di Matteo Di Castri
Una visita a Taranto tra sport, infrastrutture e ricordi azzurri per Gianluca Zambrotta, campione del mondo con l’Italia nel 2006. L’ex terzino della Nazionale è intervenuto ai microfoni di Due Mari TV in occasione della sua presenza in città per i XX Giochi del Mediterraneo, soffermandosi sulla qualità degli impianti realizzati e sulle prospettive sportive del capoluogo ionico.
Proprio dai Giochi è partito il commento dell’ex azzurro, che ha avuto modo di conoscere da vicino alcune delle strutture che ospiteranno le competizioni.
«Abbiamo avuto la possibilità di vedere le strutture sportive. Sono eccezionali e credo che Taranto abbia fatto un grande lavoro. Complimenti alla città per i Giochi e per quello che stanno facendo», ha dichiarato Zambrotta, evidenziando la qualità degli interventi realizzati in vista dell’appuntamento internazionale.
Particolarmente positiva anche l’impressione suscitata dal nuovo stadio Erasmo Iacovone, completamente rinnovato proprio in occasione dei Giochi.
«È uno stadio all’avanguardia, strepitoso. Poche città hanno la possibilità di averne uno così e si spera che Taranto nei prossimi anni possa tornare nel calcio che conta», ha sottolineato l’ex campione del mondo.
Un auspicio che guarda dunque anche al futuro del calcio rossoblù. La città dispone oggi di un impianto moderno e di un patrimonio di strutture sportive profondamente rinnovato, elementi che potrebbero rappresentare una base importante per rilanciare l’intero movimento.
Nel corso dell’intervista non è mancato, infine, un riferimento alla Nazionale italiana e alle difficoltà attraversate negli ultimi anni, con la mancata qualificazione agli ultimi tre Mondiali.
«Ci vuole tempo. È un progetto a lungo termine, non si può fare dall’oggi al domani. Fa male non vedere la Nazionale per tre Mondiali di fila, ma si sta vedendo una ventata di cambiamento», ha spiegato Zambrotta.
Dal presente di Taranto al futuro dell’Italia, il messaggio dell’ex terzino azzurro resta dunque legato a concetti come programmazione, pazienza e investimenti. Le basi, secondo Zambrotta, sono fondamentali per costruire un percorso capace di riportare lo sport ai massimi livelli.














