L’idea lanciata dal commissario Ferrarese di una fondazione no profit a sostegno solo di basket maschile e calcio, appare, più che una azione a difesa dello sport locale, una attività settoriale, escludente e che rischia di penalizzare gli altri sport minori e le realtà locali che oggi rappresentano Taranto nei rispettivi campionati.
Basti pensare alla Prisma Volley nella pallavolo, al basket femminile, alla squadra maschile ed a quella femminile di calcio a 5, per rendersi conto che non è possibile un supporto allo sport tarantino che escluda tali realtà che oggi valorizzano Taranto.
C’è bisogno, invece, di un intervento strutturato, organizzato e trasparente verso tutto lo sport tarantino che già soffre della precarietà del tessuto economico imprenditoriale della nostra Provincia e che sarà ulteriormente penalizzato nei prossimi anni, visto i lavori legati ai Giochi del Mediterraneo, dalla impossibilità all’utilizzo delle strutture.
Riteniamo inoltre che il Commissario Ferrarese e gli enti da lui coinvolti, ossia Camera di commercio e Confindustria, seppur con un soggetto formalmente privato, non debbano raccogliere fondi pubblici e somme per sponsorizzazioni da grandi aziende del territorio, senza creare un meccanismo di sostegno organizzato attraverso avvisi pubblici e procedure trasparenti con individuazione di criteri super partes ed oggettivi.
L’impegno va quindi canalizzato verso forme di aiuto a tutte le società del territorio, sia verso quelle fallite per rivitalizzare quegli sport, ma anche verso chi con sacrifici ed impegno ha mantenuto alta la reputazione della città attraverso società corrette e virtuose.
Attenderemo gli esiti dell’incontro del 24 marzo tra Ferrarese ed i rappresentanti istituzionali del territorio per una valutazione più approfondita, intanto è doveroso ribadire che non è accettabile pianificare un sostegno allo sport tarantino che non coinvolga tutti gli sport e che escluda e non valorizzi i tanti operatori sportivi che oggi, con sforzi incredibili e spesso senza sostegno di nessuno, in questo territorio svolgono una importante e meritevole azione quotidiana che coinvolge centinaia di famiglie e ragazzi.













