di Domenico Ciquera
Questa mattina abbiamo avuto il piacere di intervistare Gianluca Torma, noto direttore sportivo che ha lavorato per tantissimi anni in Inghilterra, dove ha avuto l’opportunità di osservare l’enorme lavoro svolto nella valorizzazione dei giovani.
Stagione del Taranto: Stagione superlativa, è andata al di là di ogni più rosea aspettativa. Anche io, a inizio anno, ho sempre detto che il Taranto con mister Capuano avrebbe fatto qualcosa di importante. Era una squadra che poteva arrivare nei playoff, ma addirittura sul campo ha fatto 69 punti, è arrivata seconda. Quindi bisogna solo fare grandissimi complimenti alla squadra e a Capuano.
Parere sul Girone C: È un girone sempre difficile perché ci sono squadre, città e blasoni che spendono fior di milioni. È normale che, per quanto concerne l’aspetto qualitativo, io che guardo tutte le partite ho visto sempre partite difficili da affrontare e giocare, ma non con quella grossa qualità.
Formula Playoff: La formula dei playoff va rivista perché, comunque, alla fine le prime di ogni girone vanno su, ma l’altra esce da un filotto incredibile. Da tantissime squadre ne esce solo una e abbiamo visto che tutte le seconde hanno perso. Secondo me, stanno ferme per troppo tempo, quindi hanno il vantaggio di poter entrare già dai quarti, però poi questo è anche uno svantaggio perché, a livello di intensità e di allenamenti, allenarti per quasi un mese senza mai giocare può ridurre la concentrazione a livello psicofisico e ne possono risentire.
Favorita per la vittoria: Secondo me, vista anche la partita di ieri, il Vicenza potrebbe arrivare in fondo.
Step in più per il Taranto: Io penso che lo step principale, al di là del Taranto, sia quello di avere uno stadio di proprietà, avere un centro sportivo, cose che in Italia non vedo. Vedo all’estero dove hanno centro sportivo e stadio di proprietà. Le uniche società che lo fanno, e ieri è la dimostrazione, sono quelle che puntano sulla programmazione, la progettualità e l’investimento nello stadio e nelle strutture. L’Atalanta ieri ha dimostrato che si può fare calcio, soprattutto con un allenatore che sta da otto anni, ovvero Gasperini, e con una società che ha sostenuto le idee del tecnico e ha investito nelle strutture, nel settore giovanile e nello stadio di proprietà. Se non si fa questo, è difficile salire di categoria e avere quelle fondamenta forti che ti fanno poi rimanere.
Inghilterra: È stata una grandissima esperienza. Sono tre anni che lavoro con il Watford e ho visto grandi investimenti nelle strutture, negli stadi. Ho visto grandi investimenti del management, soprattutto nell’area scouting e nei giovani. Quindi si investe molto nelle risorse umane, cosa che in Italia, soprattutto moltissime società di Serie C, non fanno. Quindi, secondo me, il calcio italiano è indietro di moltissimi anni e quelle poche società virtuose che ci sono in Italia dimostrano che con la programmazione, vedi ieri l’Atalanta, si può essere una grandissima società. Sono modelli da imitare.
Progetti futuri: Io adesso sono a scadenza di contratto e ho ricevuto già molte richieste per rientrare in pista come direttore sportivo, però la priorità è sempre quella di continuare a lavorare nell’area scouting perché mi permette di girare in Italia e all’estero e di aggiornarmi sempre di più. Dimostrazione che io vorrei rientrare, ma vorrei un progetto basato anche su una prospettiva di più lungo termine, non volere tutto e subito. Vorrei un presidente che capisca che bisogna investire nei giovani, nei settori giovanili e mettere molti soldi nelle strutture.














