La CISL Funzione Pubblica del Comune di Taranto esprime forte preoccupazione per la persistente mancata sottoscrizione del rinnovo del contratto collettivo nazionale 2022-2024 per il personale delle Funzioni Locali. Una situazione che appare ancor più ingiustificata alla luce delle intese già raggiunte in altri comparti della Pubblica Amministrazione, come la Sanità e le Funzioni Centrali. A denunciarlo è Fabio Ligonzo, Segretario Aziendale CISL FP di Taranto.
«Questa impasse è grave – dichiara Ligonzo – se si considerano i dati che mostrano come la Pubblica Amministrazione italiana sia oggi la più “leggera d’Europa”, con una spesa per il personale significativamente inferiore alla media UE». Un quadro che smentisce la retorica di una PA pletorica, evidenziando invece i danni prodotti da anni di tagli strutturali.
Il rafforzamento amministrativo, considerato essenziale per il funzionamento della macchina pubblica e per l’attuazione del PNRR, fatica a concretizzarsi. «Il Comune di Taranto, ad esempio, ha assunto 266 unità negli ultimi cinque anni – spiega Ligonzo – ma queste non sono bastate a compensare pensionamenti e cessazioni. Oggi l’organico è sotto del 50% rispetto al fabbisogno reale». Il risultato è una drastica riduzione nella qualità e quantità dei servizi offerti ai cittadini e un aumento insostenibile dei carichi di lavoro per il personale rimasto in servizio.
A tutto ciò si aggiunge il mancato rinnovo contrattuale, bloccato per l’assenza di risorse aggiuntive, che impedisce adeguamenti salariali già ampiamente erosi dall’inflazione. «Non solo i lavoratori perdono potere d’acquisto – prosegue Ligonzo – ma rischiano di vedere posticipati al 2026 gli effetti del rinnovo, anche in caso di chiusura rapida della trattativa, a causa dei tempi tecnici di certificazione».
La CISL FP ha confermato a livello nazionale la piena disponibilità a proseguire il confronto per migliorare le condizioni normative del personale e avanzare rivendicazioni fondamentali: unificazione dell’area educativa e scolastica, superamento dell’Area Operatori, rimborso dei contributi agli ordini professionali, riconoscimento dei tempi di vestizione.
«Da Taranto, città che rappresenta oggi un modello virtuoso nell’utilizzo delle risorse del PNRR e del Just Transition Fund, rilanciamo un appello al governo e all’ARAN: riprendere subito il negoziato. È indispensabile raggiungere in tempi brevi un’intesa che garantisca dignità, riconoscimento economico e tutela normativa a chi, ogni giorno, rappresenta il primo presidio dello Stato nei territori e risponde con professionalità crescente alle richieste della collettività», conclude Ligonzo.













