Come riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, Nicola Canonico, presidente del Foggia Calcio da quasi tre anni, ha testimoniato davanti alla Procura di Bari e Foggia un quadro inquietante di intimidazioni e pressioni mafiose volte a costringerlo a cedere la società. Dall’8 gennaio 2024, quando un chilo di esplosivo venne lasciato accanto all’auto del figlio Emanuele, vice presidente del club, al susseguirsi di minacce tramite fucilate, incendi e post denigratori sui social, la gestione del Foggia è stata segnata da un clima di terrore.
L’inchiesta punta il dito contro Marco Lombardi, arrestato lo scorso maggio insieme ad altri soggetti, ritenuto l’ideatore di una doppia strategia: da un lato intimidazioni mafiose dirette a calciatori, dirigenti e tifosi, dall’altro una campagna pubblica per screditare Canonico, accusato ingiustamente di cattiva gestione. Canonico ha raccontato di aver incontrato Lombardi per la prima volta circa due anni e mezzo fa, senza comprenderne il ruolo, fino a scoprire poi i suoi precedenti penali e ad allontanarlo dagli ambienti societari.
Nonostante le minacce e le offese, Canonico ha mantenuto la linea della trasparenza e ha deciso di mettere in vendita il club, in cerca di un acquirente serio e affidabile per garantire il futuro del Foggia. “Questo è l’ultimo anno che presiedo la società”, ha dichiarato nel corso dell’interrogatorio, sottolineando il peso emotivo e personale di una situazione che ha coinvolto anche la sua famiglia.














