La sanità tarantina torna al centro del dibattito politico e istituzionale. A riaccendere i riflettori sulle condizioni degli ospedali e, in particolare, sulla situazione del personale è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Perrini, che definisce ormai «esplosiva» la situazione all’interno dell’Asl di Taranto.
Al centro della denuncia c’è soprattutto la carenza di organico, che secondo il consigliere starebbe mettendo sotto pressione l’intero sistema sanitario provinciale, con particolare riferimento ai pronto soccorso. Una situazione che, nella sua lettura, rischia di ripercuotersi tanto sulle condizioni di lavoro degli operatori quanto sulla qualità e sulla sicurezza dei servizi garantiti ai cittadini.
Perrini concentra inoltre l’attenzione sulla recente organizzazione dei turni dei medici radiologi, chiamati a prestare servizio su più presidi ospedalieri della provincia. Una modalità che, secondo il consigliere, sarebbe stata pianificata in maniera continuativa senza un adeguato confronto preventivo con gli operatori interessati.
La riorganizzazione dei turni dei radiologi
È questo uno dei punti sui quali Perrini chiede un intervento immediato. Il consigliere considera infatti inaccettabile trasformare una soluzione emergenziale in un modello organizzativo permanente.
«La situazione all’Asl di Taranto è ormai esplosiva – sostiene Perrini –. I pronto soccorso sono nel caos per via della drammatica carenza di personale che mette a dura prova medici e infermieri».
Secondo il consigliere regionale, la decisione di utilizzare i radiologi su più strutture della provincia comporterebbe continui spostamenti tra presidi appartenenti a Comuni differenti, anche durante le ore notturne. Una condizione che, nella sua valutazione, potrebbe aumentare ulteriormente il peso organizzativo e personale già sostenuto dai professionisti.
«Non è ammissibile che l’Azienda Sanitaria decida da un giorno all’altro di mandare i medici radiologi a coprire i turni in più ospedali della provincia, trasformando un’eccezione in un modello organizzativo stabile», afferma Perrini.
La richiesta è quindi quella di sospendere e rivedere immediatamente il provvedimento, aprendo un confronto con il personale e con le rappresentanze interessate.
Il nodo della teleradiologia
Accanto alla gestione dei turni, la questione sollevata dal consigliere regionale riguarda anche l’avvio della teleradiologia.
Perrini contesta l’ipotesi di procedere senza un regolamento aziendale che definisca in maniera chiara procedure, responsabilità e modalità operative. Il rischio indicato è quello di lasciare i professionisti privi di adeguate garanzie sul piano operativo e giuridico.
«A questo si aggiunge l’intenzione di far partire la teleradiologia senza un regolamento aziendale chiaro e senza strumenti adeguati, lasciando i medici scoperti sul piano legale e operativo», sostiene il consigliere.
Nel suo ragionamento viene inoltre richiamato il confronto con altre realtà sanitarie pugliesi, dove, secondo quanto affermato da Perrini, sarebbero già presenti protocolli più definiti.
Da qui la critica alla gestione tarantina: «Se in altre province pugliesi ci sono protocolli precisi, a Taranto si sceglie di procedere al buio».
«Medici già stremati da turni massacranti»
La questione organizzativa si intreccia, nella denuncia del consigliere, con quella più generale delle condizioni di lavoro del personale sanitario.
Il punto di partenza è la carenza cronica di organico. In una situazione già caratterizzata da turni particolarmente gravosi, l’introduzione di ulteriori spostamenti tra strutture potrebbe, secondo Perrini, aggravare una condizione che vede medici e infermieri già sottoposti a una forte pressione.
«I nostri medici sono già stremati da turni massacranti e vanno tutelati, non gravati da ulteriori disagi», afferma.
Per il consigliere regionale, il problema non può essere affrontato semplicemente redistribuendo il personale disponibile tra le diverse strutture. La questione, a suo giudizio, richiede invece un intervento strutturale sugli organici e sulle risorse destinate alla sanità pubblica.
La polemica sui tagli e il Piano Decaro
Perrini collega quindi la situazione del personale al tema delle prestazioni aggiuntive e delle liste d’attesa, chiamando direttamente in causa il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.
Secondo il consigliere, la riduzione delle prestazioni aggiuntive, sommata alla carenza di personale, sarebbe in contraddizione con gli obiettivi annunciati sul fronte dell’abbattimento delle liste d’attesa.
Il riferimento è agli impegni assunti da Decaro all’inizio del suo mandato, quando era stata indicata la possibilità di rendere visite ed esami maggiormente accessibili anche attraverso l’apertura dei servizi il sabato, la domenica e nelle ore notturne.
«Tra l’altro, i tagli delle prestazioni aggiuntive e la carenza cronica di personale contraddicono gli annunci del presidente Antonio Decaro sull’abbattimento delle liste d’attesa», sostiene Perrini.
Il ragionamento del consigliere è dunque politico oltre che sanitario: se l’obiettivo dichiarato è ridurre i tempi di attesa, sostiene, occorre garantire un numero adeguato di professionisti e strumenti organizzativi coerenti con questo obiettivo.
«I tagli non colpiscano il personale sanitario»
Perrini affronta anche il tema della razionalizzazione della spesa. La sua posizione è che eventuali interventi di riduzione dei costi non debbano ricadere sul personale sanitario, considerato il principale presidio del servizio pubblico.
«Se si devono fare tagli non si possono assolutamente colpire i medici e il personale sanitario, spina dorsale del servizio pubblico», afferma il consigliere regionale.
La proposta avanzata è quella di intervenire, eventualmente, su altre voci di spesa, con particolare attenzione alle consulenze esterne e a quelli che vengono definiti sprechi burocratici.
«I tagli si facciano altrove: si riducano le spese inutili, si eliminino le consulenze esterne e gli sprechi burocratici», è la richiesta.
Interrogazione urgente e tavolo istituzionale
La denuncia annunciata da Perrini è destinata ora a tradursi in un’iniziativa istituzionale. Il consigliere regionale ha infatti comunicato di aver predisposto un’interrogazione urgente indirizzata al presidente della Regione e all’assessore alla Sanità.
L’obiettivo dichiarato è chiedere chiarimenti sui provvedimenti adottati e sollecitarne la sospensione, in attesa di una verifica complessiva delle condizioni organizzative e delle esigenze dei diversi presidi.
Parallelamente, Perrini annuncia la richiesta di convocazione immediata di un tavolo istituzionale dedicato all’emergenza sanitaria tarantina.
L’intento è riportare il confronto su un piano più ampio, affrontando contemporaneamente la carenza di personale, l’organizzazione dei turni, la teleradiologia, le prestazioni aggiuntive e il tema delle liste d’attesa.
La richiesta di una strategia per Taranto
Al di là della singola vicenda dei radiologi, la questione posta dal consigliere regionale investe quindi il modello complessivo con cui viene affrontata la sanità nella provincia di Taranto.
La richiesta è quella di evitare che l’emergenza venga gestita attraverso soluzioni temporanee destinate poi a diventare strutturali senza un adeguato confronto. Per Perrini, la priorità deve essere quella di mettere gli operatori nelle condizioni di lavorare in sicurezza e, contemporaneamente, garantire ai cittadini servizi efficienti.
«Serve un confronto per garantire condizioni di lavoro dignitose agli operatori e servizi sicuri per i cittadini», conclude il consigliere.
Ora la questione passa dunque al confronto istituzionale. L’interrogazione annunciata e la richiesta di un tavolo dovranno verificare quali margini esistano per intervenire sull’organizzazione dei servizi e, soprattutto, come affrontare una carenza di personale che, secondo la denuncia di Perrini, rappresenta oggi uno dei nodi più delicati della sanità tarantina.














