21^ giornata, ancora una volta martoriata dall’emergenza Covid – 19.
I match Casarano – gravina e Bitonto – Team Altamura sono stati rinviati a data da destinarsi e l’incontro clou si disputerà, in campo neutro, tra il Picerno e la Fidelis Andria.
Sul campo di San Gregorio Magno, in provincia di Salerno, nell’anticipo di sabato 6 alle ore 14.30, la formazione melandrina, affidata al nuovo tecnico Antonio Palo, cercherà di venire fuori da un periodo nero che ha costretto, la società picernese, ad esonerare Ciro Ginestra, il vate del nuovo calcio della società potentina e allenatore a cui erano stati affidati i mezzi per la risalta in serie C. Quale migliore occasione per l’esordio del neo tecnico e del nuovo staff se non la gara, big match, con l’Andria di Gigi Panarelli e della colonia “tarantina” (ultimo in ordine il portiere Francesco Stasi) per un match aperto, sicuramente, ai tre pronostici possibili, anche se sulla carta una leggera prevalenza spetterebbe ai lucani, più tecnici, qualitativi, d’esperienza e con la panchina più lunga.
Il Taranto, uno degli immediati in seguitori delle lepri della stagione, sarà di scena a Sorrento, sabato 6 marzo , ore 14.30, con la novità Corado, attaccante di razza prelevato dal Castrovillari (serie D – girone I) in cui in 14 presenze ha realizzato 8 reti. A Sorrento, nel match con il club da cui arriverà Evangelista Cunzi, i rossoblù partono per l’unico risultato possibile ed accettabile, ovvero la vittoria che consentirebbe di affrontare il successivo tour de force (appuntamenti ravvicinati, tra domeniche e infrasettimanali) che dovrebbe mettere alla prova la qualità fisica, tecnica e caratteriale della formazione di Laterza, quasi fosse un esame di laurea. I costieri sono in un momento di fase involutiva, tesi ad uscire dall’impasse che li costringe ad essere stazionari nella pancia della classifica e consci della forza degli ionici, tenteranno, verosimilmente di non perdere ed anche un pari sarebbe utile al mantenimento della categoria, tra l’altro ambizione divulgata dal Presidente dei rossoneri, ad inizio campionato. La partenza sprint è proprio servita a raccogliere quanti più punti possibili, poi, se fossero serviti per entrare in zona play off, sarebbero stati più graditi.
La momentanea capolista Nardò affronterà un match duro, il classico testa coda, con la Puteolana, in casa dei flegrei, affamatissimi di punti e rinfrancati dalla prova dell’Erasmo Iacovone, dove, sconfitta a parte, hanno mostrato forza, coraggio e buona tenuta difensiva che possono essere mostrate anche domenica, nei confronti dei neretini. Alla vigilia dovrebbe essere un match che dovrebbe arridere ai neretini, ospiti di riguardo per i napoletani, ma, di questi tempi, senza la massima attenzione, concentrazione e tensione nervosa, un leggero calo aprirebbe la porta ai fattori imprevisti che renderebbero arduo qualsiasi match, anche contro avversari non eccelsi.
A Venosa, palcoscenico in cui si esibisce il Lavello, la formazione di Zeman affronterà il Francavilla, di mister Lazic, disperato e sull’orlo del baratro, soprattutto per le due sconfitte di misura (2 a 3), con tanti goal realizzati, ma anche subiti, che, in questo momento, velocemente, stanno facendo scivolare la formazione sinnica, già da qualche settimana, dai play out alla zona retrocessione diretta. Sulla carta, Lavello ampiamente dominatore dell’incontro, ma il Francavilla, teso e carico di grinta, per una delle ultime campanelle che il campionato sta suonando per le formazioni in ritardo sui programmi più o meno ambiziosi e comunque spesso improntati al puro e semplice mantenimento della categoria.
Ad Aversa, sempre nel discorso della salvezza e mantenimento della categoria, si affronteranno i casertani del presidente Pellegrino ed i partenopei di Panico, in un match ad alto rischio per i deboli di coronarie, per un duello tipico di quelli da “mezzogiorno di fuoco” del Far West, per l’importante lotta alla sopravvivenza, in serie D, e scongiurare una discesa negli inferi dell’Eccellenza, campana, in questo caso. A Portici l’ambiente, spera che Maione e Prisco possano scardinare la munita difesa ospitante, soprattutto il motto sarà la conquista di un risultato positivo che possa continuare a far muovere la classifica, mentre gli ospitanti, saranno intenti alla conquista della posta piena, sul proprio terreno dove, in realtà, la formazione di De Stefano, allenatore dell’Aversa, sta costruendo la salvezza, intervallati, i risultati, da blitz esterni, assolutamente imprevisti che fanno dei casertani delle mine vaganti del campionato.
Cerignola – Molfetta, allo stadio Monterisi del centro ofantino, sarà la gara in cui i locali, avranno ancora una volta a disposizione uno dei loro idoli più amati, dal momento del ritorno in serie D, ovvero Nicola Loiodice, all’inizio dell’annata, sposo convinto del progetto Barletta, il club più anziano dei due, intento, nell’Eccellenza Puglia, a conquistare uno dei posti per l’accesso in serie D. Nel Centro della Disfida, l’addio di Loiodice non è stato preso molto serenamente, e varie sono state l’etichette apposte per la scelta di vita dell’atleta, ma di fronte ci sarà un Molfetta molto vitale reduce dal pirotecnico pareggio, interno, con il Bitonto (3 a 3), sintomo di vitalità e di continuità da adottare anche in trasferta. Un match, alla vigilia, da tripla, con predominanza di segno ics, poiché in fin dei conti un pareggio, accontenterebbe entrambe le formazioni.
La giornata si chiuderà con il derby adriatico tra Fasano e Brindisi, un incontro con connotati di disperazione, oltre a quelli di dramma, soprattutto per gli ospiti, in quanto De Luca, non sa quale sia l’alchimia giusta per consentire alla sua formazione di uscire dal campo, imbattuto, contrariamente a quanto accaduto nelle ultime settimane. I bianco azzurri ospiti stanno scivolando alquanto velocemente verso le posizioni di coda del campionato, scomode ai fini della permanenza e poltrone che indicano l’abbandono della serie D per l’Eccellenza, campionato strano, enigmatico e, spesso, da verdetti inaspettati.
In definitiva, questo turno di campionato potrebbe essere considerato interlocutorio, ma sicuramente potrebbe rafforzare determinate posizioni o aggravare situazioni già al limite del collasso.
Fabrizio Di Leo













