Acclamato dalla tifoseria rossoblu per le sue giocate eclettiche, i suoi gol e la generosità in campo a servizio della squadra, oltre a una simpatia contagiosa. Sono queste le caratteristiche che “ la freccia nera” Robson Machado Toledo ha dimostrato con tutte le maglie che ha indossato tra serie A, B e C passando per l’appunto anche da Taranto nella stagione 2006-2007, compagine allenata da mister Aldo Papagni, una delle formazioni ioniche più forti degli ultimi vent’anni che sfiorò la promozione in serie B sfumata sul più bello nella semifinale di ritorno ad Avellino per effetto di un gol di Moretti a pochi istanti dal termine. Lo “Iacovone” ad ogni sua giocata si infiammava a tal punto che la curva nord gli aveva dedicato anche un coro. Abbiamo ascoltato Toledo ripercorrendo alcuni dei suoi momenti in riva allo Ionio concentrandoci anche su alcune tematiche attuali.
Ricordi fantastici: “Dell’esperienza a Taranto ho ricordi bellissimi e indimenticabili. Dispiace solo che a mio avviso sportivamente parlando quell’annata poteva andare meglio di come andò a finire, meritavamo molto di più. A volte purtroppo ci vuole anche un poco di fortuna e dopo la vittoria casalinga ad Avellino non fummo fortunati, subendo la rete dello svantaggio a pochi minuti dal termine. Quello fu un gol che se Moretti l’avesse provato altre cento volte non credo ci sarebbe riuscito.”
Gol nel derby :“In quell’anno siglai se non erro quattro reti ma quella più entusiasmante fu sicuramente quella contro il Foggia nel derby in casa vinto sotto la pioggia battente in uno stadio gremito. Ricordo tutta l’azione, partimmo in contropiede e ricevetti la sfera da Manuel Mancini e ho creduto in un tiro difficile che fortunatamente anche grazie al campo bagnato si insacco all’angolino basso. Anche con l’Ancona feci un gran gol e fui fortunato, poco prima sbagliai un gol facile ma poi sono stato bravo e fortunato in quell’azione a segnare dopo una bella serpentina. Con i compagni di quell’annata ci teniamo spesso in contatto, mi sento spesso con Zito, con Pastore, Cejas e il bomber De Florio.”
Taranto attuale: ”Ho la fortuna di avere come grande amico il direttore sportivo del Taranto Francesco Montervino con cui ci sentiamo anche per discorsi lavorativi legati al calcio. Sono bene informato sulle vicende del Taranto in più ho tanti amici in città. Lo scorso anno il Taranto ha raggiunto un meritatissimo traguardo per quello che ha fatto la presidenza, essere tornai al calcio che conta per una piazza come Taranto è gratificanti per tutti, tifosi e stampa compresi, sono contento.”
lavorare con calma: “Questo del girone C di lega Pro è un girone difficile, al calcio mi sono sempre approcciato alla stessa maniera, lavorando settimana dopo settimana. Conoscendo bene il direttore credo che anche Montervino stia cercando di trasmettere questa mentalità ai ragazzi perché è giusto che sia così. Ogni domenica ha una storia a se; sono certo che il direttore abbia scelto i calciatori giusti, adesso sta a loro dare disponibilità alla società e al mister per far vedere le loro qualità. Sono convinto che mister Laterza saprà come far fare il salto di qualità alla squadra. Laterza è un allenatore giovane con tanta voglia di fare, vanno messi i ragazzi della condizione migliore e lavorare senza pressione.”
Calcio diverso: “ Nel periodo in cui ho giocato io nel professionismo gli atleti dovevano essere già formati e pronti per giocare a certi livelli. Oggi invece con la quota under si vuole dare la possibilità ai giovani di emergere e la differenza la fanno le società che riescono a prendere quelli più bravi che ci sono in circolazione.”
Catanzaro-Taranto: “Quella calabrese è un’ altra piazza insieme a quella tarantina a cui sono molto legato. Il Taranto è una squadra che per quello che ho visto gioca a viso aperto, mentre il Catanzaro con Calabro in panchina è una squadra che studia di più l’avversario. Sarà una partita molto combattuta, Catanzaro non è un campo facile e in più bisogna considerare che è una società che da un paio d’anni gli manca sempre qualcosina. Ho visto che hanno già fatto diversi pareggi, vedremo come andrà il match spero che vinca la migliore, il mio cuore batte per entrambe.”
Affetto della gente: “Ricordò il coro che mi dedicò la curva dopo il gol con la Ternana e poi non hanno più smesso. Sono momenti bellissimi e indimenticabili, quando posso vengo con molto piacere a Taranto con la mia famiglia, mi sento a casa.”
No al razzismo: “Gli ultimi episodi verificatisi contro alcuni giocatori del Napoli non sono i primi e purtroppo non saranno gli ultimi, mi sono trovato anche io in certe situazioni. Purtroppo ogni giocatore reagisce e pensa a modo proprio. Una cosa alla quale a mio avviso va dato il giusto peso, io quando mi offendono per questo aspetto mi gaso ancora di più e mi metto magari a ridere per smorzare la tensione. Io ci rido sopra anche se il discorso mi tocca, credo che questo sia l’atteggiamento giusto. Il razzismo è questione di ignoranza e l’ignoranza va trattata con leggerezza.”
Fede davanti a tutto: “La fede mi ha sempre aiutato perché ho la consapevolezza di non essere perfetto, nella vita tutti sbagliamo; cerco di migliorarmi sempre. La parole di Dio è quella che mi da la forza nelle difficoltà lavorative o familiari. Questo mi sostiene e mi ha sostenuto nei momenti di difficoltà. Penso ai tanti amici calciatori che pensavo di avere ma col passare del tempo molti sono spariti; l’unico amico che ho sempre avuto è Dio. Non avendo i genitori vicino a qualcosa dovevo credere e ho preso Dio come punto di riferimento che ci indica la strada.”
Andrea Loiacono













