico tale da permetterci una sostenibilità. Il 29 settembre questo è venuto meno e vengono meno gli sponsor, il botteghino, non ci sono abbonamenti perché non c’è programmazione di pubblico e quindi la società ha seri problemi. In sintesi, noi siamo disponibili ad andare a Massafra o dove si ritiene opportuno, se qualcuno ce ne dà la possibilità. Certo, non potevamo pensarci noi: non è che il Taranto Calcio può costruire uno stadio per andare a giocare. Tuttavia, c’è da dire che noi una proposta già un anno e mezzo fa l’avevamo fatta in previsione. L’unica cosa che potevamo fare era stipulare una convenzione con una struttura: abbiamo fatto la convenzione con Faggiano per avere una zona tranquilla dove allenarci, sperando che potesse essere reso agibile o migliorata quella struttura. Ma non ci sono fondi; certo, non possono essere fondi privati su una struttura pubblica, è impensabile. C’è una procedura amministrativa adeguata.”
Trattative: “Se qualcuno si è avvicinato, si è avvicinato anche attraverso me, ma non direttamente. Io sono abituato a rispondere per ciò che è a mia conoscenza; ciò che non so, non posso riferire. So, ed è a mia conoscenza, che non ci sono state trattative nell’ultimo periodo in corso.”
Scoramento presidente Giove: “Il presidente Giove ci tiene tantissimo ai colori rossoblù, e questo non può negarlo nessuno, sia chi ha giudizi negativi sia chi ha giudizi positivi. Scoramento ne ha avuto tanto per i molti eventi accaduti, ma voi potete immaginare come siamo andati a letto dopo l’incendio della curva sud, dopo aver vinto quella partita, e dopo quanto è successo. Grazie a Dio, non è successa una strage. Quello è stato un momento di scoramento: Il fatto di aver giocato fuori e di aver giocato a porte chiuse ha segnato momenti difficili, ma il presidente Giove ha continuato. Momenti di scoramento ce ne sono stati tanti: vedersi arrivare multe salatissime per arretrati è stato scoraggiante, ma siamo andati avanti. Il direttore vi ha detto: “Io sono venuto qui per dare stabilità e continuità, finalizzate a traghettare questa società verso la vendita”. Questo significa che la proprietà ha comunicato al direttore, e anche a me, l’intenzione di vendere, e lo stiamo dichiarando. Anche Massimo Giove lo ha dichiarato nel momento in cui ha dato le dimissioni da presidente. Con senso di responsabilità, ha chiamato il direttore Fabrizio Lucchesi per dare continuità, anche in vista della vendita, perché se si abbandona una squadra di calcio a se stessa, il suo valore diminuisce. È stato quindi nel suo interesse, ma anche nell’interesse del suo affetto verso il Taranto. A me ha chiesto: “Cosa vuoi fare?” e io ho risposto: “Se hai bisogno di me, io resto”. Anche perché gli amici e le persone con cui hai condiviso momenti di felicità, come la promozione in Serie C dopo anni, non si abbandonano. Anche se stanno attraversando un periodo non felice, si sta vicini agli amici. E io gli ho detto: “Massimo, sono un professionista, ma sono anche un tuo amico. Pertanto, se mi chiedi di rimanere, io non rassegno le dimissioni”. Sarebbe stato facile oggi dimettersi, ma chi ha a cuore la città e i suoi colori, e dentro di sé ha i valori dell’amicizia e dell’onestà, non abbandona le persone in difficoltà; continua, ci mette la faccia e affronta le sfide con coraggio.
Compattare l’ambiente: Io credo che, attraverso il parlare chiaro, il dire la verità, la trasparenza e il dialogo, chiunque, se ha bisogno di sapere qualcosa, possa trovare in me una persona disponibile. Non ho necessità di trovare compromessi perché non serve: il Taranto appartiene alla città. Io sono un tecnico, non un direttore ordinario; quindi, sono a servizio di questa causa, non ne sono l’attore protagonista. Attraverso il dialogo, la chiarezza e la disponibilità, penso che siano questi gli strumenti con cui posso parlare con tutti. Naturalmente, le istituzioni sono indispensabili, sia per un atto dovuto sia perché la risoluzione di molti dei nostri problemi passa attraverso un’attività congiunta, probabilmente non solo di una, ma di più istituzioni. Io mi auguro e spero di essere giudicato per tutto: discutete se sbaglio un calciatore o se prendo una cantonata, ma ciò che dico e ciò che faccio sarà ispirato alla massima sincerità e trasparenza. Da questa dottrina se ne esce solo così: se cominci a non dare risposte o a darne di evasive, non se ne esce. Piano piano, vedrai che le persone capiranno.
PEC del Comune: La decisione del presidente è nata ed è emersa chiaramente da un crescendo di situazioni. Noi siamo partiti da alcune certezze che, a un certo punto, sono venute meno. Ritornando a quel bellissimo pomeriggio, dopo un’attesa di un’ora e mezza, abbiamo partecipato a un tavolo tecnico, dove ci è stato detto che avremmo giocato. Ce ne siamo andati e ho chiamato il presidente, dicendogli: “Presidente, ci hanno assicurato. Il ministro sopra il ministro non c’è niente. Il ministro ci ha detto che avremmo giocato”. Quindi Massimo Giove ha programmato in tal senso, investendo soldi che sarebbero dovuti uscire da lì a poco. Perché li avrebbe dovuti spendere? Cosa è accaduto a Foggia? Foggia ha programmato, ha fatto 8000 abbonamenti, ha avuto moltissime sponsorizzazioni e si è pagata la stagione.
Status della società: Se noi siamo qui, domani mattina non falliamo. Io faccio l’avvocato, non il commercialista; per quanto conosco, e per ciò che è a mia conoscenza, non ho accesso diretto alla contabilità e ai bilanci, ma ritengo che se siamo qui e il direttore ha accettato questo incarico, solo un folle può accettare un incarico se la società fosse sul punto di fallire. I canoni e i criteri per un fallimento sono ben definiti dalla legge, quindi, se mi chiedi se dal punto di vista formale il Taranto si trova in una situazione fallimentare, al momento non mi risulta e non c’è, altrimenti non saremmo qui a disporre ciò che il direttore sta disponendo. Il calcio muta, sia chiaro; il calcio si evolve, non è più quello di 30, 40 anni fa, e neanche quello di 10 anni fa. Il calcio è cambiato, soprattutto dopo il Covid. Io dico che alla guida delle società, così come di diversi contenitori sociali, ci vogliono forze giovani con esperienza. Riuscire a fare sintesi e avere forza giovane ed esperienza non è da tutti. Noi abbiamo ritenuto di trovare queste qualità nel direttore Lucchesi.














