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Taranto, l’assessore Cataldino: «Serve unità e coraggio per difendere il futuro della città»

Foto Cronache Tarantine

Kyma Ambiente, Cataldino replica sulle contestazioni per la nomina di Nacci

L’assessore alle Aziende Partecipate interviene dopo la segnalazione all’Anac del consigliere Luca Lazzaro: «Nessun blocco nell’accesso agli atti. Le procedure sono state svolte nel rispetto della normativa»

La vicenda relativa alla nomina dell’amministratore unico di Kyma Ambiente, l’ingegnere Gaetano Nacci, approda sul terreno del confronto istituzionale. Dopo le dichiarazioni diffuse a mezzo stampa e la segnalazione trasmessa all’Autorità nazionale anticorruzione dal consigliere comunale Luca Lazzaro, interviene l’assessore alle Aziende Partecipate Gianni Cataldino, con l’obiettivo dichiarato di ricostruire i passaggi della vicenda e chiarire gli aspetti sollevati dall’esponente dell’opposizione.

Il punto centrale della replica riguarda soprattutto l’accesso alla documentazione relativa alla nomina e i tempi con i quali la richiesta di atti è stata evasa. L’Amministrazione comunale respinge l’ipotesi di un mancato riscontro o di un ostacolo alla trasparenza, sostenendo che la tempistica sia stata determinata semplicemente dai necessari passaggi amministrativi.

L’accesso agli atti e la questione della tempistica

Cataldino parte proprio dalla sovrapposizione temporale che, secondo la sua ricostruzione, avrebbe caratterizzato gli ultimi sviluppi.

«Sul tema dell’accesso agli atti e del lamentato mancato riscontro – spiega l’assessore – occorre evidenziare una sovrapposizione temporale nei fatti».

Il riferimento è alla giornata del 7 settembre, quando il consigliere Lazzaro ha comunicato pubblicamente di aver trasmesso la propria segnalazione all’Anac. Nella stessa giornata, secondo quanto riferito dall’assessore, l’amministratore unico di Kyma Ambiente avrebbe firmato digitalmente la nota di riscontro, disponendo contestualmente la trasmissione integrale della documentazione richiesta ai sensi dell’articolo 43 del Testo unico degli enti locali.

La tesi dell’Amministrazione è dunque che non vi sia stato alcun blocco dell’iter e che non sia mai esistita la volontà di negare l’accesso alla documentazione. I tempi, secondo Cataldino, sarebbero invece dipesi dalle normali procedure di lavorazione degli uffici.

Tra gli atti messi a disposizione vengono indicati il curriculum vitae dell’ingegner Nacci, il verbale relativo alla nomina e le dichiarazioni previste dalla normativa in materia di inconferibilità e incompatibilità.

La verifica dei requisiti

Un secondo elemento della replica riguarda la regolarità della nomina sotto il profilo normativo.

L’assessore sostiene che l’Amministrazione comunale e la società abbiano effettuato le necessarie verifiche preventive prima del conferimento dell’incarico. Il riferimento è al decreto legislativo 39 del 2013, che disciplina le ipotesi di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi presso le pubbliche amministrazioni e gli enti controllati.

Secondo la ricostruzione fornita da Cataldino, la semplice presenza di incarichi ricoperti dall’ingegner Nacci in altre realtà societarie non sarebbe, di per sé, sufficiente a determinare una condizione di incompatibilità. Sarebbe infatti necessario che ricorressero specifici presupposti ostativi individuati dalla legislazione vigente.

Nel fascicolo relativo alla nomina, sottolinea l’assessore, sono inoltre presenti le prescritte dichiarazioni sull’insussistenza di cause di inconferibilità o incompatibilità, con riferimento agli articoli richiamati dalla normativa.

Il nodo dei potenziali conflitti di interesse

Un altro capitolo della discussione riguarda l’eventuale esistenza di conflitti di interesse derivanti dai rapporti tra Kyma Ambiente e le altre società menzionate nella segnalazione.

Anche su questo punto la posizione dell’Amministrazione è netta. Cataldino evidenzia che, sulla base delle verifiche effettuate, non risultano elementi tali da attestare l’esistenza di rapporti commerciali o contrattuali tra Kyma Ambiente e le altre società citate.

«Non risultano né sussistono elementi che attestino conflitti di interesse o rapporti di natura commerciale e contrattuale tra Kyma Ambiente e le altre società citate», è la posizione espressa dall’assessore.

Una precisazione che punta quindi a separare il tema della presenza di eventuali incarichi esterni da quello, distinto e più specifico, dell’esistenza di rapporti economici o contrattuali potenzialmente idonei a generare un conflitto di interesse.

L’Amministrazione: «Pronti a collaborare con l’Anac»

Sul fronte della segnalazione all’Autorità nazionale anticorruzione, Cataldino sceglie una linea improntata alla disponibilità istituzionale.

L’Amministrazione comunale, spiega l’assessore, prende atto con serenità dell’iniziativa assunta dal consigliere di opposizione, riconoscendola come una delle prerogative proprie delle forze di minoranza nell’ambito delle attività di controllo.

Nessuna contrapposizione, dunque, nei confronti dell’Anac. Al contrario, Palazzo di Città e i vertici di Kyma Ambiente si dichiarano disponibili a fornire all’Autorità ogni eventuale chiarimento o ulteriore documentazione che dovesse essere richiesta.

La posizione espressa dall’assessore è quella di una piena fiducia nella correttezza delle procedure adottate: l’Amministrazione, infatti, afferma di essere certa della regolarità e della trasparenza dell’iter seguito per il conferimento dell’incarico.

Il futuro di Kyma Ambiente sullo sfondo della polemica

La discussione sulla nomina di Nacci si inserisce, nel frattempo, in una fase particolarmente delicata per Kyma Ambiente. La società pubblica è impegnata in un percorso che riguarda contemporaneamente il risanamento della propria situazione finanziaria e la riorganizzazione dei servizi di igiene urbana sul territorio cittadino.

È proprio questo il punto sul quale Cataldino invita a concentrare l’attenzione. Secondo l’assessore, il confronto politico e istituzionale deve continuare, ma mantenendo un equilibrio che consenta all’azienda di affrontare le proprie criticità senza ulteriori elementi di destabilizzazione.

Il tema non riguarda soltanto i conti della società, ma anche la qualità e l’efficienza dei servizi destinati ai cittadini e, parallelamente, la tutela dei lavoratori impegnati nel settore dell’igiene urbana.

«Nessuna ombra sul percorso di rilancio»

La replica dell’assessore si conclude quindi con un appello alla responsabilità istituzionale. La richiesta è quella di evitare che il confronto sulla nomina dell’amministratore unico possa trasformarsi in un elemento capace di rallentare il percorso di riorganizzazione dell’azienda.

Per l’Amministrazione comunale, eventuali verifiche da parte dell’Anac rappresentano uno strumento previsto dall’ordinamento e, proprio per questo, vengono affrontate senza preoccupazioni. Allo stesso tempo, Palazzo di Città rivendica la correttezza delle procedure adottate e ribadisce la disponibilità a collaborare con l’Autorità.

La partita, dunque, resta aperta sul piano politico e istituzionale. Da una parte le richieste di chiarimento e controllo avanzate dall’opposizione; dall’altra le rassicurazioni dell’Amministrazione sulla regolarità della nomina e sulla trasparenza degli atti.

Al centro, però, resta la necessità di garantire a Kyma Ambiente una fase di stabilità. Il risanamento finanziario e la riorganizzazione dei servizi rappresentano infatti una sfida che coinvolge direttamente la città, i lavoratori e gli utenti.

Per Cataldino, la priorità è quindi evitare che il confronto politico produca «ingiustificate ombre» sul percorso di rilancio dell’azienda pubblica. Una posizione che ora dovrà confrontarsi con gli eventuali approfondimenti dell’Autorità e con il dibattito che inevitabilmente continuerà a svilupparsi nelle sedi istituzionali.

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