Una piccola storia, ma un enorme segnale di abbandono.
Sette uomini che ogni notte presidiano la stazione di Taranto-Galeso e quella di Martina Franca controllano i binari, verificano la sicurezza delle infrastrutture, effettuano ronde e svolgono attività di prevenzione contro atti vandalici in stazioni spesso lontane dai centri urbani e, quindi, esposte a ogni tipo di rischio.
Lavoratori e, per certi aspetti, cittadini invisibili. Grazie a un contratto d’appalto riescono a portare a casa circa 800 euro al mese, trascorrendo le giornate a recuperare le energie dopo il turno notturno e tornando, ogni sera, accanto a quei binari.
In cambio di quel lavoro ricevono appena la possibilità di pagare un affitto e le bollette.
«Parliamo di esperti in sopravvivenza – dichiara Daniele Simon, segretario generale della FILCAMS CGIL di Taranto – che Ferrovie del Sud Est, solo pochi giorni fa, ha deciso di cancellare, rescindendo il contratto d’appalto con le aziende che, nelle province di Taranto, Brindisi, Lecce e Bari, si occupavano di questo servizio. Sono sette lavoratori e sette famiglie in provincia di Taranto e altre 28 distribuite nelle altre province pugliesi».
Secondo il sindacato, Ferrovie del Sud Est avrebbe interrotto il rapporto con le aziende Co & Co e CSF, che per anni hanno garantito il servizio di guardiania.
«Tutti a casa, alla faccia della profonda crisi che attraversa il territorio, ignorata da un’azienda pubblica del Gruppo Ferrovie dello Stato che si occupa della mobilità all’interno della regione Puglia – prosegue Simon –. È un termometro che misura non solo la perdita di occupazione, ma anche la temperatura gelida che siamo costretti a registrare rispetto alla sensibilità sociale con cui vengono assunte decisioni improvvise che hanno un impatto diretto sulla vita delle persone».
Per la FILCAMS CGIL, la vicenda si inserisce in un quadro più ampio di ridimensionamento dei servizi nel Mezzogiorno.
«Mentre Ferrovie dello Stato continua a tagliare traffici e collegamenti nel Sud Italia e a Taranto in particolare, decide di infliggere ulteriori colpi riducendo anche gli appalti e colpendo lavoratori già fragili. Su questo fronte, come CGIL, stiamo rafforzando il nostro impegno attraverso la proposta di legge di iniziativa popolare dedicata proprio al settore degli appalti», aggiunge il segretario generale della FILCAMS di Taranto.
La vertenza che coinvolge complessivamente 35 lavoratori pugliesi impiegati nei servizi di guardiania delle stazioni FSE è ora approdata anche in Regione Puglia.
«Come organizzazioni sindacali regionali di categoria abbiamo già coinvolto Arpal Puglia e la Task Force regionale per l’occupazione – conclude Simon –. Chiediamo un intervento dell’assessore regionale ai Trasporti e dell’assessore regionale alle Politiche per il Lavoro. È necessario attivare le clausole sociali e avviare finalmente un percorso di responsabilità verso un territorio che non può permettersi di perdere neppure un solo posto di lavoro».
Nel frattempo, da oggi 31 maggio, per questi lavoratori è arrivato il licenziamento e la conseguente perdita dell’occupazione.














