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| foto Blunote |
Una bandiera del Taranto sul campo prima e un fiero condottiero in panchina poi: parliamo di Enzo Maiuri che noi di GiornaleRossoBlu.it abbiamo sentito telefonicamente.
Buongiorno mister, come sta? In questo periodo è in cerca di un nuovo progetto per tornare ad allenare?
Sto bene grazie; non sto cercando una panchina perché credo che non sia il modo corretto di agire. Ho avuto alcune possibilità in estate di tornare ad allenare ma per un motivo o per un altro non abbiamo trovato un accordo. Per il resto, giro diversi campi anche di Lega Pro per aggiornarmi e visionare nuovi under.
Sicuramente starà seguendo la Serie D in generale e il Taranto in particolare. Le chiedo come vede il progetto Taranto, la dirigenza e l’ambiente?
Gli investimenti che sono stati fatti dalla società sono stati importanti; certo, vincere non è mai semplice ma credo che le credenziali ci siano tutte. Conosco il presidente Giove e lo reputo una persona seria. Per quanto riguarda l’ambiente, penso che la tifoseria paghi un poco lo scotto di alcune delusioni patite negli anni. Però a Taranto sia sa, basta piazzarsi anche temporaneamente tra le prime due che si riaccende la scintilla dell’entusiasmo.
Gli ionici sino a questo momento hanno tentennato un po’ in casa e vinto in scioltezza in trasferta. Può dipendere anche da una questione psicologica con i calciatori che soffrono la pressione dello Iacovone?
Sì, può incidere anche questa componente. Ricordo che nel periodo in cui allenavo il Taranto negli spogliatoi vedevo sulle facce dei più giovani troppa ansia di sbagliare. Alla fine il calcio è un gioco e non si può vivere come una “guerra”.
A proposito di scelte societarie, come giudica la scelta di esonerare mister Cazzarò dopo tre partite di Coppa Italia in favore di mister Panarelli?
Conosco personalmente sia Panarelli che Cazzarò e non discuto il valore tecnico dei due, però penso che la società abbia sconfessato un progetto tecnico da lei stessa voluto, mandando via un allenatore ancor prima che cominciasse il campionato. Questo secondo me, in generale e a prescindere dalla singola situazione, non è la maniera giusta di operare.
Che campionato sarà questo di Serie D? Si tratterà di un torneo equilibrato o simile a quello dello scorso anno, in cui una squadra come il Potenza farà da battistrada?
Penso che regnerà l’equilibrio; oltre al Taranto e al Cerignola ci sono tutte le squadre pugliesi che sono attrezzate per far bene. Penso al Bitonto, al Fasano, all’Altamura e al Gravina. Invece non vedo sullo stesso piano, ad esempio, il Sorrento. Sarà un torneo in cui le squadre di metà classifica daranno filo da torcere a tutti.
Che ricordo ha del Taranto da giocatore?
Ricordi bellissimi, ho disputato insieme ai miei compagni dell’epoca campionati di Serie B in cui ci siamo tolti belle soddisfazioni. Ricordo anche campionati disputati con alle spalle società fantasma in cui comunque riuscivamo a salvarci, ma questo fa parte del calcio. Purtroppo la mia esperienza da allenatore è durata troppo poco; resta il rammarico in quanto ho sempre fatto bene ovunque nella mia carriera ma, pazienza, nel nostro mestiere questo è all’ordine del giorno.
Le chiedo un pronostico su Taranto-Gragnano e Bitonto-Cerignola.
Penso che il Taranto non avrà problemi a vincere col Gragnano mentre nell’altra sfida vedo molto equilibrio. Il Cerignola ha sicuramente qualcosa in più, ma il Bitonto è reduce da una goleada in campionato e da una storica qualificazione in Coppa Italia in cui ha espugnato il San Nicola di Bari.
Andrea Loiacono













