Finisce nel migliore dei modi il 2020 del Taranto, che riesce ad espugnare, dopo 51 anni, il campo di Nardò con una vittoria per 1-0.
Mister Laterza, viste la tante assenze, decide di tornare al 4-3-3 con le novità Marino, Gonzalez e Mastromonaco.
La partita rimane sempre molto equilibrata e con poche occasioni; nel primo tempo il Taranto parte bene e riesce a trovare il vantaggio grazie ad un tiro dal limite dell’area di Matute. Dopo la rete però il Nardò si crea più pericoloso e gli ionici soffrono un pò senza riuscire a venire più in avanti.
Nella seconda frazione invece la gara si spegne, soprattutto il Taranto non riesce ad impensierire più di tanto la retroguardia avversaria, ma con bravura la squadra riesce a tenere il risultato fino alla fine.
Passando ai singoli: da elogiare Sposito che si fa trovare pronto in due occasioni, negli istanti finali invece compie un vero miracolo e salva la partita. Bene la difesa; Boccia e Caldore coprono e spingono in fase offensiva, anche Guastamacchia fa la sua ottima partita, infine Gonzalez parte male ma cresce col passare dei minuti.
A centrocampo Marsili fa una grande prestazione, Matute oltre il gol si dimostra ancora una volta un gran giocatore, bene anche Marino.
In avanti Mastromonaco parte molto bene, mentre nel secondo tempo, come tutta la squadra, si vede poco. Si può dire lo stesso di Abayian, che comunque fa da sponda e si sacrifica; il migliore in campo è però Falcone che non molla mai e cambia la partita con le sue giocate.
Ciò che contava era vincere, viste le pesanti assenze, contro una squadra che non subiva gol da 5 partite. Mister Laterza gestisce bene i suoi uomini e dimostra che questo Taranto ha più assi nella manica.
C’è anche da dire che non si è riusciti di nuovo a chiudere la partita e si è sofferto fino alla fine. Soprattutto nel secondo tempo il Taranto non ha creato occasioni da gol, bisogna migliorare sotto questo aspetto.
Bravi comunque i ragazzi che hanno dimostrato di avere una propria identità, alla fine è il risultato che conta. Da ora sarà necessario rimanere con i piedi per terra e non guardare la classifica, per non compromettere una strada che sembra davvero quella giusta.
Marco Mannino













