Si è svolto a Roma, presso la sede di Unindustria, un incontro cruciale tra la direzione aziendale della neonata Divisione Aeronautica di Leonardo S.p.A. e le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm, insieme al coordinamento delle RSU. Ma le aspettative, soprattutto sul fronte del rilancio della Business Unit Aerostrutture, sono rimaste deluse: il confronto, giudicato “superficiale e provocatorio” dalla FIOM, si è chiuso senza risposte chiare sul futuro dello stabilimento di Grottaglie e sulla tenuta occupazionale.
Al tavolo, il capo della Divisione Aeronautica, Dott. Bortoli, ha illustrato le missioni delle due nuove BU nate dalla fusione tra le ex divisioni Velivoli e Aerostrutture. Ma nonostante le slide e i riferimenti alla collaborazione con Boeing, è mancato ogni cenno concreto a quei progetti di diversificazione produttiva previsti dall’accordo sottoscritto il 24 luglio 2024.
Boeing resta l’unico cliente, scompaiono EuroMale e Supernal
Secondo quanto riferito dalla FIOM, l’azienda ha confermato la crescita graduale del programma B787, con un incremento del rate produttivo fino a 10 serie/mese entro il primo semestre del 2026. Ma nulla si è detto dei progetti che, nei mesi scorsi, erano stati prospettati come chiave per ridurre la dipendenza da Boeing: EuroMale, Supernal, Vertical. Questi programmi sono letteralmente “scomparsi” dalle slide e dai piani industriali, lasciando lo stabilimento di Grottaglie ancorato a una monocommittenza che desta preoccupazione.
Anche sull’annunciata joint venture “LBA Systems” e sulla presenza delle altre divisioni (Elettronica ed Elicotteri), l’azienda non ha fornito dettagli significativi, né ha aggiornato i sindacati sul potenziale ingresso del fondo sovrano saudita PIF.
Nessun rispetto per l’accordo del 2024, la FIOM accusa
“La direzione non ha rispettato l’accordo siglato lo scorso luglio – denunciano la RSU e la segreteria FIOM di Grottaglie – che prevedeva espressamente la diversificazione produttiva del sito anche attraverso la sinergia con la divisione elicotteri e la condivisione degli spazi”.
Anche l’accordo sulla partnership con Baykar, il colosso turco della difesa con cui Leonardo ha annunciato progetti sui droni, non trova ancora un’applicazione concreta per il sito pugliese: “L’azienda ha detto che ne riparlerà a settembre. Ma nel frattempo il tempo passa, e la preoccupazione cresce”.
La richiesta dei sindacati: rilanciare la BU Aerostrutture per salvare il Mezzogiorno
“Non è più tempo di annunci – afferma la FIOM – serve una discussione seria, puntuale, sito per sito, sulle attività produttive, sulle missioni e sulle prospettive concrete di rilancio. La BU Aerostrutture ha un valore strategico, sia per Leonardo che per il Mezzogiorno d’Italia. Non possiamo accettare che si riduca a una cenerentola del gruppo.”
La sigla sindacale ribadisce infine la sua ferma opposizione a scelte di carattere finanziario che, seppur vantaggiose per la multinazionale, potrebbero tradursi in gravi danni per l’occupazione e per l’intera filiera dell’indotto.













