Il ritorno sul ring di Irma Testa non poteva avere epilogo migliore. La pugile campana ha conquistato la medaglia d’oro nei 57 kg ai Giochi del Mediterraneo Taranto 2026, coronando con un titolo il percorso di rientro dopo due anni lontano dalle competizioni.
La campionessa di Torre Annunziata, portabandiera dell’Italia nella Cerimonia di Apertura allo stadio Erasmo Iacovone, ha completato un torneo di grande spessore. Dopo aver superato i quarti di finale senza combattere, grazie al walkover della serba Natalia Shadrina, Testa ha battuto in semifinale la montenegrina Bojana Gojkovic con verdetto unanime, 5-0.
In finale, la sfida contro la francese Amina Zidani è stata combattuta fino all’ultimo colpo, ma la decisione dei giudici ha premiato l’azzurra, vittoriosa con il punteggio di 3-2.
Un oro che per Testa assume un significato particolare, soprattutto considerando il lungo periodo di lontananza dal ring.
«Era una medaglia che ci voleva, perché è il frutto di tanto lavoro e significa che siamo nella direzione giusta», ha raccontato la pugile al termine dell’incontro. «È un successo molto importante, non solo per me, ma per tutto il mio staff e per tutte le persone che in questi mesi hanno creduto di nuovo in me».
Testa ha poi ripercorso le difficoltà affrontate durante il periodo di stop. «Il percorso è stato difficile, venivo da un periodo di fermo e riprendere tutto non è stato semplice. Quando arriva una medaglia dopo un percorso del genere, però, ha un valore ancora più grande, perché significa che l’hai conquistata sul campo».
Dopo due anni lontana dall’attività agonistica, l’azzurra aveva scelto di dedicarsi all’insegnamento e aveva persino appeso i guantoni al chiodo. Il ritorno alle competizioni, dunque, rappresentava una scommessa. «Tornare e farlo con una medaglia d’oro in un evento importante è il segno che posso ancora raggiungere grandi risultati», ha sottolineato.
Un successo che si lega anche al ruolo simbolico ricoperto nella cerimonia inaugurale. «Pensavo anche: “Che figura se la portabandiera esce fuori e non prende la medaglia”. Invece ce l’ho fatta. Portare una medaglia d’oro è un bel ringraziamento a un’Italia che ha creduto in me».
La campionessa ha infine promosso a pieni voti l’organizzazione della manifestazione: «È stata impeccabile, perfetta. Una manifestazione bellissima. Per il mio sport è un momento molto importante».
Gemini: «Sudore e sacrificio ripagano sempre»
La giornata d’oro del pugilato italiano ha visto protagonista anche Melissa Gemini, capace di conquistare il titolo nella propria categoria.
«A questa bellissima medaglia, che è stata molto sudata, ho dedicato una preparazione molto importante. Finalmente i risultati, quelli belli, iniziano ad arrivare. Questo vuol dire che sudore e sacrificio ripagano sempre», ha spiegato l’azzurra.
Gemini ha voluto condividere il successo con tutte le persone che l’hanno accompagnata nel percorso di preparazione: «Ringrazio il mio team, che è stato, come al solito, sempre presente curando ogni aspetto della preparazione, e i miei maestri, che sono stati dei pilastri nel mio angolo».
Un ringraziamento speciale anche alla famiglia e allo staff azzurro, «che mi è sempre stato di supporto».
Guidi Rontani e la centesima medaglia azzurra
Una pagina speciale l’ha scritta anche Gabriele Guidi Rontani, oro nei 70 kg, autore del successo che ha consentito all’Italia di tagliare il traguardo simbolico delle 100 medaglie a Taranto 2026.
«Sono contentissimo che il mio oro sia la centesima medaglia dell’Italia Team a Taranto 2026. Per la mia nazione vuol dire tanto», ha dichiarato il pugile azzurro.
Un momento indimenticabile anche per il sostegno ricevuto dal pubblico tarantino: «È stata un’emozione unica, è stato bellissimo vincere qui. Ringrazio il pubblico per la forza che mi ha dato».
Ma l’oro di Taranto non rappresenta per Guidi Rontani un punto d’arrivo. Lo sguardo è già rivolto al prossimo grande obiettivo: «Le qualificazioni olimpiche. Daremo il meglio».
Aboudou Moindze, oro francese nei +90 kg
Tra i protagonisti del torneo di pugilato anche il francese Djamili Dini Aboudou Moindze, vincitore della medaglia d’oro nei +90 kg.
Per il pugile transalpino si tratta della terza partecipazione ai Giochi del Mediterraneo e di un successo arrivato dopo due precedenti eliminazioni in semifinale.
«Questa medaglia d’oro rappresenta tutto il lavoro svolto nel corso di molti anni», ha raccontato Aboudou Moindze, ricordando anche il periodo successivo alle Olimpiadi di Parigi 2024, caratterizzato da una lunga pausa e da problemi fisici.
La semifinale disputata a Taranto è stata soltanto il suo secondo incontro dopo lo stop. In finale ha affrontato il turco Berat Acar, riuscendo a imporsi grazie alla capacità di reggere il confronto fisico.
«Sapevo che era un pugile molto fisico. L’ho battuto al suo stesso gioco. Ho tenuto duro fisicamente nell’ultimo round e sono riuscito a conquistare questa medaglia».
Il pugilato si conferma così una delle grandi discipline protagoniste di Taranto 2026, regalando all’Italia una giornata memorabile e contribuendo in maniera decisiva alla straordinaria corsa degli azzurri nel medagliere.














