Una panchina tricolore per onorare la memoria delle vittime delle Foibe e dell’Esodo giuliano-dalmata. È questa la mozione depositata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia al Comune di Taranto, con prima firmataria la consigliera Tiziano Toscano, insieme al capogruppo Giampaolo Vietri e al consigliere Luca Lazzaro.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di commemorare gli italiani del confine orientale infoibati nel secondo dopoguerra e costretti ad abbandonare le proprie terre di Istria, Fiume e Dalmazia, nonché di ricordare la figura di Norma Cossetto, giovane studentessa istriana torturata e uccisa. Un gesto simbolico che richiama il significato del 10 febbraio, Giornata del Ricordo, istituita per conservare e rinnovare la memoria di una delle pagine più dolorose della storia nazionale.
Con l’eventuale approvazione della mozione, la Giunta comunale si impegnerà a predisporre una panchina tricolore in città, sul modello di quanto già avvenuto in numerosi capoluoghi italiani. L’azione si inserisce in continuità con una precedente iniziativa promossa dal capogruppo Vietri, che ha portato all’intitolazione a Taranto di una piazza ai Martiri delle Foibe e dell’Esodo Giuliano-Dalmata.
«Su queste stragi – afferma la consigliera Toscano – è calato il silenzio per troppo tempo, nonostante si tratti di nostri connazionali che è nostro dovere ricordare. Chiediamo alla Giunta di compiere questo gesto perché rappresenta un atto di memoria e di rispetto verso la nostra storia e verso chi è stato vittima di un odio disumano, che non dobbiamo dimenticare».
Secondo i consiglieri di Fratelli d’Italia, la memoria storica non può essere selettiva.
«Rendere omaggio alle vittime delle Foibe, agli esuli e alla tragica scomparsa di Norma Cossetto – sottolineano – significa riconoscere una pagina dolorosa della nostra storia nazionale e trasmetterne il valore alle future generazioni, affinché tragedie simili non si ripetano mai più. Ricordare è un atto doveroso anche per la comunità tarantina».
A concludere sono Toscano, Vietri e Lazzaro, che ribadiscono l’importanza di iniziative concrete capaci di trasformare la memoria in un patrimonio condiviso e duraturo.














