Abbiamo ascoltato per Giornale Rossoblù.it l’ex mediano del Taranto e del Latina Manolo Manoni in vista della prossima gara di campionato. Nella stagione 2005/2006 con la maglia del Taranto, Manoni subì un infortunio proprio nella gara contro il Latina, racimolando solo 7 presenze con la maglia rossoblù, ma nonostante la breve parentesi il mediano di rottura ha Taranto nel cuore considerando l’esperienza maturata la più importante della sua vita calcistica.
Di recente la sua ultima panchina è stata in quel di Pistoia alla guida della Pistoiese in Serie D ma è durata solo due partite, vuole dirci qualcosa in merito?
Ho maturato un profondo dispiacere nel lasciare Pistoia, in quanto considero la Pistoiese una piazza importante. In quella settimana ebbi l’offerta da ben tre squadre di Serie D ma le lasciai in coda in quanto vidi la Pistoiese una grossa opportunità. E’ stato proprio il D.S. Gianni Rosati a cercarmi e volermi alla guida del club, considerando l’ottimo lavoro svolto nella stagione precedente alla guida della Sambenedettese e per l’amicizia che ci lega da circa trent’anni. Esordii Sabato 28 Ottobre, vincendo 2 a 1 contro l’ SCD Progresso, il giorno dopo Rosati ebbe delle divergenze con il presidente e si arrivò alla conclusione di interrompere il rapporto lavorativo, alla seconda partita, giocata nel turno infrasettimanale dell’1 Novembre, perdemmo 2 a 0 contro l’Imolese in trasferta e dato il mio legame con il D.S. Rosati, la società decise di mandarmi via considerando di non essere mai stato una loro scelta. Nel frattempo continuo a tenermi aggiornato considerando le candidature per eventuali club, ma vorrei una squadra con una situazione societaria tranquilla dove si possa lavorare con serenità, anche se non è facile.
Nella Stagione 2005/2006 ha vestito la maglia del Taranto in Serie C2 conquistando la promozione in Serie C1 passando dai play-off vincendo la finale contro il Rende, cosa ricorda in particolare di quella stagione?
Ricordo che arrivai nel calciomercato di Gennaio e la classifica non sorrideva al Taranto per gli obiettivi che la società si era prefissata all’inizio della stagione. A Taranto stavo da Dio, porterò sempre nel cuore la città ed i colori rossoblù, pensi che la prima maglia che ho regalato a mio figlio è stata proprio la maglia del Taranto di quella stagione. A quel tempo impiegavi circa un’ora per concludere una passeggiata sul corso, la gente ti fermava ogni istante, poi il destino ha voluto che a Marzo ebbi un infortunio, proprio nella gara contro il Latina, e non riuscii ad avere continuità giocando solo 7 partite in stagione. E’ stato davvero un grosso dispiacere perché se non avessi subito quell’infortunio magari avrei avuto una carriera più longeva a Taranto. Iniziammo il girone di ritorno subendo tre sconfitte consecutive, non considerando l’ultima partita di andata contro la Viterbese persa per 1 a 0 al 92’. Dalla sconfitta contro il Vigor Lamezia in casa avemmo una reazione d’orgoglio arrivando a vincere sei partite consecutive, arrivando carichi allo scontro diretto contro il Gallipoli, riuscendo a pareggiare 0 a 0. Ricordo quel giorno gli spalti gremivano di gente, i circa 20.000 tifosi ci incoraggiarono e ci sostennero fino al fischio finale. Arrivammo ai play-off da protagonisti e con il vantaggio del piazzamento in classifica e i pronostici dalla nostra parte, partimmo male, anzi malissimo subendo una sconfitta per 3 a 1 contro il Melfi, ma non ci abbattemmo, avevamo l’entusiasmo e la consapevolezza che in casa, con il nostro pubblico, avremmo avuto la possibilità di ribaltare il risultato. Alla fine del primo tempo eravamo inchiodati sullo 0 a 0, non era facile segnare due gol, ma lo Stadio Iacovone era una bolgia, ci ha dato quella spinta necessarie per superare ogni limite, ed infatti vincemmo 2 a 0. Quella partita la vinse il tifo di Taranto. Arrivammo a giocarci la finale contro il Rende, pareggiammo 1 a 1 all’andata, ma sapevamo che al ritorno, in casa avremmo avuto a disposizione il pareggio o la vittoria che ci avrebbe consentito l’accesso in Serie C1 ma soprattutto il pubblico dalla nostra parte, il pullman impiegò circa un quarto d’ora nel percorrere il tragitto di 200 metri che ci avrebbe portato all’interno dello stadio, il viale era stracolmo di gente che acclamava i propri giocatori. Quel giorno diluviava, la partita era inchiodata sullo 0 a 0, comunque ci avrebbe promosso alla categoria superiore, al minuto 88 Vincenzo De Liguori si è inventato quel tiro rocambolesco con la sfera che ha assunto una traiettoria strana per infilarsi in rete, 1 a 0, partita in ghiaccio e lo Iacovone esploso di gioia in un tifo difficile da contenere, è stato fantastico! Nonostante la pioggia batteva forte non riuscivamo a sentirla e l’invasione di campo a fine gara è stata qualcosa di emozionate, qualcosa di indelebile che rimarrà a vita nel mio cuore. Quello che mi ha trasmesso Taranto, non me l’ha trasmesso mai nessuna piazza, anche se lo dico pubblicamente adesso a distanza di tanti anni, ma l’ho sempre pensato, infatti l’anno dopo feci tutto il precampionato con la squadra e mi mandarono via gli ultimi giorni di Agosto alla chiusura del mercato con destinazione Terni. Spero un giorno di tornare a Taranto da allenatore.
Da giocatore del Taranto cosa si prova ad indossare la maglia rossoblù?
A Taranto ci sono stato poco ma sono stati i mesi più belli della mia vita calcistica e ho nutrito amore per i tifosi e per l’affetto che la gente manifesta, soprattutto quando ebbi quel brutto infortunio, da quel momento sono riuscito a percepire e capire l’attaccamento dei tifosi nei miei confronti. La maglia del Taranto è pesante da indossare proprio per il suo passato calcistico, i tifosi sono legati alla squadra e a chiunque indossi la maglia rossoblù.
Mister Aldo Papagni e del presidente Gigi Blasi, che persone sono state per lei?
Mi vidi con il mister circa un anno e mezzo fa, quando allora allenavo il Castelfiardo, mi volle vedere dirigere l’allenamento. Aldo Papagni credo sia una di quelle persone che difficilmente si trovano nel mondo del calcio, è una persona squisita, oltre alle sua capacità tecniche di allenatore vanta competenza ma soprattutto ha la dote di riuscire a tirar fuori dai propri giocatori le qualità da ogni singolo, ha dei valori importanti che riesce a trasmettere al gruppo e proprio grazie queste capacità del mister, siamo riusciti a fare il salto di categoria con un gruppo formato da giocatori importanti dotati di grande personalità come Ambrosi, Deflorio, Di Domenico, Catania, Pastore, Caccavale, Prosperi, Gori, Mancini, De Liguori, Mignogna, Micallo; Aldo Papagni è riuscito a compattare il gruppo svolgendo un ottimo lavoro. Adesso il calcio è molto più schematico, si è persa la qualità e le squadre giocano più o meno tutte alla stessa maniera, credo che il Taranto dell’anno 2005/2006 promosso in serie C1, oggi vincerebbe ad occhi chiusi il campionato di Serie C. Gigi Blasi era un presidente che teneva molto alla squadra, quando acquistò il Taranto se ne occupò come se fosse una sua azienda, cercando di ottenere sempre il meglio, sicuramente aveva le sue entrate ma faceva gli interessi della squadra a differenza di presidenti che non centrano nulla con il calcio e acquistano le squadre solo per fare i propri interessi. Blasi delle volte era un vulcano ma ha ottenuto risultati importanti con la promozione in Serie C1 e sfiorò la Serie B perdendo la finale play-off contro l’Ancona. Ha investito tanto per la squadra ed è stato ricambiato dall’affetto e dal calore del pubblico.
Quale calciatore l’ha impressionata e che magari avrebbe meritato qualcosa di più dal calcio?
Quando ero un giocatore della Ternana mi impressionò molto per le sue doti calcistiche, Candreva, era appena diciottenne ma lo vedevo come un extraterrestre, infatti è arrivato dove doveva arrivare e pensi che poichè non voleva rinnovare il contratto con la Ternana, la società gli faceva i dispetti facendolo giocare con la Primavera o addirittura lo sostituiva a venti minuti dall’inizio della partita. Però un giocatore che mi ha impressionato particolarmente e che avrebbe meritato di più dal calcio, che sarebbe potuto essere un protagonista in Serie A è Andrea Deflorio. Andrea era impressionante, lo conoscevo solo attraverso i filmati e vedendolo in TV, avevo un debole per lui, avendolo poi come compagno di squadra ho avuto la conferma di che giocatore devastante fosse. Quando aveva la palla al piede non riuscivi a fermarlo, spesso ti lasciava sul posto, io che ero un mediano molto irruento, grazie a lui ho capito cosa significasse temporeggiare, con Deflorio dovevi giocare in questa maniera per cercare almeno di limitarlo.
Predilige il modulo 4-3-3, si ispira a qualche tecnico in particolare?
Tendo ad usare il 4-3-3 oppure il 4-3-1-2 ma ovviamente dipende dagli interpreti che hai a disposizione, ma a prescindere dal modulo mi piace un calcio aggressivo, propositivo e di verticalizzazione. Non tendo ad ispirarmi a nessun allenatore ma ci sono alcuni che mi piacciono, Ancelotti ad esempio credo sia il numero uno della gestione individuale, riesce sempre a trarre il meglio da ogni situazione, Mancini non mi fa impazzire come allenatore, Spalletti invece credo sia il migliore al momento, ciò che ho visto fare al Napoli l’anno scorso è stato qualcosa di meraviglioso, è riuscito a creare alchimia tra il gruppo, tante volte alleni delle squadre forti ma senza armonia tra di loro e spesso i risultati tendono a non arrivare, ma quel Napoli era come una fisarmonica, giravano tutti insieme allo stesso momento. Sembra che Allegri adesso sia l’allenatore peggiore di questo mondo solo perché non riesce ad esprimere il bel gioco, ma porta a casa i risultati e alla fine quello che conta sono proprio quelli. Ricordiamoci che tra cento anni si ricorderanno le squadre per ciò che hanno conquistato e non per il bel gioco.
Che giudizio esprime sul Taranto attuale del presidente Giove e mister Capuano?
Da quello che so il presidente Giove è una persona che non è vista proprio benissimo dalla tifoseria, ma i tifosi devono riconoscere che ha svolto e sta svolgendo un ottimo lavoro, è riuscito a riportare il Taranto tra i professionisti a distanza di anni e quest’anno grazie anche a mister Capuano sta facendo un ottimo campionato. Ai nastri di partenza non si poteva pensare che il Taranto occupasse questa posizione di classifica, seguo la squadra ed esprimendo un giudizio non mi sento di dire che occupa le posizioni di vertice in maniera casuale. Capuano ha costruito questa squadra con molta attenzione e sta ottenendo buoni risultati, gli va dato il merito di tutto ciò, anche perché non è facile contattare i club e trattare i giocatori, ma il mister vanta della sua esperienza e conosce la categoria meglio di chiunque altro.
Domani si disputerà il match tra Taranto e Latina, che partita si aspetta?
Sicuramente mi aspetto di assistere ad una bella partita, il Latina è una squadra ostica che sta disputando un buon campionato e vanta di continuità nel progetto affidato a mister Di Donato che siede in panchina dall’Agosto 2021. Il Latina è sulla falsa riga del Taranto, una squadra tattica al punto giusto. Il Taranto di mister Capuano invece, sicuramente non lascerà niente al caso e avrá la spinta del pubblico di casa che farà la differenza. Mi aspetto una partita aperta, il Taranto viene da una vittoria in casa per 1 a 0 contro il Monopoli, anche se sofferta e da un grande risultato sulla carta con il pareggio ottenuto ad Avellino. Mister Capuano vorrebbe ottenere un buon piazzamento in classifica prima della sosta natalizia, migliorandola ancor più, dando filo da torcere alle candidate al titolo. Mi azzardo ad esprimere un pronostico sul match e dico 1, vince il Taranto.















